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Molto forte, incredibilmente vicino

Molto forte, incredibilmente vicino

di Jonathan S. Foer

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Voto medio del prodotto:
4.0
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Descrizione

A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". È l'11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all'enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l'incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 14 recensioni)


4.0Molto bello, 30-07-2012
di P. Maggi - leggi tutte le sue recensioni

«Ci ho messo pochissimo a completare la lettura di questo libro, l'ho trovato molto intenso. In alcuni tratti mi è sembrato un pochino noioso, ma passato quel singolo capitolo, la storia è ripresa più accattivante di prima. Altre volte mi ha fatto sentire "... Le scarpe pesanti... ". Nel complesso mi è piaciuto veramente molto. Scritto bene, particolare. Lo consiglierei.»

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4.0Molto forte, 30-03-2012
di S. Borroni - leggi tutte le sue recensioni

«La migliore storia che racconta il dramma dell'undici settembre americano. Un romanzo intenso sull'ineluttabile perdita degli affetti, sull'infanzia smarrita troppo presto, sull'amore che lega e separa, sulla magia delle piccole cose. Talvolta l'ho trovato un pochettino "asmatico", troppo pieno di parole non propriamente contestualizzate, ma nel complesso un libro da consigliare.»

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1.0Mi dispiace, 04-09-2011, ritenuta utile da 28 utenti su 31
di A. Mingardo - leggi tutte le sue recensioni

«Sì, mi schiero con i pochi detrattori, e non annoierò continuando a ripetere che mi dispiace, come fa il nonno di Oskar, e nemmeno dicendo che ho gli occhi guasti, come fa sua nonna.
Avevo molte aspettative su questo libro e all'inizio ho pensato che si trattasse di una specie di omaggio letterario al "Tamburo di latta". Purtroppo il bilancio finale è di delusione piena. Trovo che l'autore abbia sprecato dell'ottimo materiale, che non avesse realmente bisogno di tutta quella grafica accattivante per molti lettori, ma alla lunga stancante e decisamente inadatta a lettori ipovedenti (che sanno sul serio cosa significa avere gli occhi guasti).
Per essere ancor più esplicita, ritengo che il personaggio del bambino (chiamato inopportunamente Oskar e sguinzagliato ovunque... Con un tamburello!) sia artefatto, che non regga il confronto con altri bimbi letterari, che pianga a sproposito, che reagisca alle evidenti menzogne degli adulti con sollievo.
Ritengo poi che i suoi due nonni siano eccessivi e che come personaggi non abbiano scuse sufficienti per bearsi dei loro dolori. Non ritengo plausibile che, posti così, potessero avere un figlio normale.
Nel complesso, mi sembra che la vera protagonista del romanzo sia l'ipocrisia: pochi adulti e un bimbo non possono avere così tanti segreti e non-detto, e ogni volta che vien meno un segreto, dicono semplicemente: "lo so, lo sapevo".
Io non so niente, ma se devo sapere qualcosa, consiglio all'autore di rileggersi "Il tamburo di latta" e magari anche "Chiamalo sonno".
»

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4.0Il migliore, 15-07-2011
di L. Pezzato - leggi tutte le sue recensioni

«Oskar ha perso il padre a cui era tanto legato nell'attentato alle Torri gemelle del 2001. Un giorno, rovistando nello studio del padre, trova un vaso azzurro con dentro una busta, su cui è scritto "Black", contenente una chiave. Oskar decide così di bussare alla porta di tutti i Mr e Mrs Black della Grande Mela: forse qualcuno di loro sa qualcosa, conosce un segreto che può farlo sentire più vicino al padre scomparso. Ma è soprattutto l'incontro col nonno, che ha alle spalle l'orrore di un'altra guerra, quella mondiale, a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita...»

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4.0Molto forte, incredibilmente vicino, 24-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di E. Mariniello - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro che, per la tragedia in esso narrata, è molto vero e vicino. Questo, però, non è solo il racconto di quel tristemente famoso undici settembre di dieci anni fa: la voce narrante è quella commuovente di un bambino, ma è intensa come quella di un adulto. »

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4.0Romanzo unico, 11-05-2011
di P. Raffo - leggi tutte le sue recensioni

«Un romanzo davvero unico nel suo genere. All'autore va dato merito di aver saputo raccontare la storia di un dolore terribile senza cadere nel patetico e ci è riuscito arrichendo ogni pagina di una speranza e di una luce sempre più forti. L'unica osservazione è forse che il piccolo protagonista sembra di parecchio - e non solo emotivamente - più "grande" di tanti suoi coetanei (insomma non so se io alla sua età avrei avuto la stessa tenacia, intelligenza e smaliziata curiosità per fare quello che ha fatto lui). Complimenti a Foer per la sua tecnica narrativa, è davvero avanti rispetto a tanti suoi colleghi.»

