Maus

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di Art Spiegelman


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Descrizione

La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 21 recensioni)


5.0Da avere, 18-06-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di A. Pistarino - leggi tutte le sue recensioni

Non solo è un libro, una testimonianza toccante sotto forma di grphic novel... Anche una perla, un racconto intenso, vero, incredibilmente coinvolgente. Da avere. Per leggerlo, rileggerlo, tramandarlo ai figli, prestarlo a chi vogliamo bene... Per non dimenticare il passato. Per apprezzare maggiormente il presente.

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5.0Il più grande libro sulla Shoah, 25-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Fiadini - leggi tutte le sue recensioni

Realizzato negli anni Ottanta dal cartoonist underground Art Spiegelman, il fumetto narra le vicende dei suoi genitori, Vladek e Anja, ebrei polacchi, durante la seconda guerra mondiale e poi ad Auschwitz.
Un racconto toccante, tra il presente a New York e il passato negli anni Trenta e Quaranta, che ha per protagonisti topi (gli ebrei) , gatti (i nazisti) e maiali (i polacchi) e che è valso al suo autore il prestigioso Premio Pulitzer.


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4.0Un fumetto, 27-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di S. Borroni - leggi tutte le sue recensioni

C'è chi dice che è un fumetto, in realtà è un piccolo grande capolavoro. Aver usato l'olocausto con la tecnica del fumetto era un rischio, ma è stata una scelta azzeccata. E' un libro che meriterebbe di essere letto nelle scuole, una storia appassionante, dolorosa, ma tremendamente vera. La lettura scorre veloce grazie alle immagini, che aiutano a rendere ancora più realistica l'esperienza condivisa. Ha vinto anche il pulitzer. Consigliatissimo.

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5.0Sopravvissuto., 10-11-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 11
di M. Ceriali - leggi tutte le sue recensioni

Graphic novel che interpreta la tragedia dell'Olocausto raccontata dal figlio di un sopravvissuto ad Auschwitz. Dall'inasprimento delle condizioni di vita degli ebrei negli anni precedenti allo scoppio della guerra fino ad arrivare ad uno spaccato molto chiaro della vita dei deportati nei campi di concentramento. Padre e figlio che parlano che si raccontano ma hanno uno stile di vita ben diverso, il padre e' un reduce dagli orrori del nazismo e manifesta in ogni suo gesto questo suo passato angoscioso imponendolo a tutta la famiglia, ed il figlio si rende conto che le barbarie subite da questi sopravvissuti si estendono fino alla sua generazione. Gli ebrei sono disegnati come topi proprio come li rappresentava la propaganda nazista, e i nazisti come i gatti che in realta' rappresentano i predatori dei topi per anotnomasia. Un bel libro, leggero e scorrevole fatto solo di dialoghi che esprimono in modo evidente cosa rappresentava essere ebreo negli anni bui del nazisto e le sue conseguenze.

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5.0L'olocausto graphic novel, Maus, 03-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di F. Rutigliano - leggi tutte le sue recensioni

In questa toccante graphic novel Spiegelman ci narra l'olocausto attraverso il racconto del padre, un sopravvissuto, a partire dall'avvento del nazismo passando per i ghetti, le deportazioni, i campi di concentramento e infine la liberazione e il difficile ritorno alle vita.
I disegni di Spiegelman, semplici ma al tempo stesso particolareggiati e toccanti riescono a trasmettere molte emozioni.
In Maus non ci sono persone vere e proprie, ma persone col corpo umano e la testa di un animale: gli ebrei sono topi, i tedeschi gatti, mentre i polacchi sono maiali e gli americani dei cani.
Maus non è solo una lettura indispensabile per tutti coloro che amano le graphic novel ma lo è anche per tutti i lettori.


