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Mia sorella la vita

Mia sorella la vita

di Concita De Gregorio


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I progressi della scienza medica fanno sì che, sempre più spesso, i confini tra la vita e la morte divengano incerti, il caso di Eluana Englaro, ma non solo, ha scatenato in Italia una forte ondata di emozioni e allo stesso tempo una serie di violente reazioni politiche e giudiziarie, l'opinione pubblica si è spaccata in due e ancora oggi sembra non esistere un'idea condivisa sui limiti e i doveri della medicina di fronte a casi di malati incurabili, a cui tutto di un'esistenza normale è negato, eppure indubbiamente vivi. Concita De Gregorio torna ai suoi lettori con un viaggio al cuore di una domanda cruciale per la nostra contemporaneità: quali sono i confini della medicina? Un viaggio che si compie attraverso l'incontro e la discussione appassionata con alcuni dei più importanti medici che operano e partecipano oggi al dibattito pubblico in Italia (come ad esempio Ignazio Marino o Angelo Vescovi) o con quanti hanno più di altri saputo raccontare il dolore e tutte le emozioni che attraversano la pratica medica (come ad esempio Marco Venturino).

Note su Concita De Gregorio

Concita De Gregorio è nata a Pisa il 19 novembre del 1963. Sua madre è proveniente da Barcellona, mentre suo padre è toscano. Trascorre i primi anni della sua vita a Livorno. Studia presso il Liceo Niccolini Guerrazzi, dove consegue la maturità classica. Si iscrive poi alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, dove ottiene la laurea. Dopo aver iniziato a lavorare per alcune raio e televisioni locali, nel 1985 entra a far parte de Il Tirreno e per otto anni lavora presso le redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Inizia a collaborare con la Repubblica nel 1990, seguendo i fatti di cronaca e di politica interna. Il suo esordio come scrittrice avviene nel 2002, quando pubblica il volume dal titolo “Non lavate questo sangue”, in cui racconta i fatti relativi ai disordini avvenuti durante il G8 di Genova. A questa prima opera ne sono seguite molte altre, tra cui “Una madre lo sa” (2006), finalista del Premio Bancarella dell’edizione 2007. Nel 2008 Concita De Gregorio è stata al centro di una polemica relativa al suo passaggio, dal quotidiano la Repubblica, a l’Unità. La polemica è scaturita in seguito ad un articolo pubblicato sulla rivista Prima Comunicazione, in cui la stessa De Gregorio anticipa la notizia, che non era ancora stata ufficializzata presso la redazione de l’Unità, di aver accettato la proposta di diventare direttrice del quotidiano, spiegando inoltre quelle che saranno le sue linee editoriali. Rimane presso l’Unità fino al 2011, anno in cui torna presso la redazione de la Repubblica. Concita De Gregorio è sposata con il giornalista Alessandro Cecioni ed è madre di quattro figli maschi.
 

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