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La metà dimenticata

La metà dimenticata

di Xinran


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Descrizione

Xinran, autrice e conduttrice di una trasmissione radiofonica, ha rotto il silenzio che avvolgeva la condizione delle donne cinesi svelando una realtà molto più sconcertante di ogni aspettativa. Donne di ceti ed età diverse hanno trovato la forza di raccontare la vita segreta della «metà dimenticata». Come Hongxue, l'adolescente che preferisce l'ospedale alle molestie sessuali di un padre dal quale nessuno la vuole proteggere. O le giovani di Colle Urlante, strumenti di riproduzione acquistabili in società da gruppi di fratelli.

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4.0La metà dimenticata -XINRAN, 23-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di Y. Bonzi - leggi tutte le sue recensioni

«La donna, nonostante la rivoluzione femminista, pare ancora essere vittima di misoginia. Perchè?
A questa, e a molte altre domande cerca di dare risposta Xinran, giornalista cinese e popolare conduttrice del programma radiofonico “Parole nel vento della sera” che, grazie alle testimonianze raccolte negli anni con il suo programma ha elaborato il testo “ La metà dimenticata”. L'autrice,superando l'ottica di una formale indagine sociologica, raccoglie sul campo le tante delle donne cinesi, restituendogli la voce, incontrando un universo femminile lacerato e dimenticato. Ci si trova, durante la lettura del testo, ad ASCOLTARE le parole delle donne, entrando seppur per un breve istante nelle loro vite, cercando di capire perchè, ancora oggi, nascere donna in Cina, è una disgrazia.
L'autrice, riesce, attraverso un racconto che supera i sentimentalismi ed i pietismi, a costruire un quadro di riferimento ampio nel quale oltre alle singole storie, si delinea un panorama sociale nascosto dietro il progresso imperante che ha origini ben radicate nel corso degli anni.
L'incontro con la raccattarifiuti, la studentessa universitaria, l'ascolto della storia della ragazza che allevava un cucciolo di mosca, l'universo ristretto delle donne di Colle Urlante, (solo per citare alcuni esempi), rivelano a Xinran che la questione femminile, in Cina, è ben lungi dall'essere risolta.
Dai racconti, emerge un'immagine di una Cina diversa, un Paese pieno di piaghe, che una facile e rapida modernizzazione non riescono certo a sanare: il regime comunista di Mao ha portato, come tutti i regimi, ristrettezze culturali e materiali, la negazione della libertà di pensiero e parola, diritti umani calpestati e schiacciati sotto il peso di leggi che si sono dimenticate cosa vuol dire essere uomo, violenze (soprattutto sulle donne) legalizzate, famiglie distrutte.
La Cina fotografata in questo libro, quella contemporanea, pare un paese terribilmente fragile, che di colpo si è trovato catapultato nell' epoca del capitalismo, della modernizzazzione imperante. Ed ecco che, per far fronte ai grandi problemi di risanamento del bilancio statale, ci si dimentica dei milioni di uomini e donne che, lontani dalle grandi città, sono ancora immersi in una realtà terribilmente ristretta ed isolata, che non conoscono un mondo diverso, continuando a vivere nell'ignoranza.
Ma le donne? Come si sono trasformate? Come è maturato, cambiato, il loro ruolo all'interno della società? Si delineano due prototipi di donna: quelle di Colle Urlante ad esempio, che usano come assorbenti foglie essiccate al sole, lavorando come uomini, sfornando figli ed avendo prolassi uterini giovanissime, e che, nonostante tutto, si dichiarano felici perchè non conoscono altro se non quel modo di vivere; o donne che, come la studentessa universitaria, sono ciniche verso le loro aspettative future e si dedicano alla prostituzione per ottenere un facile guadagno. Ciò che unisce i due profili di donne è proprio il genere: nascere donna, ancor oggi, in Cina è considerato una disgrazia.
Il grande merito di Xinran è stato quello di rompere il silenzio, “squarciare il velo” che copre la condizione femminile, facendo della parola lo strumento per restituire la voce a chi,per troppi anni si è rassegnata ad un urlo silenzioso, impercettibile.
Il libro potrebbe essere un mezzo di riflessione, attraverso il quale si fa strada la consapevolezza che, accanto a una politica che promuove lo sviluppo economico, abbracciando una prospettiva moderna, potenzializzando l'industria ed il commercio; occorrerebbe pensare e progettare un programma politico che si occupi di ricostruire il Paese partendo dagli uomini che lo compongono, allargandone gli orizzonti, restituendogli dignità dopo le numerose ingiustizie subite, provando a costruire un clima in cui la libertà di pensiero divenga un' obiettivo concreto.
Sicuramente tale prospettiva risulta essere utopica ma, ritengo che solo ricostruendo una coscienza collettiva, le piaghe che affliggono la Cina potrebbero, lentamente chiudersi.
Solo così, vi sarà un Paese pronto alla liberalizzazione in tutti i campi.
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