Neve

Neve

3.5

di Orhan Pamuk


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Descrizione

Il poeta Ka, dopo dodici anni di esilio in Germania, torna a Istanbul. Dopo pochi giorni parte alla volta di una città della provincia anatolica, Kars, dove fortissime sono le contraddizioni fra la Turchia moderna e laica e le sue profonde radici islamiche. Da qualche tempo, infatti, nella città dilaga una vera e propria epidemia di suicidi: a togliersi la vita sono studentesse universitarie cui viene impedito di indossare il velo in aula che si uccidono per difendere i loro ideali contro le imposizioni dello Stato laico. Inviato da un quotidiano per intervistare parenti e amici delle ragazze, il poeta rimane affascinato da questa città di provincia triste e remota, un tempo prosperosa città commerciale, oggi avamposto dell'integralismo islamico...

Note sull'autore

Ferit Orhan Pamuk è nato ad Istanbul il 7 giugno del 1952. E’ cresciuto in una famiglia benestante, suo padre era dirigente dell’IBM. Studia presso il liceo americano Robert College di Istanbul e poi si iscrive alla facoltà di Architettura dell’Università Tecnica di Istanbul. Lascia gli studi tre anni dopo, per iscriversi alla facoltà di Giornalismo. Durante questo periodo inizia a scrivere romanzi. La sua prima opera si intitola “Oscurità e luce” (1974). Lo stesso romanzo viene ripubblicato nel 1982, con il titolo “Il signor Cevdet e i suoi figli”, con il quale vince numerosi premi e riconoscimenti. Consegue la laurea in giornalismo nel 1977. Nel 1982 sposa Aylin Turegen, con la quale avrà una figlia. La coppia divorzierà nel 2001. Durante la metà degli anni Ottanta, svolge alcune lezioni presso le università degli Stati Uniti, ma torna a Istanbul nel 1988. Nel 2005 è stato aspramente criticato da una parte dell’opinione pubblica per aver denunciato ad una rivista svizzera il massacro di armeni e curdi compiuto dai turchi durante la seconda guerra mondiale. Per tale motivo è stato anche incriminato nel 2005 dal governo turco, ma l’accusa è stata poi ritirata nel 2006 in quanto, secondo il nuovo codice penale, l’azione compiuta non rappresenta reato. Autore di numerosi romanzi, Pamuk, con uno stile sospeso tra il reale ed il fiabesco, racconta la realtà della Turchia divisa tra passato e presente. Nell’ottobre del 2006 viene insignito del Premio Nobel per la letteratura, divenendo il primo turco a ricevere il prestigioso premio. Ad oggi Orhan Pamuk è un autore di fama internazionale molto apprezzato sia dal pubblico sia dalla critica e vive tra Istanbul e New York.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 6 recensioni)

