Moby Dick

Moby Dick

3.5

di Herman Melville


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Descrizione

"Moby Dick", pubblicato nel 1851, è considerato il capolavoro di Melville e uno dei più noti libri della letteratura americana e mondiale. Vi narra in prima persona la sua avventura Ismaele, che si imbarca come marinaio assieme a un ramponiere indiano sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, un personaggio cupo che incute rispetto e timore nei suoi uomini, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene, a qualunque costo. Inizia così una lunga caccia. La snervante attesa dell'incontro con il cetaceo che sfugge al capitano offrirà al narratore l'occasione di meditazioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche, all'interno della struttura del romanzo d'avventura per mare. Intanto l'immenso oceano, con i suoi mostri e le sue profondità, si erge in tutta la propria potenza e imperscrutabilità dinanzi all'uomo, che gli può contrapporre solo una fragile esistenza, oscillante tra il bene e il male. Fino a che sopraggiunge la catastrofe finale, fatalmente presentita, quando Moby Dick distruggerà la baleniera e tutto l'equipaggio trascinando con sé Achab e il suo arpione. Solo Ismaele si salverà e potrà così raccontare la loro folle, ambiziosa quanto disperata, impresa.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 10 recensioni)

2.0La balena e l'uomo., 11-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 9
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Ne ho sempre sentito parlare e trovarmi finalmente alle prese con questo racconto di uomini e di mare è stato un parapiglia. C'è qualcosa nella trama che smorza il fascino, non riesce a coinvolgere costantemente il lettore che in alcune battute fino a chiedersi quando sarà il momento decisivo della morale. Speravo in meglio sinceramente...
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4.0Moby Dick, 04-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Uno dei vertici della letteratura novecentesca riproposto in versione economica. Chiamatemi Ismaele. Con un apertura così sfolgorante, come poteva non essere un grande libro? E grande davvero ne è il narratore, e più che personaggio direi testimone. Fantastico perchè testimone di vicende eccezionali, fantastico perchè sa rendersi protagonista di disquisizioni su particolari, o su classificazioni o su problemi scientifici. La vicenda la si conosce, ma vale la pena di leggere il come si svolge, come Achab monomaniaco raggiunge infine la sua perdizione e morte, di come i suoi ufficiali e in particolare il primo Starbuck vive i contrasti della coscienza e la follia di Pip, e sapere come si misurano gli scheletri di balena... Bisogna tuffarcisi a capofitto, e star dietro a Ismaele, anche se ogni tanto sembra che dica cose senza importanza, o se si dilunga o divaga, proprio tutto ciò rende Moby Dick un libro davvero davvero comprendente tutto, non solo una storia.
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2.0Pesante, 25-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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E' uno dei pochi libri che non sono riuscita a leggere fino alla fine, o meglio mi sono fermata già alle prime pagine. Un racconto pesante che sembra trascinarsi con fatica sia nella penna dello scrittore che nella mente del lettore, quasi come un involucro che non voglia aprirsi.
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1.0Moby Dick, 14-03-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 12
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Difficile troppo impegnativo, non ha una trama capace di appassionare il lettore, per questo lo giudico troppo sopravvalutato. Probabilmente non è il mio genere, per questo non riesco a dare un incoraggiamento per leggere questo libro, non mi sento di consigliarlo.
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4.0Moby Dick, 16-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Difficile, pesante come stile, involuto come terminologia, ponderoso come quantità, pieno di digressioni.

Tuttavia, la figura di Achab, pazzo cacciatore di una balena del Fato, è uno di quei personaggi che si stampano nell'immaginario di ogni lettore. E tanto forte è la figura dell'indiretto protagonista che tutti i difetti (e non sono pochi) della scrittura si sorvolano nella valutazione finale.
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4.0Moby Dick, 02-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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non è un libro per ragazzi sto qua! è talmente introspettivo e ricco di riferimenti filosofici... un viaggio dentro a se stessi per sconfiggere la paura che si annida dentro di noi. abbandonate ogni preconcetto ecologista, in questo libro la balena bianca è malvagia, se non vi convincete di questo non potete gustare il libro, è la paura che il protagonista tenta fino alla fine di inseguire e catturare
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5.0Moby dick, 01-10-2010
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Inizialmente mi aspettavo un romanzo d'avventura e nulla di più invece va letto a fondo e tra le righe, è una allegoria che rispecchia in pieno il mondo attuale.
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4.0Moby Dick, 29-09-2010
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A dispetto della fama di romanzo d'avventura, un grande libro sul senso dell'essere-nel-mondo. Un libro per uomini che hanno vissuto, non per chi ancora ha conosciuto il dolore solo per sentito dire. Qui l'ampiezza è solo un pregio, mai un difetto; morte, disperaione, disillusione e assenza, di speranza o di pace poco importa. La morte e il Destino non sono in fondo altro che due diverse prospettive per un unico e malinconico sguardo sul breve lampo dell'esistenza.
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4.0E' un romanzo, 25-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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molto bello. Il suo unico problema è che Melville era pagato a pagina, come la maggior parte dei colleghi, per cui dilungarsi diventava vitale. Melville però applica una idea geniale: distingue chiaramente una parte narrativa da una parte più saggistica sui capodogli, le balene e così via. Questa parte si può saltare a piè pari senza nulla togliere al romanzo. Molte le trascrizioni cinematografiche, dalla versione con Gregory Peck a "Lo squalo" di Spielberg
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4.0Lettura impegnativa.. che ripaga!, 20-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Una lettura impegnativa, non c’è dubbio.
L’opera si presenta prettamente in chiave narrativa, ma la fama enciclopedica la precede: le scene di caccia alla balena (il capitano Achab ha giurato vendetta a Moby Dick, una immensa balena bianca che, in un viaggio precedente, gli aveva troncato una gamba) sono intervallate dalle riflessioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche. Ed è così che i tre anni di caccia alla balena diventano per il lettore trecento.
Ma è forse è proprio questa la peculiarità dell’opera: grandi spazi, spazi immensi. Immensi come l’oceano, non c’è dubbio. Solo che a volte si rischia l’agorafobia.
Il libro non è male, dopotutto. Ma eccezionale è la caratterizzazione umana di Moby Dick: probabilmente l’analisi psicologica più riuscita all’interno del libro e non solo. All’interno della letteratura ottocentesca americana, ad esempio.

“Ciascuno di noi vive in un garbuglio di sagole. Ciascuno è nato con il cappio intorno al collo. Ma è solo quando viene catturato dalle rapide, improvvise spire della morte che il mortale prende coscienza dei silenziosi, subdoli e onnipresenti rischi della vita. E se hai l’animo del filosofo, pur seduto in una lancia baleniera non proverai un briciolo in più di terrore di quando la sera te ne stai in poltrona davanti al caminetto di casa tua, pronto a dar mano non al rampone, ma all’attizzatoio”.

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