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4.0Molto forte, incredibilmente vicino, 04-04-2011
di P. Ferrarelli - leggi tutte le sue recensioni

«Gran bel romanzo, l'autore lo sa e non fa nulla per nasconderlo. Che rischio un argomento del genere! La prima cosa che ho pensato, un argomento pieno di mille insidie: essere sdolcinati, o troppo duri, incazzati o molli, patriottici o terroristi. Una follia scriverci un romanzo. Non è così, è geniale, non è sdolcinato, anzi sa essere duro nel leggere la vita. Un bambino di 9 anni decisamente fuori dalla norma, ma è un romanzo! Un modo per continuare a vivere a crescere, sperare, rendere tollerabile il dolore finchè non si trova un modo per affrontarlo. Vincere le proprie paure, fidarsi della gente, volerla conoscere, essere ottimisti, saper piangere... Vivere. Scritto magnificamente, senza evoluzioni stilistiche fa si che il lettore non si stacchi, prosegua oltre il dolore, oltre l'ingenuità oltre tutto. Si dovrebbe scrivere un libro di mille pagine solo sul ruolo della carta e la scrittura hanno in questo libro: fonte di conoscenza, registro del ricordo, collezione di francobolli, metodo per comunicare unico (del nonno) , assenza di comunicazione e incapacità della nonna e anche del nonno... Libro fantastico, gonfio, colmo di vita e di pensieri e di sensazioni e di emozioni e anche di azione, non esagera mai, bravissimo Foer. »

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4.0Ci è o ci fa? 2, 28-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Bizzi - leggi tutte le sue recensioni

«Come nell'altra recensione il dubbio viene.
Qua almeno la forma è migliore ed è un bel romanzo da avere in casa se non altro per come l'autore ha deciso di curarlo anche graficamente e non solo mettendo le parole sulla carta.
Però mi resta sempre quel pallino che Foer in realtà sia un gran furbacchione che fa tutto questo solo per essere accattivante e per distinguersi, e non mi piace essere preso per il naso.
»

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5.0Molto forte, incredibilmente vicino, 04-11-2010
di A. Mancino - leggi tutte le sue recensioni

«Mi sono tenuta lontana da questo libro per molto molto tempo, nonostante ritenga Foer uno dei migliori autori che questo secolo produrrà. Ho impiegato sei anni a prenderlo in mano...
...ne sono rimasta assolutamente folgorata, è uno dei quattro o cinque libri che non sono riuscita a mettere via dopo averli finiti. E'stato inevitabile capovolgerlo e ricominciare daccapo.
»

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2.0Molto forte, incredibilmente vicino, 29-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di M. Liccardo - leggi tutte le sue recensioni

«Tutto è manierista, nel libro: i personaggi, le situazioni, i ricordi (a partire dal bombardamento di Dresda per arrivare all’irritante sistema di comunicazione inventato dal nonno, con quei quadernetti che sfoglia di continuo e che sono un inno all’artificio letterario), l’impianto, la successione dei capitoli, la lingua, gli inserti, le immagini (dal volo degli uccelli alle didascalie «visive» che spiegano e implementano il testo); c’è qualcosa di costruito: Oskar, il bambino protagonista, è un personaggio cerebrale nel senso più radicale del termine: Foer l’ha «pensato», non «sentito», questa è la mia opinione, così come ha «pensato» e non «sentito» i personaggi minori, le situazioni, i volteggi della storia. È, insomma, un libro artificiale, costruito pezzo a pezzo per essere witty, ora comico ora tragico, ma sempre giocato sul filo di una capacità inventiva che è tutta a tavolino, mirata su un determinato tipo di pubblico e di critica democratica.
Questo è fastidioso, benché sia qualcosa che arriva in sottofondo, per così dire, e in superficie rimanga una storia gradevole, a tratti appassionante e spesso stupefacente. Il lettore vi trova tutto, nascosto sotto una patina di facilità e di leggibilità, e ne esce rassicurato nel caso avesse dubbi sullo stato di salute della narrativa. In realtà, quello che gli viene propinato è un buon prodotto, intelligente e raffinato, che lo rassicura sul fatto che, oggi come oggi, «ci si può divertire mentre si pensa».
Ci sarebbero gli elementi, qui, per avviare una riflessione sul romanzo americano contemporaneo – di cui Molto forte ecc incarna perfettamente tutti gli stilemi (metropoli postmoderna, memoria, saga familiare, protagonista bizzarro e accattivante, terrorismo, cinematograficità dello sguardo, apparente leggerezza soprattutto nei dialoghi). Ma adesso non ne ho voglia, e mi fermo qui. Dico solo che questo manierismo e in fondo questo dare al lettore quello che si aspetta (sia pure una grande invenzione e una freschezza) è almeno in parte il canone del nostro tempo.
»

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4.0Molto forte, incredibilmente vicino, 28-10-2010
di L. Crespo - leggi tutte le sue recensioni

«Una caccia al tesoro alla ricerca di una serratura misteriosa in una New York ferita dall'11 settembre. I temi veri sono la perdita degli affetti, l'orrore della guerra, i rapporti che si creano tra persone anche molto diverse e rendono la vita sopportabile e (quasi) degna di essere vissuta. Alcuni personaggi rimangono alla memoria e questo è il segno che ci si trova di fronte a un bel libro, quasi da quattro stelle se non risultasse a tratti un po' confuso.
Migliore citazione: "Pensa! Quante persone entrano ed escono dalla tua vita! Centinaia di migliaia! Uno deve tener la porta aperta, così possono entrare! Ma possono anche uscire!"
Altre citazioni si trovano in Note...
»

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4.0La catarsi, 15-09-2010
di B. Palmero - leggi tutte le sue recensioni

«Romazo sperimentale, curioso e sincopato. Le Torri gemelle irrompono nella storia degli USA come la seconda guerra mondiale ha segnato indelebilmente la storia europea, che sia a Dresda o in qualsiasi altrove. Nulla può essere più come prima, ma il problema non è accettare la morte di qualcuno che ci è caro, piuttosto si tratta di convivere con il dolore, accettare che bisogna vivere lo stesso. Si può imparare a vivere senza? Non senza dolore.»

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