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Moby Prince. Un caso ancora aperto

Moby Prince. Un caso ancora aperto

di Enrico Fedrighini


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Descrizione

La sera del 10 aprile 1991 lo scalo civile di Livorno sembra un porto militare statunitense, con molte navi militarizzate di ritorno dalla prima guerra del Golfo. Quella stessa sera, il traghetto Moby Prince salpa da Livorno diretto a Olbia. Dopo pochi minuti di navigazione entra in collisione con una petroliera ancorata in rada che trasporta greggio altamente infiammabile. È una strage, la più grande tragedia della marineria civile italiana: 140 persone muoiono tra le fiamme a bordo della nave passeggeri. Queste pagine tentano di ricostruire in modo preciso e minuzioso le indagini, facendone emergere i lati meno chiari con l'obiettivo di cercare la verità.

Dettagli del libro


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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)


4.0Moby Prince. Un caso ancora aperto, 13-07-2011
di E. Alfetta - leggi tutte le sue recensioni

«Dei cento e più morti nella collisione della moby prince sembra quasi essere sparito il ricordo. Gli atti processuali dicono che quella notte dell'aprile 1991 c'era nebbia, gli ufficiali di bordo scelsero per uscire dal porto una rotta pericolosa e intanto se ne stavano a guardare la partita in tv, e fatalità volle che il traghetto non si accorse dell'enorme petroliera davanti a sé e la speronò. Peccato che ci siano plurime testimonianze che giurano che di nebbia non ce n'era affatto, e che il traghetto abbia squarciato la petroliera dal lato rivolto al mare aperto. Enrico Fedrighini, con un lavoro meritorio che purtroppo rimane anch'esso quasi sconosciuto, ha raccolto in questo libro tutti gli atti documentali di cui non si è affatto tenuto conto nel processo, e che fanno intuire che quella notte si stava svolgendo un traffico d'armi verso la Somalia (il nome di Ilaria Alpi non vi ricorda nulla? ) con la fattiva collaborazione degli americani di Camp Darby, e che è stato scientemente scelto di non intervenire a salvare le persone del traghetto, possibili testimoni. Un mistero all'italiana riuscito fin troppo bene, purtroppo. L'unica pecca del libro è che il suo stile, soprattutto nelle prime cento pagine, è un po' troppo sensazionalista: garantisco che non ce n'era bisogno. Un'ultima considerazione. Qual è l'editore che ha avuto il coraggio di pubblicare il libro (di un sindacalista di base ancorché al Politecnico, impegnato politicamente coi Verdi) ? Non ci credereste mai: le Edizioni Paoline (quelle di Famiglia Cristiana, insomma) . Non c'è più religione.»

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