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Memoriale del convento

Memoriale del convento

di José Saramago

4.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Edizione: 4
  • Traduttori: Desti R., Radulet C.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 1998
  • EAN: 9788807012990
  • ISBN: 8807012995
  • Pagine: 320
In uno scenario che si apre con i ripetuti tentativi di un re per ingravidare la consorte e che si chiude con l'odore acre di un auto-da-fé, si inscrive la vicenda di questo romanzo prodigioso, denso e spiraliforme, che affresca coralmente la storia del Portogallo settecentesco e si misura ironicamente con il modo di fare la Storia. In un paese dominato dall'Inquisizione e percorso da processioni funeree, incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari: Giovanni V re di Portogallo; padre Bartolomeu Lourenço de Gusmão, che mescola scienza e misticismo nel progetto di vincere la gravità con una macchina per volare; Baltasar Mateus il Sette-Soli, ex soldato monco di una mano, e l'ingenua Blimunda, giovane dotata di poteri occulti che a lui si lega di tenacissimo amore; il musicista Domenico Scarlatti. L'utopia e la morte, il riso e la tragedia si coniugano in una narrazione di grande talento che adopera i registri dell'oratorio sacro, del picaresco, dell'opera comica e della commedia dell'arte per evocare contagiosamente l'epopea del convento di Mafra: immane costruzione voluta da un monarca in cambio della grazia ricevuta per la nascita dell'erede, e spartito che fagocita l'avventura dei singoli e compendia il paradigma delle umane sorti di un intero popolo.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 15 recensioni)

4.0Viaggio nel passato, 20-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
La scrittura di Saramago è una delle più peculiari, coinvolgenti e complesse che io abbia mai letto. Non è semplice. Iniziare a leggere Memoriale del convento è un po' come entrare in un ambiente ricco, ricchissimo, denso, a cui il nostro occhio deve fare il callo per poter cogliere tutti gli elementi, perché non può bastare una lettura superficiale con Saramago, assolutamente no. Ogni frase, a volte ogni vocabolo utilizzato, ha un valore non da poco, e maschera uno stile affascinante, un uso disinvolto e non sempre aperto di un'ironia eccezionale, grazie alla quale la Storia viene reinterpretata, reinventata, ironizzata e un po' demitizzata.
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5.0Domenico Scarlatti, 09-01-2012, ritenuta utile da 48 utenti su 54
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Su questo libro è stato scritto il desiderabile e credo sia superfluo da parte mia aggiungere altre lodi, per quanto meritate. Basti dire che l'ho letto due volte, ho preso atto della sua torrenzialità narrativa e anche della sua difficoltà, cioè inserire un elemento fortemente fantastico in un contesto di storia patria trattato in modo puntuale.
La figura più originale, a mio avviso, è quella del clavicembalista Domenico Scarlatti, un colosso della musica barocca che tuttavia è assai più studiato ed eseguito di quanto non sia ascoltato. Egli, detto Monsignor Escarlata, fu davvero un visionario che preferì una vita quasi oscura in Spagna e Portogallo al rutilante ambiente napoletano, pur di seguire la sua inclinazione all'intimismo compositivo. La presenza di Scarlatti nel libro è, secondo me, il tocco più suggestivo dell'intera narrazione.
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3.0Memoriale del convento, 16-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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E' il primo libro di Saramago a cui mi accosto. E non credo sia un libro da leggere sotto l'ombrellone. La scrittura originalissima permette di immedesimarsi a pieno coi pensieri dei personaggi e le considerazione dell'autore, ma, se non siete disposti ad una certa concentrazione, a volte, stanca. Insomma temo che un certo modo di scrivere "naif" possa soffocare un pò la trama che resta comunque molto suggestiva.
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5.0Memoriale del convento, 14-07-2011
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Una volta superate le prime cento pagine la lettura è in discesa. Spesso si devono ascoltare stucchevoli polemichette italiote, ogni volta che vengono annunciati i Nobel per la letteratura, riguardo al merito dei premiati. Spero che nessuno abbia più dubbi che la buonanima di Saramago quel premio se l'è meritato ampiamente; e se ancora ne aveste, di dubbi, leggetevi questo e statevi zitti.
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4.0Memoriale del convento, 08-07-2011
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Lettura intensa, lo stile di Saramago non è poprio il più semplice. La storia è basata su fatti storici realmente accaduti, che Saramago mescola molto abilmente con storie minori di personaggi di fantasia. Questo duplice livello della storia risulta moto intrigante e costituisce molto del fascino del libro. La lettura però, come ho già detto, risulta essere molto faticosa e lenta. La prosa è comunque sempre di livello molto elevato e risulta essere sempre gradevole. L'autore mescola poi anche il fantastico in questa storia di matrice storica, ottenendo un risultato di livello sicuramente molto elevato: direi quasi che nella cornice storia in cui viene inserito, il tema fantastico risulta quasi verosimile. Da leggere, con calma e pazienza.
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4.0Memoriale del convento, 05-07-2011
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Bisogna stare molto attenti a come si approcia la scrittura di Saramago. Vibrante, ricca e plastica come le facciate manueline delle chiese di Lisbona. Il Memoriale è uno di quei libri in cui entri a fatica, districandoti tra i lunghissimi periodi, le virgole, le liste di luoghi e di persone, ma una volta che sei entrato ti avvolge come le spire di un serpente o come una foresta inesplorata, come il cespuglio di rovi che nasconde alla vista degli umani la macchina volante di padre Bartolomeu. E' un libro faticoso, ed è la fatica che gli fa perdere la quinta stellina, tante volte sono dovuta tornare indietro nella lettura perché in un apparente estetica lista di persone, eventi, luoghi incidentava un concetto importante per il prosieguo della storia, o una perla di poesia o di saggezza.
E poi l'attenzione agli umili, l'ironico disprezzo dei potenti, il rammarico tragico per l'inutile scempio che la religione e il potere fanno dell'umana vita; un finale sospettato per tutto il libro, che infine sembra destinato a non esserci e invece ci sarà, ineluttabile.
Difficile entrarci, dicevo, ma quando poi ne esci, con l'ultima pagina, il desiderio è di ritrovare quella scrittura ricca e corposa, quei personaggi fisici e spirituali.
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5.0Un libro imperdibile, 24-03-2011
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Saramago è certamente un autore di difficile lettura, per via del suo particolare stile di scrittura, ma la sua grandezza come narratore è indiscutibile. Questo libro è per me il suo capolavoro e uno dei più belli che io abbia mai letto. Riesce a fondere storia e finzione, realtà e magia, sogno e dramma come solo un alchimista della parola potrebbe fare. Un'avventura umana che racconta in maniera incisiva l'assurdità del Potere e la bellezza dell'Amore che travalica ogni cosa. Un inno alla Volontà che tutto può, anche far volare gli uomini in cielo... Stupendo. Grazie, Josè!
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5.0Memoriale del convento, 25-02-2011
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Autore realmente esigente con i suoi lettori. Non vi fermate alle prime difficoltà. Sono senza parole, perché questo libro me ne ha lasciate troppe in testa, sopratutto quelle 270 righe senza un punto! Saramago ha uno stile che non si può descrivere, è suo, è pieno, è totale. Chiudendo la copertina per l'ultima volta, dopo l'ultima pagina, sono stata presa da una malinconia incredibile, come se aver finito questo libro, che mi ha riempito la vita per un mese, mi avesse improvvisamente lasciato sola in un mondo svuotato. Per di più, dopo questo finale così veloce, così essenziale: inaspettato dopo tutte queste parole. E quello che è magnifico è che si ha l'impressione che questo fosse l'unico finale possibile, che non potesse essere altro che questo.

