Navi a perdere

Navi a perdere

di Carlo Lucarelli


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Voto medio del prodotto:
3.5
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Descrizione

Ci sono navi che affondano, purtroppo capita. E spesso non si riesce più a trovarle, colpa degli abissi marini. Poi ci sono navi che sono lì lì per affondare e invece, dopo che l'equipaggio le abbandona, ricominciano a muoversi e si spiaggiano da qualche parte. Succede, ad esempio alla Rosso, dicembre 1990. Eppure ci deve essere qualcosa di strano in alcune di queste navi fantasma. Perché altrimenti entrerebbero in azione Capitanerie di Porto, Procure, Commissioni parlamentari, Nuclei speciali dei Carabinieri? Saranno le modalità del naufragio a non convincerli? O le rotte? O i marinai che scompaiono? O forse saranno i documenti di carico, così poco chiari? Tra i più attivi, alla ricerca della verità, c'è il comandante Natale De Grazia, pool investigativo della Procura di Reggio Calabria. Ma muore improvvisamente.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 5 recensioni)


3.0Gente a perdere... Quale verita?, 18-05-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 36
di G. Casanova - leggi tutte le sue recensioni

Le balene affondano e cantano, le navi quando affondano gemono, urlano. Espressione piu' toccante non poteva trovare Lucarelli, per umanizzare questo resoconto giornalistico sulle "navi dei veleni". Utile, scritto bene, interessante, mai noioso. Collega anche il caso "Ilaria Alpi" perche' nei traffici navali ci sono anche la compravendita di armi. Ma l'attenzione la concentra sul comandante De Grazia, uno dei tanti eroi semisconosciuti che fanno il loro dovere, oltre i propri limiti, e che muoiono "stranamente" relegati poi nel dimenticatoio con una medaglietta al valore, e a volte neanche quella. Ha ragione Lucarelli nel lodare l"Uomo Che Cerca", tocca a noi essere i "Lettori Che Ascoltano e Riflettono".

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4.0Navi a perdere , 16-05-2012
di S. Alimonti - leggi tutte le sue recensioni

Lucarelli ci racconta cosa c'è stato dietro ai sempre più frequenti traffici illeciti: circostanze, date, nomi, cognomi. Sospetti, come le circostanze che portarono alla morte a Mogadiscio della giornalista Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Un libro denuncia che elogia le poche persone che hanno tentato di fare chiarezza e smaschera chi ha cercato di occultare i fatti. Un libro di formazione

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3.0Navi a perdere, 28-03-2012
di G. Mucci - leggi tutte le sue recensioni

Ho scoperto Lucarelli con questo libro, ma più che romanzo lo si può definire una sorta di articolo giornalistico in cui ci parla di navi fatte affondare in circostanze sospette e in cui la mafia molto spesso c'entra. Non è un libro leggero ma vale la pena leggerlo per essere informati anche su questi spiacevoli avvenimenti.

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3.0Navi a perdere, 04-08-2011
di L. Caoizzo - leggi tutte le sue recensioni

Solito suo libro, lenzuolata che vorrebbe essere noir, ma non riuscendoci si perde in un mare di descrizioni inutili. Una grande carrellata sul problema delle carrette del mare, che trasportano sull'acqua rifiuti più o meno pericolosi. E che poi scompaiono, il più delle volte con i loro rifiuti, in fondo al nostro mare. Inquinandolo come non ci si sogna nemmeno. Ci sono poi tutti i soldi, dietro a questi naufragi, non solo delle assicurazioni sulle navi, ma dei rifiuti fatti scomparire per conto di qualche potentato. Tutto condito da due morti, una strana, del capitano Natale De Grazia, che stava indagando sull'affondamento di una di queste navi. Ed una lampante, anche se sfiorata soltanto, quella di Ilaria Alpi, che sullo stesso problema indagava in Africa, quando, prima di usare le navi, si usava corrompere qualche signore della guerra locale, per far sparire sotto terra rifiuti tossici, in cambio di soldi ed armi. Ma non è un romanzo, non c'è una trama. In fondo, c'è più materiale per un saggio. Ma un saggio dovrebbe poggiare su dati sicuri. Che non ci sono. Allora, camuffiamolo da finto noir, per dire quello che tutti sanno-pensano in forma finto - romanzata così da non poter essere accusati di diffamazione. Non sto provando quello che dico, sto facendo delle ipotesi da buon scrittore. Se poi non saranno provate (e succede sempre così, perché l'intreccio con il potere fa si che solo i pesci piccoli finiranno nelle reti) almeno si spera di aver messo delle pulci nell'orecchio di qualcuno. Al solito, Lucarelli scrive bene, in modo accattivante come quando ne parla in televisione. Quindi un giudizio positivo con riserva. Bene l'idea e la denuncia. Male come romanzo, perché non lo è. Lascia comunque un amaro in bocca, forte che mai.

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5.0Ottimo, 21-11-2010
di T. Roselli - leggi tutte le sue recensioni

Forse il miglior libro della serie Verde Nero dedicata ai noir di Ecomafia: merito della storia che racconta, quantomai attuale, il traffico e lo smaltimento di rifiuti lasciati affondare nel fondo del mare, simulando naufragi, con quelle che vengono chiamate appunto "navi a perdere".

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