Il medico di corte

Il medico di corte

4.0

di Per O. Enquist


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Descrizione

Johann Struensee, medico tedesco originario di Altona, fu chiamato alla corte di Danimarca, nel diciottesimo secolo, per prendersi cura di Cristiano VII, assurto giovanissimo al trono e promesso sposo all'inglese Caroline Mathilde. Cristiano è una personalità complessa: di un'intelligenza visionaria, inesperto di ogni cosa, compreso l'amore incarnato dalla giovane moglie, è terrorizzato da tutto e farebbe volentieri a meno del suo ruolo. Viene considerato un pazzo, ma il suo precettore di idee illuministe vuol farne un riformatore, liberando il popolo danese dall'oppressione di una monarchia oscurantista e crudele.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Il medico di corte, 21-02-2011
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In Italia sarebbe impossibile da immaginare questo romanzo! E' ancorata a una logica medievale la società danese del millesettecento, dove vige ancora la servitù della gleba; è rigida e monolitica la corte reale danese al cui apice si trova il sovrano Cristiano VII, prescelto da Dio, un povero ragazzo perso nella follia in cui trova rifugio dall'inadeguatezza a governare che sente. Nelle tenebre dell'arretratezza arriva inaspettatamente la luce dell'Illuminismo, portata dal medico tedesco Johann Friedrich Struensee che, in 4 anni, dal 1768 al 1772, dal suo studio realizza la rivoluzione illuminista danese, "con calma e in silenzio, senza uccidere, senza imprigionare, senza costringere, senza esiliare, senza essersi lasciato corrompere o aver ricompensato i suoi amici o essersi procurato vantaggi personali, o aver desiderato quel potere per oscure ragioni egoistiche".
Tuttavia la luce del progresso e della civiltà che, per prima in Europa, anticipando la Rivoluzione Francese, si accende in questo piccolo Stato, non ha la forza di illuminare le tenebre, e diviene una fiaccola che emana una nera oscurità, da annientare.
"E' quell'oscurità che è luce, o quello splendore che è oscurità?".
Enquist racconta, con stile semplice e incisivo, questo breve periodo storico che sempre sarà ricordato come "il tempo di Struensee", in un romanzo costruito unendo ad una precisa ricostruzione storica una narrazione vivida ed intensa.
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4.0Il medico di corte, 25-11-2010
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C'è una cosa che accomuna lo scrittore Per Olov Enquist e l'affascinante protagonista del suo romanzo, Johann Friedrich Struensee, medico personale e braccio destro del re di Danimarca Cristiano VII, ed è la passione. Una passione che sfocia nella foga, nella frenesia di portare a termine il proprio obiettivo e che guarda caso diventerà il principale pregio e, allo stesso tempo, il limite di entrambi.

Partiamo da Enquist. Il suo romanzo è vivo, passionale, scritto con uno stile coinvolgente ma frenetico e dal quale traspare la forte voglia di far conoscere e amare l'illuminato medico tedesco che si ritrovò a gestire un regno. E da questo punto di vista raggiunge pienamente il suo scopo: impossibile non affezionarsi a quest'uomo così libero e "avanti" per il suo tempo e a non parteggiare per lui, sperare che riesca nel suo scopo di fare della Danimarca un paese illuminista, nonostante la sua tragica fine sia già proferita nell'incipit del romanzo. E allora, dove sta questo limite? Sta nel suo essere frettoloso, nel voler inserire continuamente nel racconto cronologico dei fatti stralci di ciò che avverrà anni dopo per poi bloccarsi e dire "ma questo succederà tra due anni quindi lo riprenderemo più avanti", nel non dare più ampio respiro al racconto delle rivoluzionarie riforme attuate da Struensee ma citandole velocemente. Ecco, diciamo che un pò di equilibrio e qualche approfondimento in più non sarebbe guastato.

E poi Struensee. L'umile medico tedesco che dovrà sostituirsi ad un re bambino palesemente affetto da turbe mentali, un uomo che credeva nella libertà e nel potere della ragione, nella dignità delle scelte personali e razionali lontane da qualsiasi ingerenza religiosa. Un illuminista in piena regola ma troppo buono, troppo ingenuo per comprendere i giochi di potere di palazzo, poco scaltro per saper scegliere e combattere i propri nemici.
E di nuovo, il limite.
Struensee era troppo preso dalla foga di voler cambiare il suo paese per rendersi conto che il popolo non era ancora pronto per un cambiamento così radicale e in così poco tempo. 632 decreti in soli due anni. Una follia, eppure lui ci credeva. Una follia che, insieme alla sua scabrosa relazione con la regina Caroline Mathilde, lo porterà prematuramente alla morte.
Eppure i semi della rivoluzione erano stati gettati da lui e da uomini come lui e la la strada della libertà è stata pian piano spianata.
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