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Il meglio che possa capitare a una brioche

Il meglio che possa capitare a una brioche

di Pablo Tusset


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Descrizione

Cosa succede quando Pablo Baloo Miralles, trentenne disadattato e arrogante, fannullone, misogino, oltre che pecora nera e noto filosofo della Rete, si trova coinvolto in un mistero nel quartiere più "figo" di Barcellona? A bordo di un coupé, Pablo ci guida nei meandri di una storia ricca di allegri sprazzi alcolici, divagazioni veneree, sulle tracce di suo fratello Sebastián, detto The First, presidente della Miralles & Miralles, la prospera azienda di famiglia. Una fuga con l'amante? La vendetta di qualche impostore della concorrenza? Un rapimento? L'agitazione dei familiari costringe Pablo a improvvisarsi detective nelle viscere di un'inedita Barcellona dalle mille meraviglie.

Dettagli del libro

  • Titolo: Il meglio che possa capitare a una brioche
  • Autore: Pablo Tusset
  • Traduttore: Gibilisco T.
  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Data di Pubblicazione: Maggio 2008
  • ISBN: 8807817799
  • ISBN-13: 9788807817793
  • Pagine: 310
  • Formato: brossura
  • Reparto: Gialli

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 5 recensioni)


3.0Giallo burro, 08-08-2011
di B. Palmero - leggi tutte le sue recensioni

«Fuochi di St. Joan
Le tinte gialle di questo romanzo sono giusto le sfumature del burro sulla brioche..! Infatti ogni nuova avventura di questo "inetto" post-contemporaneo si dipana sempre a partire da un sogno provocato dai fumi dell'alcool e dall'ebbrezza di un tiro di coca. Il racconto tutto sommato regge bene grazie alla simpatia del protagonista, investigatore improvvisato e solitario. Se della teoria del reale, elaborata dal "metaphisical club", non mi è rimasto proprio nulla, la lettura di per sé è divertente e poco impegnativa, costellata di piccole perle di ironia scanzonata.
»

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4.0Un simpatico romanzo moderno, 19-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Leone - leggi tutte le sue recensioni

«Onestamente il romanzo mi è piaciuto e più di una volta ho riso di gusto nel leggere le avventure dello scapestrato Juan Pablo nel tentativo di venire a capo del mistero nel quale è finito il fratello. Onestamente lo consiglierei a tutti coloro che vogliono leggere e rilassarsi, credo che un buon libro debba fare questo, o far riflettere o far sorridere o entrambi. In questo caso il libro è scritto per divertire e penso ci riesca a pieno, con uno stile di scrittura semplice, leggero e facilmente seguibile. Non criticherei troppo perchè in fondo le intenzioni dell'autore non sono quelle di scrivere un romanzo per vincere il Nobel e lo si capisce dalla scelta ironica con cui scrive questo suo secondo libro.
Insomma se volete farvi quattro risate senza ricercare la perfezione letteraria e la serietà potete tranquillamente acquistarlo e godervelo, l'unico neo è che finisce subito!
»

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3.0Il meglio che possa capitare a una brioche, 30-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni

«Romanzetto avvincente dallo stile pulito e scorrevole. Sarebbe da tre stelline e mezzo, perché le ultime quaranta pagine risultano totalmente inverosimile e, ancor peggio, avulse da tutto quello che è fino a quel momento accaduto.
Come se l'autore, alla ricerca di un colpo di scena "figo" (come direbbe l'io narrante), volesse a tutti i costi dimostrare di essere più intellegente del povero lettore.
A parte questo, è uno scrittore da tenere d'occhio.
»

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2.0Il meglio che possa capitare , 29-03-2011
di B. Finzi esaustini - leggi tutte le sue recensioni

«Me ne avevano parlato così bene che sono rimasta un po' delusa quando l'ho letto. Cosa succede quando Pablo Baloo Miralles, trentenne disadattato e arrogante, fannullone, misogino, oltre che pecora nera e noto filosofo della Rete, si trova coinvolto in un mistero nel quartiere più "figo" di Barcellona? A bordo di un coupé, Pablo ci guida nei meandri di una storia ricca di allegri sprazzi alcolici, divagazioni veneree, sulle tracce di suo fratello Sebastin, detto The First, presidente della Miralles Miralles, la prospera azienda di famiglia.
La trama mi intrigava e le prime pagine mi hanno incoraggiata a proseguire, soprattutto perché Pablo è veramente il massimo esempio di antieroe: un barcellonese senza arte né parte, ricco di suo, che snobba soldi e carriera e conduce un'esistenza dissipata e un po' da barbone tra canne, talvolta coca, alcool a fiumi, prostitute e disquisizioni filosofiche su un Forum del web.
Purtroppo però il libro non mi ha davvero convinta. La storia è stata tirata un po' troppo per le lunghe e alla fine gli eccessi di Pablo sono diventati troppo ripetitivi. Peccato perché i personaggi mi sono piaciuti e sono davvero caratterizzati con cura, ma la trama "noir" che dovrebbe fare da contorno non tiene a dovere.
»

