Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web

Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web

3.5

di Luisa Carrada


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Descrizione

Stiamo assistendo a una grande espansione della scrittura. Non solo quantitativa, ma soprattutto di stili. Si scrive sempre di più, ovunque, ma si scrive in modo molto diverso da alcuni anni fa, perché il web ha cambiato il nostro modo di comunicare, di scrivere, ma anche di leggere e "guardare" i testi. Lo scrittore professionale deve quindi riorientarsi, trovare nuovi punti di riferimento, conoscere nuovi strumenti, scoprire nuove fonti di ispirazione. Luisa Carrada, in questo libro dà una visione di insieme della scrittura professionale oggi, delle tendenze e degli strumenti disponibili; racconta al comunicatore italiano cosa succede in questo campo in tutto il mondo, senza tralasciare quanto in Italia si percepisce ancora poco; fornisce indicazioni e suggerimenti pratici da applicare nel lavoro concreto di ogni giorno.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

4.0Molto utile, 12-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Bovone - leggi tutte le sue recensioni
"Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro" è una guida molto utile per chi si trova a dover convivere ogni giorno con la scrittura di relazioni, slides per riunioni e lettere a clienti. L'obiettivo del libro è quello di aiutare a migliorare la comunicazione scritta in ambito lavorativo, sia siate già dei provetti scrittori o dei "comunicatori" in erba.
La guida offre una marea di spunti e di esempi per rendere più immediata la spiegazione e migliorarne la comprensione utilizzando un linguaggio schematico.
Inoltre, insegna anche l'arte di comunicare attraverso l'immediatezza dell'immagine.
Consigliato per tutti.
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4.0Il mestiere di scrivere, 06-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di M. Solferino - leggi tutte le sue recensioni
Manuale pressochè perfetto, mai noioso e ricco di approfondimenti per gli argomenti trattati in sintesi. L'impaginazione è ottima per una consultazione leggera e veloce, che non si dimentica però di essere esauriente e precisa.
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3.0Non per romanzieri..., 26-06-2008, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Laforgia - leggi tutte le sue recensioni
Non dovrei esprimere un voto su quest'opera perché mi rendo conto di non essere tra coloro a cui è destinata, per cui un numero nudo e crudo è un'espressione parziale, quindi basso e quindi ingiusto. Con webster.it non ho altra scelta, però. Nel recensire questo libro, si deve partire con le avvertenze: non è un manuale di scrittura creativa, è orientato ai comunicatori di mestiere e non è adatto a chi vuol scrivere racconti o romanzi. La premessa è doverosa perché il titolo è infelicemente inflazionato e, se non si analizza per bene la quarta di copertina, è facile che tragga in inganno (basti pensare ai vari Il mestiere di scrivere di Raymond Carver, di Henry James, di David Lodge). Cionondimeno, il libro tratta proprio la creatività, e l'applicazione di una certa creatività a un certo lavoro: la comunicazione d'impresa, il copywriting, il giornalismo, la pubblicità, il marketing e qualsiasi altro ambito in cui la scrittura serva a trasmettere immediatamente emozioni. E' per questo che l'autrice si sofferma moltissimo sull'estetica del testo, la sua organizzazione, le corrette suddivisioni, l'efficacia dell'espressione visiva, la piramide rovesciata mutuata dal giornalismo d'epoca e che funge da regola aurea nel mestiere del titolo. In fondo, si vuol agguantare l'attenzione del lettore, legarla e farla scivolare piacevolmente tra le righe, elettroniche o cartacee che siano. Tutto il libro è orientato a questo scopo. A tal proposito il web - è ovvio - è ciò su cui l'autrice (forse per un affetto particolare al medium) focalizza maggiormente l'attenzione. Il libro è scarno, ricco di immagini ed esempi e scorre piacevolmente per la prima metà delle pagine, in cui si scandaglia anche l'anima di uno scritto. Diventa puramente manualistico nella seconda parte e, se non si è dei veri comunicatori o non si è interessati all'argomento, si finisce per saltare a pie' pari intere sezioni. Mi ha colpito e divertito, in particolar modo, la citazione dell'antilingua calviniana, delle varie forme di buratrichese in voga ancora oggi. Infiniti inestetismi dell'espressione vengono ormai ignorati, abituati come siamo ad ascoltare e riutilizzare frasi precotte, fatte e piatte. La mia attenzione in questo senso è forse attenuata dal fatto che il mio non è il mestiere di scrivere. Non è una buona scusa, tuttavia, l'informatica è piena di informatichese. In particolare, adopero anch'io la tecnica di sbeffeggiare il chiefexecutiveofficerese, divertendomi coi colleghi. Sono fiero di fare già, di mio, qualcosa che il libro suggerisce caldamente.
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