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Modernità liquida

Modernità liquida

di Zygmunt Bauman


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Descrizione

Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata, voi che entrate nel mondo della modernità liquida...: una metafora per descrivere la fase attuale della nostra modernità che suona a epitaffio di un modo stabilizzato e rassicurante di sentirsi nel mondo.

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3.0Modernità liquida, 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Poletti - leggi tutte le sue recensioni

«Bel saggio, sebbene Bauman non riesca mai ad uscire da un certo marxismo di fondo, il libro inizia con un articolata descrizione della società contemporanea, definita dall'emergere di una concezione liquida dell'uomo e dei valori. Liquida, perché rispetto alla modernità precedente non ci si propone di creare strutture resistenti e durature, ma di essere adatti alla complessità del mondo; liquida perché all'identità sociale proposta da qualsiasi ente collettivo l'uomo moderno sfugge, anche contro la propria volontà cosciente. Liquida perché di fronte all'apparente possibilità sterminata di occasioni e modi nuovi di essere e lavorare, l'uomo si perde in mille rivoli, e deve sopportare da solo il peso di una libertà che, dall'illuminismo in, è stata sempre rivendicata come liberazione da tutti i vincoli (sociali, e naturali se possibile).

Di fronte alla sproporzione tra il caos del mondo e la volontà di mantenere il senso del proprio essere, l'uomo è tentato di costruire comunità-rifugio che lo ripari dalle insidie del "mondo esterno" e gli conferisca un'identità che non riesce a darsi da solo; ma il tentativo di dare un senso fallisce in partenza, perché proprio l'uomo che partecipa alla comunità-rifugio rivendica allo stesso tempo quell'indipendenza che è alla base dello sgretolamento, e l'unica possibilità di coesione sussiste a spese dell'altro, di chi in quel momento non si vuole o si ha paura di diventare.
Bauman non dà una soluzione ai problemi che rileva, e in questo mostra di arrendersi, pur nell'ottimismo che, secondo chi lo conosce, lo descriverebbe. Dove Bauman fallisce non è nella sua acutissima visione della società di oggi, un "camping" dove nessuno vuole sostituirsi alla direzione degli affari e tanto meno rivoluzionare il sistema, ma dove tutti pretendono per quello che pagano.
Il fallimento, a mio avviso, sta nella riproposizione di una traccia che è ancora (dopo ormai 150 anni) una risposta marxista. Marxista, in quanto si sforza di mostrare come l'origine di tutta l'infelicità umana sia solo una questione sociale.
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