5.0Neve.., 27-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Tra i romanzi di Pamuk questo è quello forse più sperimentale, dove la fantasia dell'autore si scatena. Una storia d'amore tra un uomo e un paese, tra un uomo e una donna. L'uomo è un poeta che, vissuto lontano dalla sua nazione, pensa di poter colmare la lontananza creata dal tempo e dagli eventi.
Un libro di illusioni. Così come la neve è illusione di purezza e rinascita, Ka si illude su un nuovo inizio. Si illude di essere un altro. Altrove.
Ma la neve cade, soffice e pura, coprendo senza cambiare nulla.
Nostalgico, bello, tristissimo.
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2.0Neve..., 23-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Penso che questo libro non possa meritarsi più di 2. Lento, malinconico, misterioso... Allo stesso tempo affascinante e noioso... Sarà la suggestione data dal titolo, ma questo libro mi ha ricordato proprio una lunga nevicata invernale.
Sullo sfondo di una città turca di confine, sospesa fra Oriente e Occidente, fra spirito laico ed estremismo religioso, tema centrale del libro è la disperata ricerca della felicità da parte di Ka, il protagonista.
Una ricerca che non può prescindere da intensi e profondi momenti di infelicità, che non trova conforto nella fede e nell'amore... Ma solo nell'ispirazione poetica e nella perfetta simmetria di ogni fiocco di neve.
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2.0Neve.., 22-11-2010
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Libro non facile. Uno strato di neve avvolge ogni cosa. Attutisce i rumori. Acuisce la distanza millenaria tra l'Oriente e l'Occidente. La forma (o piuttosto la traduzione) è molto distante. Manca di linearità.
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4.0Neve., 27-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Tema ricorrente e trasversale a tutto il romanzo: il contrasto tra tradizione e innovazione, ossia il conflitto oriente-occidente.
Le descrizioni sono molto suggestive e cariche di atmosfere.
Neve: lo scorrere del romanzo rievoca proprio lo scendere della neve, lenta, delicata, silenzosa, ma che si deposita gradualmente e si accumula ai margini delle strade dove "si ferma". Atmosfere dunque grigie e statiche ma cariche di tensioni.
I dubbi del protagonista e i suoi pensieri sono spunti per riflessioni e permettono di conoscere questa costante conrtaddizione tra occidente e Islam in un'ottica diversa.
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5.0Una visione di frontiera tra oriente e occidente, 20-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Un romanzo sorprendente in cui si intrecciano diversi punti di vista, culture e pensieri, alla ricerca di una verità, se questa esiste. Pamuk fa capire come sotto ogni posizione e ideologia possa celarsi il ricatto della libertà, il rischio o la certezza di perderla. Cosa sia la libertà e cosa aspiriamo a farne di questa libertà è poi un altro interrogativo che prende forma mentre si sfogliano le pagine. Il punto di vista extra-occidentale è che l’aspirazione occidentale sia la felicità, costi quel che costi, anche togliendole la consistenza, quella che deriva dal confronto, dal sacrificio se non dalla lotta, dal rispetto dei principi. Voi che avete reso trasparente, effimera e gratuita persino la felicità, cosa vorrete mai imporci? Quale pretesa di superiorità nutrite? Perché vi sforzate di comprenderci con accondiscendente benevolenza, quasi con compassione? Sono alcune delle domande che aleggiano nel libro, prodotte dalle caratterizzazioni di alcuni dei personaggi di Pamuk, mentre lui - l’autore - prova a tenere conto di tutto. Per trattare questi interrogativi e sfuggire a visioni di parte, Pamuk sceglie di guardare i fatti e le persone da un punto di vista al confine tra i due sistemi, al punto che dal romanzo vien fuori una visione di frontiera del mondo. La frontiera non solo è rappresentata fisicamente nella Turchia, un paese dall’equilibrio estremamente precario, con un piede in Europa e l’altro nel cuore dell’Islam, e in Kars, città di confine tra diverse regioni. L’autore si spinge fino a scegliere di far parlare un personaggio di frontiera come Ka, un poeta turco ma imbevuto di letteratura occidentale, alla ricerca della propria identità, o quantomeno di un dialogo con le proprie radici. Ma le domande del romanzo, così come la ricerca di Ka, non trovano soluzione; Ka non risolve la sua crisi di identità: infatti, viene visto dagli altri come “un poeta con la mente in Europa, il cuore tra i militanti del liceo religioso e la testa confusa”. Egli non riuscirà a portare con sé l’amata Ipek in Europa e verrà ucciso da tre colpi di pistola, quattro anni dopo il suo rientro in Germania. La sconfitta di Ka però non coincide con la sua morte; la sua fine tragica è solo l’epilogo di un amaro destino. Il romanzo lancia quindi degli interrogativi che non trovano risposta, ma aprono il dubbio della coscienza; sono in questo modo destabilizzanti per la sicurezza occidentale, che è così costretta a interrogarsi su se stessa. Il punto di forza del romanzo è proprio l’assenza di risposte tranquillizzanti e rassicuranti, il suo voler insegnare a tutti la complessità contro le facili semplificazioni.
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4.0libro di illusioni, 10-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 5
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Soffice come la neve, silenzioso come la neve, freddo come la neve. una struggente storia d'amore. Bello e triste
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