Milioni di milioni

Milioni di milioni

3.5

di Marco Malvaldi


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In sintesi

Montesodi Marittimo è un paesino nell’entroterra toscano, di quelli dove ci sono più galline che abitanti e dove gli abitanti si accoppiano tra loro da secoli, con molto poco ricambio. Il paese è piuttosto chiuso, divisi da tempo immemorabile in due fazioni: i tradizionalisti, che fanno riferimento al prete, e gli innovatori, senza un capo riconosciuto. In questo posto ameno giunge un giorno un medico – professoressa in pensione, anziana e di salute cagionevole; tra gli «innovatori», quella di maggiore statura morale e culturale. Il medico del paese sta per redigere il certificato di morte, quando il Pazzi fa notare alcune petecchie negli occhi della defunta, e si dice certo che siano state causate da soffocamento: la signora non è deceduta per cause naturali. La neve ha assediato il paese e le indagini ufficiali non possono partire. Della questione se ne deve occupare l’appuntato dei carabinieri Vincente, il quale non può fare altro che isolare la scena del crimine e interrogare le poche decine di persone che potevano accedere alla casa della signora Angela. Alla fine dell’interrogatorio, l’appuntato chiama il Pazzi e gli comunica l’esito: tutti gli abitanti del paese hanno un alibi a prova di bomba. Tutti, tranne Piergiorgio Pazzi, il quale, però, non ha un movente apparente: è in
paese solo da pochi giorni. È vero tuttavia che, il giorno dell’arrivo, il Pazzi con la signora Angela ha avuto un battibecco in pubblico a proposito dell’inutilità di effettuare le sue ricerche. Per cui, propone l’appuntato, le cose sono due: o è morte naturale, oppure il colpevole è lei. Pazzi decide allora di provare ad indagare per conto proprio; e si troverà coinvolto in una faccenda complicatissima, tra faide centenarie, parentele di nome e parentele di sangue, suonatori dilettanti di didgeridoo e preti africani che corrono velocissimi.

Note sull'autore

Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974. All'attività di scrittore, affianca quella di ricercatore presso il Dipartimento di Chimica Biorganica dell'Università di Pisa. Ha esordito nella narrativa nel 2007, con il romanzo dal titolo "La briscola in cinque", un giallo che ha dato vita ad una serie composta da altri tre romanzi, tutti incentrati sul barista Massimo e sugli anziani avventori del bar, che spesso si esprimono in vernacolo pisano. Alla serie sono seguiti altri romanzi, tra cui "Odore di chiuso", del 2011.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 3 recensioni)

4.0Giallo divertente, 17-05-2015, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Arpini - leggi tutte le sue recensioni
Confesso di non aver mai letto nulla di Marco Malvaldi e, nonostante sapessi che scriveva soprattutto gialli, sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla tipologia di giallo che ha raccontato in "Milioni di milioni". Il romanzo è molto ben congegnato e, pur avendo una trama semplice e scorrevole (l'ho letto in pochi giorni), è formulato in maniera geniale. Trovo infatti che molte frasi siano particolarmente studiate e intriganti, nonostante l'impronta satirica voluta dal narratore per l'intera storia. L'ho trovato molto piacevole da leggere, anche piccante e malizioso verso la fine.
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4.0Non solo Bar Lume...., 15-03-2015, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di G. Casanova - leggi tutte le sue recensioni
Bel libretto, divertente e piacevole. Scritto, come al solito, con garbo e molta ironia, presenta vari spunti allegri nonostante sulla carta sia un giallo, o almeno un giallo atipico. Si gioca molto sull'equivoco, sul doppio senso: l'indagatore diventa l'indagato, il sospettato numero uno diventa un fantasma che uccide in nome di che cosa? Un segreto? E che segreto può esserci, in un paesino isolato dal mondo in cui tutti si conoscono da decenni? Forse questa è l'unica incongruenza del libro: il segreto è un segreto di Pulcinella, e gli unici a non conoscerlo sono i due che sono estranei al paese. Malvaldi è stato bravo e anche coraggioso a uscire dagli schemi del Bar Lume, che gli ha dato visibilità e fama, con questo libro che sembra una commedia ma che in realtà è molto piacevole e per niente noioso.
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2.0Malvaldi alla Agata , 08-02-2013, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Serraglini - leggi tutte le sue recensioni
Scrive bene Malvaldi, e anche questo romanzo scivola via veloce. Il fatto è che sia la trama che l'ambientazione, alla ricerca della novità e dell'originalità, deludono non poco. L'incongruenza è manifesta tra la prima parte del libro (almeno un terzo) in cui è descritto l'inventato ed improbabile paese in cui si svolge il romanzo, con manifestazioni folcloristiche e originalità genetiche che si rivelano del tutto insignificanti ai fini della narrazione e d'altra parte non riescono nemmeno a strappare più di un sorriso, e il resto del libro, in cui fiorisce un giallo alla Agata Christie, con tanto di soluzione finale con tutti i protagonisti riuniti in consesso. Ma il giallo non ha "suspense", e i tentativi di coinvolgimento comici sono quasi fallimentari. Scontati i personaggi e le situazioni, scontato persino il titolo. E per favore, non si dia la colpa alla "fantasia malata di Samantha".
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