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Menzogna e sortilegio

Menzogna e sortilegio

di Elsa Morante

4.0

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Scritto subito dopo la seconda guerra mondiale, la Morante con questo romanzo ha iniziato il suo lungo percorso letterario. "O impareggiabile prosapia! Mia madre fu una Santa, mio padre un granduca in incognito, mio cugino Edoardo un ras dei deserti d'oltretomba e mia zia Concetta una profetessa regina. Si fissarono così, in solenni aspetti a me familiari, le maschere delle mie futili tragedie...". Così assediata da tali "magnifiche" ombre, l'io narrante di Menzogna e sortilegio s'incammina verso la necropoli del proprio mito familiare: pari a un archeologo che parte verso una città leggendaria.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Menzogna e sortilegio, 24-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un romanzo dell’amore sbagliato, mal diretto o perverso, sadico, masochistico, legato al dolore; e un romanzo del desiderio smodato, lontano dalla realtà, nutrito di aspettative insensate e fantasie morbose.
Madre, figlia e nipote (Cesira, Anna, Elisa) cadranno, in modi diversi, vittime di questa pulsione per l’irrealtà; le prime due aspireranno a passioni romanzesche, a parvenze di ricchezza e nobiltà; conosceranno delusione, povertà, frustrazione; la nipote, Elisa, unica innocente, ancora bambina crescerà a una scuola di fantasticherie e proprio per esorcizzare i demoni dell’irrealtà si deciderà a raccontare la storia della famiglia.
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4.0Menzogna e sortilegio, 06-10-2010
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Il migliore della Morante e tra i massimi italiani. L'atmosfera che ci si respira dentro non te la scordi più. L'ho riletto qualche tempo fa dopo secoli e mi è sembrato di averlo lasciato ieri. Ci sono tutti i temi della Morante, perfettamente sviluppati e c'è una capacità di resa stilistica forse mai più raggiunta. L'infanzia, le illusioni legate alla madre e al possesso dell'oggetto d'amore, la dolorosa identificazione con ciò che invece non può appartenerci, in ogni caso. C'è l'impatto devastante con la realtà, l'esperienza, la storia. C'è la menzogna svelata delle illusioni, come in Aracoeli, dove produce una percezione disperata, l'annichilimento, la perdita di sè. Qui a dare un tono magico c'è il sortilegio, la magia che ogni illusione porta con sè e che nasconde e allontana finchè può l'impatto col reale. Un'ultima cosa: pochi sono riusciti a raccontare Napoli ed i bambini con l'amore che ci mette Elsa Morante.
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