La mite

La mite

4.5

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

"Immaginate un uomo, accanto al quale sta stesa su un tavolo, la moglie suicida che qualche ora prima si è gettata dalla finestra. L'uomo è sgomento e ancora non gli è riuscito di raccogliere i propri pensieri... Ecco, parla da solo, si racconta la vicenda, la chiarisce da se stesso". Così Dostoevskij presenta al lettore il proprio racconto: 'fantastico' perché registra come sotto dettatura i pensieri che si svolgono nell'interiorità dell'uomo, ma anche estremamente 'reale' nella sua verità psicologica. Passando attraverso vari sentimenti spesso contraddittori, prima discolpandosi, quindi accusando, dandosi spiegazioni che si riveleranno fasulle, il protagonista giunge a poco a poco alla verità.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0La mite, 09-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Doppio racconto a cui mi riservo di dare giudizi decisamente antitetici, da un lato "La mite", che mi ha colpito ed intrigato, dall'altro "Il sogno di un uomo ridicolo" che mi ha lasciato freddo come un inverno siberiano. Qui Fedor cerca di rappresentare una società utopica, una nuova età dell'oro resa possibile dalla bontà e dalla fraternità, regalandoci un messaggio di speranza innocente. Ma pur apprezzando la scioltezza e la sicurezza del linguaggio e dell'idea, mi resta poco. Un senso di "volemose bene che tutto andrà meglio"? Accenni di "con la buona volontà si può"? Ma poco altro. Il primo invece è potente, tutto in controluce. Fedor Dostoevskij tratta in modo completamente nuovo il tema del suicidio, facendo narrare una dolorosa vicenda familiare da un marito meschino e grossolano che tuttavia, a poco a poco, riesce a riconoscere le sue colpe nei motivi che hanno spinto la giovane moglie a togliersi la vita. La mite appare infatti solo nelle parole del marito che (inconsapevolmente? ) l'ha portata al suicidio. Ed è questo doppio registro che affascina. Un uomo che si confessa al pubblico, cercando di spiegare la trama della sua vita, pensando che, in fondo, ha agito per il suo meglio. In controluce, tutti i guasti delle sue azioni, che portano l'infelice moglie prima a domandarsi perché e poi, non trovando soluzioni, a scegliere quella estrema. Rimanda ad altre letture, dove si parla di "eterogenesi dei fini", ma che, per mia semplicità traduco in non riuscire a fare del bene, anche agendo nella sua direzione. In ogni caso, buono il primo pezzo!
"oh, sono un maestro nel parlare con il silenzio. Per tutta la mia vita avevo parlato tacendo, avevo vissuto con me stesso"
"ama gli altri come te stesso, ecco cosa è importante"
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5.0LA MITE, 18-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
di - leggi tutte le sue recensioni
Questa ragazza di sedici anni, si trova costretta a sposarsi perchè in gravi condizioni di indigenza.
Tra due possibili pretendenti, sceglie quello che pare il meno peggio, ma... La vita con lui non è facile perchè, pur essendo molto innamorato di lei, non glielo dimostra mai a cause di strane teorie personali sul rapporto di coppia.
Elimina il dialogo e la spontaneità naturale della moglie, creando un muro di silenzio.
Che uomo strano... Si ripropone di svelare tutto alla ragazza, "quando sarà il momento".
E intanto il tempo passa inesorabile e la moglie cerca un amante.
Quando lei si uccide buttandosi dalla finestra (abbracciando l'icona della Vergine Maria) , lui non riesce a capacitarsi dell'accaduto; davanti al feretro dell'amata riordina i pensieri, analizza i fatti e arriva alla terribile conclusione.
Uomo egoista, cieco e presuntuoso.
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