Meno di zero

Meno di zero

3.5

di Bret Easton Ellis


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Descrizione

Il romanzo di Ellis ha il ritmo di un video clip, la durezza dello slang giovanile alto-borghese e la forza della rivelazione. In scena c'è un gruppo di giovani e giovanissimi di Los Angeles, tutti biondissimi e abbronzatissimi, tutti viziati, ma in realtà trascurati da genitori infelici, depressi o assenti. Questi ragazzi, in vacanza prima della riapertura dei college, sperimentano tutto quello che la città offre: sesso facile, spinelli, cocaina, feste sempre più particolari, in un crescendo di amoralità e devastazione interiore che sconfina presto nell'orrore.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 10 recensioni)

3.0Meno di zero, 24-05-2012
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Un libro datato che parla di giovani ricchi, belli, che passano la loro vita tra feste, orge locali. Giovani che nonostante questa patina nascondono un profondo malessere interiore, sono vuoti, dannati. Una descrizione raccapricciante che solo Easton Ellis è in grado di raccontare, con la sua prosa nuda e cruda. La cosa triste è in questo libro corrono gli anni '80, ma alla fin fine esempi simili si trovano anche ai nostri giorni.
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4.0Pugno nello stomaco, 27-04-2012
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E' il primo romanzo scritto da Ellis, scritto a vent'anni. , veloce, rapida, giovanilistica. Ellis riesce nell'intento di trasmetterci la mancanza di prospettive dei suoi coetanei, il cogli l'attimo come unica filosofia di vita, l'eroina come collante sociale di una società in pezzi. Tutto questo attraverso uno sguardo limpido e distaccato che mi rammenta molto "Lo straniero" di Camus.
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5.0Meno di zero, 22-03-2012
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Gli anni ottanta, la droga, lo svago di ragazzi ricchi e annoiati che hanno il mondo tra le mani e decidono che non è importante, che loro se ne vogliono sbarazzare. Una lucida caratterizzazione della mancanza di valori, di idee e di sogni. Un'ambizione svuotata di contenuti che non può portare altro che ad una deriva esistenziale. L'indifferenza come esempio di modernità.
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2.0Meno di 6, 05-03-2012
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Probabilmente Ellis o lo si ama o lo si odia. Personalmente, al suo terzo libro che leggo, comincia un po' a starmi sul naso. Il celebrato "Meno di zero" è, come "Le regole dell'attrazione", un minestrone ristretto di marche e marchette: sono tutti biondi, ricchi, abbronzati, viziati e votati a un'autodistruzione abbondantemente conformista. L'unico snodo narrativo degno di questo nome è quello che ha per protagonista Julian. Decisamente troppo poco, per i miei gusti.
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4.0Essenziale, 19-01-2012
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Romanzo d'esordio di Bret Easton Ellis, autore molto amato e criticato
Clay, adolescente ricco e annoiato per le vacanze natalizie e passa le giornate tra feste ed eccessi di ogni tipo
Una rappresentazione cinica e spietata dei giovani "benestanti" degli anni ottanta, senza obiettivi e scopi.
Ellis narra le vicende del protagonista con uno stile asciutto ed essenziale che si legge in pochissimo tempo.
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4.0Molto bello, 25-08-2011
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Quando si dice "un ottimo debutto"! Non sono sicuro sia stato proprio il primo romanzo di Ellis, sicuramente è un libro davvero nuovo e accattivante, impietoso ritratto di un mondo patinato e stucchevole e così drammaticamente pieno di solitudine e superficialità. La premessa di una carriera fortunata, a volte con qualche caduta, ma ancora capace di raccontare un mondo a noi così distante...
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3.0Gioventù bruciata..., 15-05-2011
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La voce di una intera generazione, il libro d'esordio che ha lanciato il grande Bret Easton Ellis, così mi è stato descritto questo romanzo prima che mi ci accostassi. Peccato che, nonostante il minimalismo linguistico, il cinismo imperante e la scrittura fluida, qualcosa di più me l'aspettassi.
Il protagonista, Clay, è il classico figlio di papà tutto abbronzatura e occhiali da sole di ritorno in California per le vacanze di Natale dopo un semestre universitario nella East Coast. Ecco, la trama è questa: si passa dalla festa A alla festa B alla festa C, intervallando il tutto con snuff movies, sesso casuale di gruppo e cocaina come se piovesse. Non c'è molto altro, e forse questo è il grande pregio e difetto della storia, perché se lo stile di Ellis è micidiale nel suo essere volutamente scarno, lo stesso non posso dire dei contenuti, ridondanti, che alla lunga stancano. Meno di zero mi ha comunque trasmesso un grande senso di vuoto, una pochezza di sentimenti nelle relazioni umane che fatico a comprendere. Forse negli anni '80 e alla luce di quel contesto lo avrei apprezzato di più, ma così è solo un libriccino freddo, asettico come i cuori dannati dei personaggi che lo animano, e che si termina in un pomeriggio lasciando comunque, devo ammetterlo, la voglia di approfondire l'autore. Tutto sommato mi è piaciuto, anche se è lontano dall'essere quel cult che mi ero immaginato.
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3.0Meno di zero, 22-03-2011
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Se i giovani di oggi ci appaiono sempre più superficiali e moralmente discutibili questo libro ci aprirà ancora di più gli occhi. Nonostante il romanzo d'esordio di Ellis risalga agli anni '90 è decisamente attuale e ci mostra una generazione americana allo sbando preoccupata solo di come vestirsi, con chi andare a letto o dove rimediare un po' di sballo. Un viaggio allucinato e allucinante.
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2.0Mediocre, 24-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Il libro è senza una trama ben definita e questo rende la lettura poco scorrevole. L'autore fa un buon ritratto dei ricchi adolescenti americani degli anni '80, ma il fatto che il libro non si sviluppi attorno ad una trama precisa rende il tutto meno piacevole e coinvolgente.
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5.0x il lettore 18enne è una filosofia di vita, 09-07-2010
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Il giorno in cui ho finito di leggere questo breve romanzetto, apparentemente privo di trama (anzi, senza l’apparentemente), dove i protagonisti non fanno assolutamente nulla se non stare a bighellonare in quel di Hollywood, Beverly Hills e compagnia bella, a strafarsi di noia e cocaina senza risultare mai molesti e senza perdere eleganza, muoversi in Porsche godendosi al massimo il relax dell’essere ricchi e ventenni negli anni ottanta, ho focalizzato due importanti concetti: il primo è aver capito la fonte della mia personale frustrazione del periodo passato a leggere queste pagine, cioè accettare di dover vivere il decennio dei miei vent’anni negli anni ‘00 e non negli ‘80 (deprimente sensazione). La seconda è aver scoperto uno dei miei scrittori preferiti, che non è poco.
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