 |
Modernità e ambivalenza
- Prezzo: € 25.00
- Nostro prezzo: € 21.25
- Risparmi: € 3.75 (15%)
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi |
Spedizione gratuita sopra i 19€
|
In sintesiRicondurre alla ragione il caos del mondo, con tutto ciò che implica un’operazione così ambiziosa: ordinare, classificare, calcolare, sottoporre a controllo, dissipare le zone d’ombra, identificare l’indistinto, bandire l’ambiguo. Tra i princìpi portanti della modernità, questa è l’idea-architrave, che per secoli ha ispirato pensieri e azioni di interi popoli. Conteneva un progetto di costruzione sociale e una promessa di felicità. Il primo ha lasciato dietro di sé delle macerie, la seconda non è mai stata adempiuta. In un saggio che ha la dirompenza degli eventi intellettuali pronti a fare da segnavia, Zygmunt Bauman mette a tema il fallimento di un’epoca della storia umana, misurandolo sulla insostenibilità della pretesa iniziale. È l’ambivalenza, infatti, e non l’univocità, la condizione normale in cui ci tocca vivere. Noi esseri finiti ci condanniamo alla perenne inadeguatezza se ammettiamo soltanto l’alternativa rigida tra l’ordine e l’informe, tra le entità (cose, persone, collettività, situazioni, categorie della mente) che il linguaggio riesce a nominare in modo trasparente e l’imprevedibile, l’indecidibile, l’indeterminato, l’incontrollabile, di cui avvertiamo la presenza minacciosa. In una simile inadeguatezza - e nell’autoinganno di un’identità certa - finì intrappolata, ad esempio, gran parte dell’intellighenzia ebraica di lingua tedesca, quando tra Otto e Novecento tentò diverse strategie di assimilazione alle élite dominanti. Combattuta e ostracizzata, l’ambivalenza si è presa però le sue rivincite, fino a imporsi quale segno distintivo dei nostri tempi. La postmodernità sembra potersi riconciliare con quanto di precario e di imperfetto – in una parola, di contingente – appartiene all’esistenza. Sembra essere disposta ad accogliere l’ambivalenza come destino condiviso.
DescrizioneRicondurre alla ragione il caos del mondo, con tutto ciò che implica un'operazione così ambiziosa: ordinare, classificare, calcolare, sottoporre a controllo, dissipare le zone d'ombra, identificare l'indistinto, bandire l'ambiguo. Tra i princìpi portanti della modernità, questa è l'idea-architrave, che per secoli ha ispirato pensieri e azioni di interi popoli. Conteneva un progetto di costruzione sociale e una promessa di felicità. Il primo ha lasciato dietro di sé delle macerie, la seconda non è mai stata adempiuta. In un saggio che ha la dirompenza degli eventi intellettuali pronti a fare da segnavia, Zygmunt Bauman mette a tema il fallimento di un'epoca della storia umana, misurandolo sulla insostenibilità della pretesa iniziale. È l'ambivalenza, infatti, e non l'univocità, la condizione normale in cui ci tocca vivere. Noi esseri finiti ci condanniamo alla perenne inadeguatezza se ammettiamo soltanto l'alternativa rigida tra l'ordine e l'informe, tra le entità (cose, persone, collettività, situazioni, categorie della mente) che il linguaggio riesce a nominare in modo trasparente e l'imprevedibile, l'indecidibile, l'indeterminato, l'incontrollabile, di cui avvertiamo la presenza minacciosa. In una simile inadeguatezza - e nell'autoinganno di un'identità certa - finì intrappolata, ad esempio, gran parte dell'intellighenzia ebraica di lingua tedesca, quando tra Otto e Novecento tentò diverse strategie di assimilazione alle élite dominanti.
Dettagli del libro
Altri utenti hanno acquistato anche: € 14.00 € 11.90 € 18.00 € 15.30 € 12.00 € 9.00 € 13.00 € 11.05 € 14.00 € 11.90 € 16.00 € 13.60
I libri più venduti di Zygmunt Bauman: 1. € 9.50 € 8.07 2. € 8.50 € 7.22 3. € 9.50 € 9.02 4. € 18.00 € 15.30 5. € 8.00 € 6.80 6. € 10.00 € 8.90
Recensioni degli utenti
Scrivi una nuova recensione su Modernità e ambivalenza e condividi la tua opinione con altri utenti. |