Sarebbe da leggere, rileggere, ri-rileggere, all'infinito, solo questo, per tutta la vita.
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4.0Da leggere, 23-02-2011
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Con uno stile molto particolare evoca immagini buie e altre incredibilmente luminose. C'è un po' di tutto: un amore destinato puro e tenerissimo, l'angoscia delle tremende persecuzioni dell'inquisizione, il coraggio, la lealtà dell'amicizia, la libertà e la ribellione. Piacevolissima lettura.
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4.0Memoriale del convento, 16-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho avuto questo libro in regalo per il mio compleanno. Il primo impatto con Saramago è la sua scrittura. Vibrante, ricca e plastica come le facciate manueline delle chiese di Lisbona. Il Memoriale è uno di quei libri in cui entri a fatica, districandoti tra i lunghissimi periodi, le virgole, le liste di luoghi e di persone, ma una volta che sei entrato ti avvolge come le spire di un serpente o come una foresta inesplorata, come il cespuglio di rovi che nasconde alla vista degli umani la macchina volante di padre Bartolomeu. E' un libro faticoso, ed è la fatica che gli fa perdere la quinta stellina, tante volte sono dovuta tornare indietro nella lettura perché in un apparente estetica lista di persone, eventi, luoghi incidentava un concetto importante per il prosieguo della storia, o una perla di poesia o di saggezza.
E poi l'attenzione agli umili, l'ironico disprezzo dei potenti, il rammarico tragico per l'inutile scempio che la religione e il potere fanno dell'umana vita; un finale sospettato per tutto il libro, che infine sembra destinato a non esserci e invece ci sarà, ineluttabile.
Difficile entrarci, dicevo, ma quando poi ne esci, con l'ultima pagina, il desiderio è di ritrovare quella scrittura ricca e corposa, quei personaggi fisici e spirituali.
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5.0Memoriale del convent, 18-11-2010
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Un altro meraviglioso libro di Saramago capace con la sua scrittura ipnotica di ammaliare e appassionare fino all'ultima riga. Il leit motiv è la storia della costruzione del convento di Mafra come voto da parte del re Giovanni per l'arrivo del desideratissimo erede, ma poi nel racconto troviamo sia eventi e personaggi storicamente esisiti (come padre Bartolomeu) e sia personaggi della storia "minore" come Baltasar e Blimunda che rappresentano e incarnano il popolo portoghese.
L'amore tra questi due poi è raccontato in un modo così particolare da avermi quasi commossa.
E poi troviamo l'Inquisizione, i roghi, lo spirito illumista, la critica contro l'ottusità, il mistero qusi soprannaturale di un "uccellaccio" capace di volare.
Insomma: è bellissimo e assolutamente da leggere.
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4.0Memoriale del convento, 03-11-2010
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Personaggi e fatti reali si intrecciano con la storia di due personaggi inventati nel Portogallo del 1700, durante la costruzione del convento di Mafra, nel periodo dell'Inquisizione.
Profondo, commovente, impregnato dello stile e dell'umorismo di Saramago, di cui ormai credo di non poter fare più a meno
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