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Il ministero del dolore

Il ministero del dolore

di Dubravka Ugresic

2.0

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Tanja Lucic è scappata dalla Jugoslavia, dilaniata dalla guerra etnica degli anni Novanta. Ha trovato rifugio ad Amsterdam, dove insegna all'Università. I suoi studenti sono profughi come lei, e per mantenersi gli studi lavorano al "Ministero", una pornosartoria che rifornisce di indumenti sadomaso i sexy shop della città. Il compito di Tanja sembra impossibile: insegnare letteratura jugoslava, una materia che non esiste più, come la sua identità e il nome del suo paese. Tutto ciò che definiva il termine "jugoslavo" è stato distrutto, ridotto a numero, gruppo di sangue, confine. Le lezioni diventano così una meditazione su una terra perduta e su quanto esista ancora di recuperabile. La nostalgia è il fragile legame che unisce Tanja agli studenti, accomunati dalla loro condizione di stranieri sia nel paese di origine sia in quello che li ha accolti. Un legame che rischia di spezzarsi quando eventi tragici costringono il gruppo ad affrontare le conseguenze della violenta disintegrazione della loro patria.

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Voto medio del prodotto:  2.0 (2 di 5 su 2 recensioni)

2.0Non ne consiglio la lettura, 25-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Ci ho messo un po' a finirlo perché è piuttosto pesante. Gli uomini che ruotano intorno alla protagonista rimangono offuscati in una nebbia cupa e fitta che li fa sembrare oco reali. Il finale, una sorta di tarallucci e vino, mi è sembrato poco plausibile, viste le premesse cariche di rancore. L'argomento dell'esilio e della diserzione dalla guerra rimane anch'esso avviluppato in una nebbia opaca.
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2.0Troppo superficiale, quasi inutile, 21-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
A me non è piaciuto per nulla. La sbandierata situazione del profugo durante la guerra in Yugoslavia qui pare essere solo uno spunto e non la protagonista della vicenda.
Ho trovato che anche lo spunto della classe multietnica, a cui la protagonista insegna, non sia stato sfruttato in modo adeguato.

Da un libro che tratta queste vicende pretendo non lo splatter, ma nemmeno che se ne parli come se fosse una delle tante cose che succedono. Il dolore dov'è? La disperazione dov'è?
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