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Mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo

Mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo

di Aldous Huxley

4.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici moderni
  • Edizione: 13
  • Traduttori: Gigli L., Bianciardi L.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2000
  • EAN: 9788804487807
  • ISBN: 8804487801

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 8 recensioni)

5.0Il mondo nuovo, 27-04-2012
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Questo romanzo di Aldous Huxley è bellissimo, soprattutto considerando il fatto che è stato scritto negli anni '30! Le tematiche descritte nel libro sono di un'attualità e di una modernità che fanno quasi paura! L'unica pecca è la traduzione, un po' datata e in alcuni momenti imprecisa. Insieme a 1984 e Fahrenheit, sicuramente uno dei migliori libri distopici mai scritti.
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5.0Fondamentale, 15-03-2012
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Un libro fondamentale, soprattutto se debitamente collocato all'interno della trilogia distopica accanto a "1984" e "Fahrenheit 451". Il romanzo si concentra principalmente su questioni di carattere genetico, quali appunto la clonazione e la manipolazione genetica. Come i due libri sopra citati, anche quello di Huxley non lascia molto spazio alla speranza.
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4.0Un libro attualissimo che fa pensare, 29-02-2012
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Nel suo "Mondo Nuovo" Huxley anticipa ciò che abbiamo sotto gli occhi oggi con una facilità incredibile. Egli stesso il Ritorno al Mondo nuovo esaminerà i punti in cui il suo libro è stato premonitore paragonandolo ad un altro classico del genere utopistico come 1984 di Orwell e ad il più filosofico Utopia di Moore.
Se pur inizialmente la lettura risulta faticosa in quanto il testo si presenta elaborato e tecnicista, via via scorre più velocemente sino ad arrivare alla fine con amarezza, in quanto davvero questo libro si presenta come la palla di vetro nel quale la società odierna si specchia.
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3.0Letto per forza, 15-02-2012
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Ho letto questo libro nella versione originale inglese, mi è sembrato subito abbastanza pesante e noioso. Però nel leggerlo ho potuto confrontare gli eventi descritti con il mondo reale e devo dire che fa pensare molto. Ci sono personaggi chiave con caratteri reali che ritraggono aspetti della vita reale. Senz'altro è un libro da leggere.
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3.0Dittatura della chimica, 12-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La struttura del potere che descrive Huxley è basata sulla chimica. La visione è forse eccessiva ma anche fortemente inquietante perchè la sua conoscenza in materia (La famiglia Huxley era una famosa famiglia di scenziati biologi e chimici inglesi) rende le sue descrizioni molto dettagliate: sostanze, dosi, effetti... Leggere un utilizzo del genere di conoscenze scentifiche è molto interessante. Anche se come scrittore Huxley è carente di ritmo, il romanzo a mio avviso si legge piacevolmente per la sua visione profonda e l'impianto solido.
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5.0Un romanzo satirico e distopico, 23-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Composto 14 anni prima rispetto a "1984" di George Orwell è più radicale altrettanto distopico e, oserei dire, profetico.Nel mondo nuovo la vita umana è totalmente programmata e determinata a partire dal punto di vista biologico, passando da quello sentimentale, fino ad arrivare alla dimensione etico-morale dell'individuo. La libertà è inesistente così come l'IO dell'individuo. Nonostante ciò Bernardo e il Selvaggio sembrano comprendere la vera essenza dell'uomo prima di confrontarsi con la malvagia civiltà. Questo romanzo, accompagnato da un saggio dello stesso autore pubblicato nel 1958, alimenta e sostiene la filosofia distopica insieme a "1984" e "Fahrenheit 451" di Bradbury Ray
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4.0Interessante, 02-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Interessante alternativa al mondo di 1984. Per certi versi le sue previsioni sembrano più indovinate rispetto a quelle di Orwell.
Ancora più interessante la seconda parte che altro non è se non un lungo commento al racconto stesso. Ricco di spunti di riflessione. Ancora più stupefacenti se si pensa a quando è stato scritto. Indubbiamente Aldous era un visionario incredibilmente intelligente.
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5.0mai profeti in patria, 23-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Di tutti i grandi romanzi distopici (il confronto corre inevitabimente a "1984"), quello di Huxley, criticato al tempo dallo stesso Orwell per eccessivo moralismo, si è rivelato alla lunga il più profetico. Infatti, viene meno confermata dal dato storico la dittatura che Orwell descrive in “1984”, rispetto a questo nuovo mondo ovattato e artificalmente felice. Mentre infatti un regime coercitivo è intrinsecamente impossibilitato a perdurare, per le spinte centrifughe e le pressioni esterne che necessariamente lo estenuano, la capacità di un “regime benevolo” di ramificarsi subdolamente senza essere più avvertito è molto più realistica e inquietante. Consiglio: da leggere prima di "Infinite Jest", che per ora rappresenta la punta estrema di questa prospettiva.
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