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I miei ricordi. Scalate al limite del possibile

I miei ricordi. Scalate al limite del possibile

di Walter Bonatti


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Descrizione

Le più significative scalate compiute da Walter Bonatti negli anni Cinquanta e Sessanta. Un'antologia in cui, attraverso il racconto di imprese fisicamente estreme, emerge un intreccio di forti motivazioni ed emozioni che, rielaborate attraverso la mediazione del tempo, tracciano le tappe di una maturazione caratteriale e spirituale. Qui, più che in tutti gli altri suoi libri, il grande alpinista ci spiega l'impulso irrefrenabile all'azione che lo ha portato a concepire e ad affrontare quel genere di avventure che solo le menti più creative osano sognare. Gesta che, per chi le compie, rappresentano soprattutto un viaggio dentro se stessi con cui si arriva a comprendere meglio anche gli altri, un modo per fondersi con il mondo e con la natura, un percorso estetico, etico e culturale.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)


4.0Col fiato sospeso, 21-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 3
di M. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Il testo è costituito da una raccolta di esperienze legate alle scalate al limite del possibile, realizzate dal famoso alpinista Bonatti tra gli anni 50 e 60. Ogni pagina del testo lascia il lettore col fiato sospeso poiché il lettore riesce a percepire i rischi connessi alle ardue scalate ed è, per questo, portato a scorrere velocemente le pagine per scoprire il punto d'arrivo dell'impresa, confidando nel lieto fine. »

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4.0per appassionati, 29-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di C. Fiorino - leggi tutte le sue recensioni

«Bellissimi ricordi di Bonatti, le sue più grandi scalate negli anni 40’ e 50’ nella magia di sperimentare tecniche nuove dove nulla era ancora inventato. La parete Est del Gran Capucin (1951), la tormentata conquista del K2 del 1954, la solitaria sul Pilastro Bonatti del Dru (1955), la tragedia del Pilone Centrale del Freney (1961) segna Bonatti per tutta la vita dove la follia e lo sfinimento ne fanno da padroni, e per finire la conquista della spettacolare Parete nord del Cervino invernale in solitaria. Il libro termina con diversi capitoli sulla tematica della conquista K2 del 1954, delle falsità dell’epoca,delle smentite e dei riconoscimenti da parte dello stato Italiano e dal CAI solo nel maggio del 2004»

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