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Monet. Il tempo delle ninfee

Monet. Il tempo delle ninfee

di C. Beltramo Ceppi Zevi (a cura di)

4.0

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Il volume è il catalogo della mostra di Milano (Palazzo Reale, 30 aprile - 27 settembre 2009). La mostra, dedicata a Monet, è incentrata sul tema dell'ambiente, posto però a confronto con l'idea di paesaggio nell'arte giapponese, che considera la natura non come semplice cornice ma come qualcosa di assoluto e totalizzante. La cultura giapponese era infatti di moda nell'Europa del secondo Ottocento e i pittori impressionisti spesso riproducevano nelle loro opere elementi figurativi tratti dalle stampe giapponesi, di cui Monet fu il maggiore collezionista. A Giverny egli creò un giardino fiorito e, successivamente, il giardino giapponese con ninfee, aiuole di iris e il ponte giapponese. Qui creò il ciclo delle Ninfee, l'esito più importante della sua esperienza artistica.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0L'istantaneità delle ninfee, 08-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Le ninfee sono il fiore che più di tutti rappresenta Monet nell'opinione pubblica comune ma non é il fiore in sè a stimolare la sua ricerca quanto piuttosto il contesto in cui le ninfee rappresentate si trovano... Il ricercatore dell'istantaneità della natura trova nella loro raffigurazione forse la massima sfida artistica e personale... Cosa c'é infatti di più mutevole di fiori acquatici che, galleggiando nello specchio d'acqua, modificano la rifrangenza della luce sui loro petali, disegnano, trascinati dal vento, nuovi cerchi nell'acqua, si raggruppano in modo diverso facendo mutare continuamente il riflesso del cielo ( anch'esso camaleontico e mai uguale a se stesso per definizione) sulla liquida superficie riflettente? Non a caso le ninfee sono l'ultimo oggetto della sua ricerca... Per raffigurare le tele oggi esposte all'Orangerie impiega quasi 10 anni... Dipingendole infine anche senza poter contare sull'ausilio della propria vista... Facendo affidamento sulla sola interiorizzazione del paesaggio diventato oramai tutt'uno con la propria vita.
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