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Memoria delle mie puttane tristi

Memoria delle mie puttane tristi

di Gabriel García Márquez


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"L'anno dei miei novant'anni decisi di regalarmi una notte di amore folle con un'adolescente vergine." Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel Garcia Márquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni alla narrativa. A raccontare è la voce dell'anziano protagonista, un giornalista eccentrico e solitario, che accanto a un'adolescente scopre il piacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme "senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore". Scopre forse per la prima volta l'amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che ha incontrato e conosciuto, trovando "l'inizio di una nuova vita a un'età in cui la maggior parte dei mortali è già morta".

Note su Gabriel García Márquez

Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo nacque in una piccola città nel nord della Colombia, Aracataca, il 6 marzo 1927.
Primogenito dei sedici figli fu cresciuto dai nonni materni. In seguito alla morte del nonno, nel 1937, si trasferì a Barranquilla per studiare. Nel 1947, García Márquez si trasferì a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l'Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandonò lo studio a causa dello scarso interesse per quelle materie e si dedicò all'attività di reporter per il giornale "El Universal". Alla fine del 1949 si trasferì a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a "El Heraldo". Su invito di Álvaro Mutis, nel 1954 García Márquez tornò a Bogotá, a lavorare a "El Espectador" come reporter e critico cinematografico. L'anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove seguì dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferì a Parigi.
Come scrittore esordisce nel 1955, e nel 1968 dà alle stampe quella che viene universalmente riconosciuta come la sua opera più importante "Cent'anni di solitudine" romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nei sui ultimi anni di vita fu colpito dalla malattia di Alzheimer e si spense qualche anno dopo, il 17 aprile 2014 all'età di 87 anni, per un problema respiratorio.

Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 8 recensioni)

1.0Delusione, 02-05-2012
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Talvolta anche i grandissimi deludono. Marquez è e sarà per sempre nell'olimpo degli scrittori, ma non certo per quest'opera. Un novantenne decide di trascorrere, sentendosi ormai al capolinea, una notte di passione con una giovane vergine... Trama sicuramente ispirata dal romanzo giapponese "La casa delle belle addormentate".
Dall'autore di "Cent'anni di solitudine" mi aspettavo molto di più.
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4.0Molto bello, 16-03-2012
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Era da molto tempo che non leggevo nulla di Marquez e mi sono imbattuta in queste poche pagine dove, come sempre, lo stile dell'autore soddisfa pienamente chi ama questo genere di lettura. Il protagonista scopre l'amore casto e puro all'alba del suo novantesimo compleanno. Ma per l'amore vero non è mai troppo tardi. Da leggere.
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4.0Memoria delle mie puttane. , 01-03-2012
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Libro veramente ben fatto, piacevolissimo! Ancora una volta Màrquez ci stupisce con la sua scrittura con momenti di rara poesia che non si trovano da nessuna parte. Racconta di un uomo che al tramonto della propria vita cerca di non arrendersi subito, ma prova a sentirsi ancora giovane e bello. Un libro davvero godibilissimo!
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5.0Memoria delle mie puttane tristi, 21-07-2011
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La fine di una vita, le riflessioni su ciò che non si è mai stati in grado di cogliere: un giornalista novantenne, dedito da sempre alle donne, decide di concedersi un'ultima notte con una giovanissima vergine. Davvero toccante viaggio introspettivo, mi ha colpito. Gabriel Garcia Marquez è sempre non grandissimo romanziere.
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3.0Metà sì metà no, 06-07-2011
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La prima parte del libro convince per l'ambientazione e la curiosità che suscitano i personaggi e le situazioni. Eppure poi tutto questo si perde. Lo stile è impeccabile, eppure non sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo. Non al livello di "L'amore ai tempi del colera" e sicuramente neanche di "Cent'anni di solitudine".
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1.0CHE FINE HA FATTO MARQUEZ?, 03-06-2011
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Che fine ha fatto il gusto narrativo del premio Nobel? Questa breve storia non solo si è fatta attendere dieci anni, ma è stata una terribile delusione. Si scorrevole, si semplice, ma patetica. Sembrerebbe ritornato la versione squallida di Fiorentino Ariza da L'AMORE AI TEMPI DEL COLERA. Tra l'altro è anche noioso addentrarsi nella mente libidinosa del protagonista. Non c'è niente di G. G. Marquez qui.
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2.0Memoria delle mie puttane tristi , 04-04-2011
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Mi incuriosiva parecchio il titolo, e così l'ho comprato. Forse due stelline di valutazione sono un po' pochine... Ma non mi è sembrato neanche bello... Si lascia leggere, non lascia molto. Comunque piacevole da leggere, e si legge in un baleno (è stampato in caratteri davero enormi).
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4.0Memoria delle mie puttane tristi, 21-03-2011
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Garcia Marquez è un grande scrittore che ha avuto il premio Nobel.
"Memoria delle mie puttane tristi" è un bel romanzo d'amore, intenso, diretto e disarmante. Un giornalista novantenne decide di concedersi un'esperienza particolare; si reca presso un bordello per cercare una ragazza giovane e vergine.
Appena entra nella stanza, la trova addormentata... La ammira, non ha un rapporto sessuale, ma si innamora... Proprio lui che nel corso della sua vita ha sempre pagato per giacere con una donna!

E' un romanzo che va letto senza pregiudizi.
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