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La morte a Venezia

La morte a Venezia

di Thomas Mann

4.0

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Una Venezia estiva ammorbata da una peste incombente ospita l'inquieto Gustav Aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha costruito vita e opera sulla più ostinata fedeltà ai canoni classici dell'etica e dell'estetica. Un sottile impulso lo scuote nel momento in cui compare sulla spiaggia del Lido la spietata bellezza di Tadzio, un ragazzo polacco. Un unico gioco di sguardi, la vergogna della propria decrepitezza, la scelta di imbellettarsi per nasconderla, sono i passi che scandiscono la vicenda. In pieno Novecento, Thomas Mann ha colto e rappresentato la grande cultura borghese in via di dissoluzione, in un'opera emblematica che fonde la perfezione formale con la rappresentazione degli aspetti patologici di quella crisi.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 13 recensioni)

4.0La morte a Venezia, 16-05-2012
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Thomas Mann, scrittore tedesco, conquista il Premio Nobel per la letteratura nel 1929. Mentre qui siamo di fronte ad un romanzo breve, narrante l'infatuazione di uno scrittore per un bellissimo giovane. Un'attrazione nella malinconicamente struggente Venezia, che diventerà molto famosa. Un argomento scomodo per un libro raffinato e importante.
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4.0La morte a Venezia, 27-03-2012
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Un libro descrittivo e simbolista, con un'introspezione memorabile, una liberazione interiore nell'attimo della morte. La città, Venezia, colta nel terribile momento della peste ne esce livida, ma rilucente di nuova vita e speranza. La contemplazione della bellezza, anche divina, ma soprattuto il termine del sistema dei valori della borghesia, vengono raccontati attraverso il disfacimento fisico e morale del protagonista. Un classico, da leggere.
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2.0Venezia depredata della sua bellezza, 23-09-2011
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è un autore molto pessimista, quindi consiglio una buona dose di entusiasmo e coraggio prima di leggervelo! Morte a Venezia poi, è forse una delle vicende (racconto breve) più deprimenti ed angoscianti che trascinano il lettore alla lenta agonia dei suoi protagonisti. Non mi garba che fotografa Venezia in modo sciatto e tetro.
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5.0Imperdibile, 16-05-2011
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Sono felicemente stupito nel vedere che molte persone hanno recensito questo capolavoro: vuol dire che ci sono ancora persone che apprezzano i romanzi di valore.
Un libro dalle atmosfere preziose e dai sentimenti molto raffinati, la cui comprensione può secondo me essere agevolata dalla visione dell'omonimo film di Visconti.
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5.0Capolavoro, 27-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Per "La morte a Venezia" vale a pieno il detto "La quantità non fa la qualità": a Mann non servono infatti più di 100 pagine per consegnare alla storia della letteratura uno dei suoi massimi capolavori. Denso, allegorico, elegante, pervaso da un'atmosfera decadente che raggiunge, grazie all'ambientazione veneziana, il suo massimo livello; è un romanzo breve sul significato della Vita, della Morte e della Bellezza da leggere e rileggere, magari prendendo visione anche dell'omonimo film, capolavoro di Visconti.
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3.0La morte a Venezia, 23-02-2011
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Ci vuole molta pazienza per arrivare fino in fondo. Fin qui è il libro che ho fatto più fatica a giudicare: so che si tratta di un grande classico, che ha ispirato artisti e registi... So che ha uno spessore notevole, un significato profondo e un messaggio forte e coraggioso... Però... Alla fine ho deciso di preferire un giudizio istintivo, di pancia... E allora devo dire che si tratta di un romanzo lento, pesante, a tratti torbido e squallido. Che sia l'ennesimo esempio di libro da rileggere in età adulta?
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5.0A Venezia con Mann, 17-12-2010
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La Bellezza e la Morte sono temi cari a Mann. Non vuol essere, quest'affermazione, il solito ritratto che si fa a questo grande, compianto, scrittore. E' la verità. Mann riesca a far dialogare queste due tematiche, che poi sono Venti che attraversano la vita vera, in modo davvero sconvolgente, e prezioso.
Pura e sconvolgente. Leggere per credere.
Geniale e intenso. Superbo.
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3.0La morte a Venezia, 15-11-2010
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Un classico della letteratura. In una Venezia estiva dall'atmosfera vagamente morbosa Gustav Aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha costruito vita e opera sulla più ostinata fedeltà ai canoni classici dell'etica e dell'estetica, viene preso da una passione senile per Tadzio, un adolescente polacco di efebica bellezza. Thomas Mann ha colto e rappresentato la grande cultura borghese in via di dissoluzione, e insieme una riflessione sulla senilità, sulla giovinezza e la bellezza. E sulla morte.
Sicuramente una delle opere che mi è piaciute di più di Mann.
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5.0La morte a Venezia, 10-11-2010
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Protagonista di questo romanzo breve è uno scrittore famoso, Gustav von Aschenbach, uomo pacato e maturo. Una piccola crisi interiore spingerà l'artista a compiere un viaggio a Venezia, l'incontro con Tadzio, bellissimo adolescente, scatenerà in Gustav una forte e inaspettata attrazione che farà emergere il desiderio di ciò che è proibito e l'illusione di ritrovare una giovinezza ormai perduta....

"La morte a Venezia" è un romanzo denso, di una bellezza e intensità rare. La padronanza espressiva di Mann è straordinaria, l'uso di immagini metaforiche dona alle pagine una profondità tale che solo l'alta letteratura riesce a donarci. Per comprendere e "gustare" appieno questo libro non si può prescindere dal contesto storico e sociale dell'autore, dalla conflittualità tra l'artista e il mondo borghese, dal fascino che Mann subiva per i temi della morte e del decadimento.
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2.0Una tristezza esagerata per me, 30-10-2010
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Dopo aver letto il secondo capitolo m'era venuta l'emicrania, ma non mi sono fatto scoraggiare! Lettura serale pre spleep-mode, a tratti pesante ma ricca di dettagli. La vera protagonista per me è Venezia, magra consolazione.
Il mio gusto personale mi impone di dare due stelle, non vado oltre.
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3.0malinconico , 29-09-2010
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Gustav Aschenbach, artista decadente, decide di compiere un viaggio a Venezia per ritrovare se stesso e la propria vena artistica. Ed ecco che per il signor Aschenbach accade l’imprevedibile: un giovane ragazzo, dall’indicibile bellezza, attirerà in modo esilerante Gustav e gli scuoterà l’animo. Una storia non proprio a lieto fine, ma che vale la pena di essere letta!
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3.0Un amore che rovina , 25-09-2010
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Uno scrittore tedesco in villeggiatura a Venezia vede nell'albergo dove alloggia un ragazzo polacco e rimane fulminato dalla sua bellezza. L'innamoramento, pur essendo del tutto platonico e "a distanza", diventa una morbosa dipendenza e, man mano che si rafforza, procede non solo un completo stravolgimento della sua ordinata esistenza borghese, ma anche una decadenza fisica. Gustav von Aschenbach, questo è il nome dell'artista, si rovina a causa di questo amore: incurante di un'epidemia di colera scoppiata nella città lagunare non riparte per la Germania, ma si ostina a rimanere per poter continuare a vedere l'oggetto del suo amore che oltre ad essere platonico, oscilla tra il disperato e il ridicolo.
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