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4.0Il meglio che possa capitare a una brioche, 26-07-2010
di M. Finelli - leggi tutte le sue recensioni

«Il meglio che possa capitarmi... è di imbattermi in un libro del genere, ogni tanto.
Non è un granché, sia chiaro: la trama è vacillante e il giallo risulta un po' annacquato, poco brillante, ma chissenefrega!
Per questa volta faccio un'eccezione e rinuncio a sottolineare tutte le incongruenze e gli interrogativi che vengono inevitabilmente a galla a fine lettura, rinuncio alla voglia di dirgliene quattro al signor Tusset per tessere le lodi del suo protagonista: Pablo Miralles.
Non è certo lo stereotipo del bravo ragazzo, il nostro Pablo: ricco di famiglia e fancazzista per vocazione, faccia da schiaffi stratosferica e affermato filosofo del web, fisico alla Little John (l'amico panzone di Robin Hood) e metabolismo in grado di smaltire qualsiasi droga, dall'alcol alla cocaina... un uomo che compatisce noi miserabili che ci svegliamo alle sette di mattina per andare chissà dove, mentre lui a quell'ora sta ancora cercando di centrare il letto senza vomitarsi nelle scarpe. Bello stronzo, vero?
Eppure Pablo ha qualcosa che, nonostante tutto il resto, ce lo fa sentire vicino, così, di primo acchito: è la pecora nera della della famiglia e, in fondo, chi di noi non si è mai trovato in questa scomoda posizione? Col pelo ispido e scuro che cominciava a spuntare dalle orecchie?
Il Signor Padre (SP) si è fatto da solo ed è un professionista affermato, la Signora Madre (SM) è una svampita credulona petulante che non vede l'ora di mangiare e comprare tutto ciò che la moda impone, suo fratello Sebastian, il Meraviglioso Fratello detto anche The First (essendo il primogenito), è un uomo d'affari con tutti i crismi: vestiti e capelli adatti al suo personaggio, macchina sportiva all'ultimo grido, moglie e figli abbinati ai mobili del suo attico nel centro di Barcellona. Pablo, invece, passa in ufficio soltanto per scroccare soldi al Meraviglioso e trascorre le sue giornate oziando e facendo tutto quello che gli va di fare, subendo a testa alta i rimbrotti e i consigli dei suoi meravigliosi familiari che cercano invano di indirizzarlo da qualche parte. Insomma, genio e sregolatezza come se piovesse, anche se la sregolatezza supera di un tantino il genio...niente fifty-fifty per quest'uomo pieno di eccessi!

La vita scorre tranquilla a Barcellona e i Miralles vanno avanti come hanno sempre fatto: c'è chi lavora e si impegna per aumentare il proprio patrimonio e chi si trascina da una bettola all'altra senza alcuno scopo apparente. Un bel giorno, però, The First non si trova più: non è da lui sparire dalla circolazione senza avvisare, sua moglie è preoccupata e chiama Pablo per farsi aiutare con le richerche... ed ecco che il nostro "Baloo" si ritrova a capo dell'indagine più casereccia che si sia mai vista, anche se le risorse e lo spirito di iniziativa non gli mancano di certo! Lo ritroviamo, dopo qualche svolta più o meno importante in una storia in cui niente è davvero ciò che sembra, tirato a lucido come un damerino e pronto a recitare la sua parte.
Il bello è che con Pablo non ci si annoia mai: è capace di tirare in mezzo la signora Fletcher, le foche in via d'estinzione e mille e uno riferimenti assurdi che, soprattutto nei momenti che dovrebbero essere ricchi di tensione, pathos, suspense etc, ti fanno sganasciare! In poche parole la voglia di capire il perché di tutto sto casino viene meno quando cominci a divertirti e a ridacchiare leggendo le stronzate che Pablo pensa, dice e fa. Fantastico!
Mi capita raramente di ridere di gusto leggendo un libro, quindi non posso far altro che esaltare quest'opera tanto originale e munita di un titolo tanto accattivante quanto poco pertinente.
Insomma, mio caro Tusset, ti sei salvato: ti perdono per averla "buttata in caciara" nel finale senza spiegarmi un fico secco di tutto quello che era successo (o almeno della maggior parte), solo perché gli ho voluto troppo bene a Pablo, è un tipo a posto, basta solo tenersi a distanza di sicurezza quando è nella versione "non-mi-lavo-da-un-pezzo".
Per chi ha voglia di ridere e di rilassarsi un po' con qualcosa di fresco ed intrigante, eccovi serviti, ma poi non dite che non vi avevo avvertito...
»

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