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5.0Maus.., 06-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Opoli - leggi tutte le sue recensioni

Tentativo di coniugare un argomento tragico con la tecnica fumettistica, e ne nasce un autentico capolavoro, termine forse abusato nell'ambito delle recensioni letterarie, ma che in questo caso risulta più che appropriato. Maus è innanzitutto la storia di una testimonianza, quella del vecchio Vladek, ebreo di origine polacca ora residente negli Stati Uniti il quale, su richiesta del figlio Art (l'autore), narra la storia della sua vita, dal suo matrimonio con Anja nella Polonia degli anni '30, alle persecuzioni razziali, all'internamento nel capo di sterminio di Auschwitz, fino alla liberazione e alla rinascita di una nuova vita in un nuovo paese... Il tutto corredato da geniali scelte grafiche di grande impatto visivo (quali la rappresentazione dell'umanità in razze di animali antropomorfi, topi per gli ebrei, gatti per i nazisti, maiali per i polacchi) che riescono a strappare qualche tenero sorriso nonostante la tragicità dell'argomento trattato. Ma Maus va al di là di una semplice testimonianza sulla Shoah: attraverso il rapporto difficile, a tratti teso, fatto di cose taciute e poi confessate, tra Vladek e suo figlio, Spiegelmann si spinge sino ad esplorare il tema dei meccanismi di trasmissione del trauma dai sopravvissuti della Shoah ai figli, membri della cosiddetta seconda generazione. Già, perchè Vladek, prototipo tra l'altro del tipico ebreo avido, è una persona fortemente traumatizzata e distrutta da un senso di colpa sofferto le cui conseguenze cadono irremidiabilmente sulle spalle di figlio, che si sforza invano di comprendere le sue manie e le sue irrazionalità... Ne emerge un quadro dunque, che offre molteplici spunti e riflessioni dal punto di vista psicologico, oltre che storico. Mi ha emozionata tanto, Maus. Ma mi ha anche addolorata, incantata, divertita, rapita in un mondo terribile e in modo magico, senza traccia di pietismo e segni di banalità. Ricorderò per sempre le disavventure di questi topolini, costretti a indossare una maschera di gatti per fuggire a coloro che li volevano morti... Con loro ho riso, sofferto, riflettuto, lottato. Impossibile non amare questo capolavoro, un gioiello assoluto da leggere e possedere.

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4.0L'olocausto a fumetti, 19-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Di lucia - leggi tutte le sue recensioni

Un'idea innovativa quella di Spiegelman che riesce a narrare tutti gli eventi dall'Olocausto coinvolgendo un pubblico di grandi e piccini. Già perché i protagonisti non sono persone ma animali, e così fra i topi che incarnano la paura e la sottomissione degli ebrei, gatti che invece rappresentano la cattiveria dei tedeschi verso questi ultimi e maiali che sono coloro che pur sapendo tutto non hanno dato una mano si svolge tutta la vicenda che porterà poi ad una commovente conclusione.

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3.0Carino, 15-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Pezzato - leggi tutte le sue recensioni

Se qualcuno pensa che le graphic novels siano semplici fumetti si sbaglia di grosso. Chi l'ha detto che non si possa raccontare un romanzo attraverso le vignette? Art Spiegelman ci è proprio riuscito, narrando questa storia -sicuramente non leggerissima- in modo splendido. E tra topi, gatti, cani e maiali si rivive la tragedia dell'Olocausto...

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5.0Doloroso, 12-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Ferraro - leggi tutte le sue recensioni

Graphic novel. Si può pensare che abbiano qualcosa in meno rispetto ad un romanzo invece hanno molto di più perché insieme alle parole hanno la forza delle immagini.
L'argomento è tosto e doloroso. Si parla di deportazioni naziste, di tradimenti, di mors tua vita mea e di dolore. Ci sono topi, cani e porci ( i nazisti) che cercano la salvezza, ognuno con i propri modi, ma non tutti la ottengono.
Libro pesante e soprattutto peNsante.


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5.0Topi in fuga, 25-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Corelli - leggi tutte le sue recensioni

Graphic novel, o anche detto romanzo grafico, che ha sicuramente segnato un punto di svolta nel genere, arrivando a nobilitare la categoria ed a darle la giusta attenzione da parte di critica e pubblico. Una scelta coraggiosa quella di scrivere della Shoah, tanto che l'artista guadagnò persino il Pulitzer.

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