Mi dichi. Prontuario comico della lingua italiana

Mi dichi. Prontuario comico della lingua italiana

4.0

di Paolo Villaggio


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In sintesi

Per Fantozzi e la sua band l’uso del congiuntivo era tutto da inventare, una sorta di favola grammaticale da applicare. I nostalgici delle loro divertenti imprese linguistiche li ritroveranno così in un manuale fantozziano della lingua italiana, firmato ovviamente Paolo Villaggio. In “Mi dichi. Prontuario comico della lingua italiana”, l’autore compone un saggio divertente e ironico sull’invenzione linguistica che dilaga nel nostro Paese. Attraverso l’utilizzo bizzarro e spesso errato della lingua italiana e della sua sintassi, Villaggio fa anche un ritratto del cittadino nostrano, legato alla tecnologia e all’utilizzo dei cellulari, ma magari incapace di scrivere una lettera. Il deficit culturale e scolastico diventa risata in questo saggio comico che prende in giro tutti: i professori universitari che girano attorno ad un semplice concetto con una miriade di “inutili parole” oppure gli intellettuali di sinistra che si fanno scudo con un linguaggio forbito per controbattere gli avversari politici. La cultura non sempre va a braccetto con un corretto utilizzo della lingua per Fantozzi, anzi a volte la distorce e la rende ridicola. Tutto, come nella parabola fantozziana, tende al mostruoso e tenta di difendersi dall’inevitabile catastrofe. Così fa la lingua che cerca di controbattere ai colpi infertegli dai neologismi, dalle manipolazioni giovanili e degli sms e dalle alterazioni che propongono la tv e internet. L’italiano post moderno è asservito ai mass media, alla pubblicità televisiva martellante e alla inevitabile volgarità a cui Villaggio si appella per far ridere amaramente il lettore, perché, prima di tutto, questo prontuario trasuda di verità. C’è spazio quindi oltre che per le risate anche per la riflessione in “Mi dichi. Prontuario comico della lingua italiana” perché la lingua di Dante rischia di morire, visto che la società guarda ai modelli mass mediatici e non più ai libri per crescere e svilupparsi. E resta una domanda impellente: qual è la lingua italiana? Cosa ne è rimasto? Chi è costretta ad usarla, come funzionari pubblici o carabinieri, si ritrova in una fossa di parole che si prestano a giochi divertenti e tragicomici che Villaggio non si lascia sfuggire.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 4 recensioni)

1.0Banale, 21-05-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
L'umorismo surreale di Fantozzi non mi ha mai entusiasmata più di tanto, forse per questo non mi ha colpita favorevolmente questo lavoro. Qualche spunto interessante c'è, ma troppo poco per giustificarne l'acquisto. Per le ridotte dimensioni del libro può essere portato quando c'è da fare una fila di attesa, ma non ne allevia la noia...
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4.0Divertentissimo, 14-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un dizionario delle lingua italiana davvero divertente. Villaggio ripercorre con personaggi e con vicende differenti una serie di occasioni in cui l'italiano è stato "rivisitato" in modo assolutamente esilarante. Gli italiani sono davvero così avversi all'uso del congiuntivo? Sembrerebbe di sì!
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5.0L'italiano da ridere, 07-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un saggio divertentissimo, ma che nasconde un'amara verità: sono pochi coloro che conoscono veramente la lingua italiana. Uno di questi è Paolo Villaggio che, smessi i panni del buffo ragionier Fantozzi, passa in rassegna termini che spesso vengono usati per far bella figura, ma di cui, probabilmente, si ignora il significato.
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5.0Conoscendo, 04-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
La comicità ironica di Paolo Villaggio, questo libro è proprio tipico del suo essere.
Una lunga lista di parole, frasi travisate riscritte con fantasia, date alla nostra povera ignoranza. Certo è che non si può sapere tutto, ma prima di fare qualsiasi brutta figura meglio accertarsi!
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