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Mia madre, la mia bambina

Mia madre, la mia bambina

di Tahar Ben Jelloun


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Traduttore: Botto M.
  • Data di Pubblicazione: marzo 2007
  • EAN: 9788806186579
  • ISBN: 8806186574
  • Pagine: 184
  • Formato: brossura
Ben Jelloun coglie con partecipazione gli atti e i pensieri della madre sofferente. L'Alzheimer che l'affligge non ha uno sviluppo lineare, il peggioramento è impercettebile, e spesso viene intervallato da momenti di lucidità in cui la madre scherza sul proprio male. Gli episodi descritti sono quelli dell'amnesia e confusione tipici della malattia; c'è la crisi dei figli, che oscillano tra l'angoscia e il rifiuto nel vedere la madre in quelle condizioni, nel vedere una persona che sbiadisce come una vecchia fotografia, si spegne, scompare. Una bufera di allucinazioni e ricordi, un tentativo straziante e continuo di cercare un ordine ormai sfuggente, di rivendicare una lucidità perduta, di salvaguardare la dignità. Una raccolta delle reminiscenze di una madre, ricomposte in un racconto pacato da parte di un figlio che dice un'ultima volta il suo amore di figlio.

Note su Tahar ben Jelloun

Tahar ben Jelloun è nato il 1° dicembre del 1944 a Fes, in Marocco, all’epoca sotto il governo francese. Dopo aver trascorso la sua adolescenza a Tangeri, si è formato scolasticamente a Rabat. Qui iniziò a manifestare la sua passione per la scrittura, che si concretizzò nel 1971, con la pubblicazione del suo primo libro, una raccolta di poesie intitolato “Hommes sous linceul de silence”. Per un periodo si è dedicato all’insegnamento della filosofia ma poi, in seguito all’arabizzazione dell’insegnamento, dovette rinunciare, non essendo abilitato all’attività pedagogica in lingua araba. Nel 1971 si trasferisce quindi a Parigi, dove studia psichiatria e, dopo tre anni, ottiene un dottorato il psichiatria sociale, consegnando una tesi sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati, successivamente pubblicata con il titolo “L’estrema solitudine. L’esperienza in qualità di psicoterapeuta, emerge anche in altre successive opere dell’autore, tra cui “La reclusione solitaria”, del 1976. Il suo primo romanzo, invece, è intitolato “Hoerrauda”, ed è stato pubblicato nel 1973. Le sue opere sono scritte in lingua francese e spesso trattano i problemi dell’immigrazione e dell’integrazione e del razzismo. E’ ad oggi uno degli autori stranieri più conosciuti in Francia. Vive tutt’ora a Parigi, collabora con il quotidiane Le Monde ed è padre di quattro figli.