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Il matematico indiano

Il matematico indiano

di David Leavitt

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar contemporanea
  • Traduttore: Vezzoli D.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2009
  • EAN: 9788804589709
  • ISBN: 8804589701
  • Pagine: 593
  • Formato: brossura
Cambridge, 1923. G.H. Hardy è considerato, nonostante i suoi trentacinque anni, uno dei più brillanti matematici del suo tempo. Un giorno, però, riceve una lettera da un anonimo impiegato indiano, il quale dichiara di aver risolto un importante e complesso problema matematico che lo stesso Hardy cita in un suo scritto, senza saperne offrire una soluzione. Inizialmente perplesso, Hardy decide però di sfruttare l'occasione del viaggio in India di alcuni amici per conoscere Srinivasa Ramanujan, il misterioso impiegato, e scoprire se si tratta di un vero genio matematico o di un impostore. Troverà, al suo arrivo, un giovane che, pur avendo fallito in ogni tipo di studio, ha un talento assoluto per il calcolo. Tra Hardy e Ramanujan comincerà così un rapporto quasi simbiotico, di collaborazione nella ricerca ma anche di amore, incredibilmente fruttuoso ma destinato a risolversi in modo drammatico, con la presa di coscienza da parte del giovane indiano della propria identità e il conseguente esaurimento del rapporto di reciproco bisogno tra i due studiosi.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Un affresco di genio e incomunicabilità, 29-11-2014
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Questo libro è ambizioso e riesce a fornire, grazie alla prosa molto scorrevole, una grande caratterizzazione della comunità intellettuale accademica inglese di inizio Novecento. Leavitt riesce a destreggiarsi tra numerosi personaggi e racconta la sua storia da diverse prospettive. Occasionalmente, il cambiamento di punto di vista è disorientante - in questi momenti Leavitt sembra quasi un regista che muove la macchina da presa troppo velocemente - ma altre volte questa tecnica sottolinea e rafforza i temi del romanzo. Leavitt ci permette di vedere come i suoi personaggi (molti dei quali, tra l'altro, sono versioni romanzate di persone reali) interagiscano e collaborino per trovare la soluzione a un problema matematico affascinante e apparentemente insolubile.
Si tratta di un libro brillante che parla della genialità (non solo quella che si incontra negli altri, ma anche di chi la possiede in prima persona) e delle sue stranezze, e che rivela che anche coloro che sono più intimamente dediti alla ricerca della verità possono a volte essere tristemente ignoranti dei bisogni umani e della natura intima di chi sta loro accanto.
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3.0Il matematico indiano, 24-09-2013
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Non si possono muovere molte critiche a questo libro perché la scrittura e la trama sono intriganti, ma a dire la verità mi ha annoiata, troppo tecnico e in alcuni punti si arenava completamente lasciando il lettore non competente in materia a sbadigliare (ho sempre odiato la matematica sarà quello?); secondo me è quasi un libro riuscito ma non del tutto.
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5.0Formule e percorsi., 06-02-2013
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"Il matematico indiano" è la storia di vite e di ruoli sociali intrecciati tra di loro come numeri ed equazioni all'interno di un problema matematico. Partendo dalla ricerca della criptica combinazione di formule matematiche, i protagonisti finiscono per affrontare un labirinto ben più complesso e misterioso: quello dei sentimenti. Nell'epilogo, pur drammatico, il giovane indiano tra incompresioni e bisogni taciuti, fa la sua scoperta più importante, quella della propria identità. Romanzo complesso e affascinante, assolutamente da leggere assaporando lentamente la colta e decadente atmosfera dei primi decenni del Novecento.
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3.0Il matematico indiano, 20-07-2011
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E' una storia particolarmente riuscita, questo è indubitabile. Ma pecca troppo di autocompiacimento. Un giudizio ponderato in effetti deve tener conto sia dellottima costruzione formale e della fascinazione che lautore riesce a creare attorno alla matematica e alle arcane formule citate (arcane per i non addetti ai lavori, ovvio). Detto questo, non é semplicissimo affezionarsi a personaggi pur ben delineati, per "vittime" della loro epoca e soprattutto della propria estrazione accademica. Appunto, un romanzo riuscito, ma accademico
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5.0Matematica, guerra e solitudine a Cambridge., 05-08-2010
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Un romanzo complesso, affascinante e molto ben scritto. L'atmosfera snob e rarefatta del glorioso Trinity College viene sconvolta dapprima dall'arrivo del giovane genio indiano Ramanujan, poi dalla prima guerra mondiale col suo strascico di morte e privazioni. Leavitt mescola abilmente la realtà storica, assai ben ricostruita, con le invenzioni narrative. La vicenda è narrata attraverso gli occhi dell'illustre matematico Hardy che venne casualmente a conoscenza delle scoperte di Ramanujan (all'epoca un oscuro impiegato di basso livello a Madras) e si adoperò, con successo, per condurlo a Cambridge. Il racconto del loro lavoro sui problemi più affascinanti della matematica pura si intreccia con quello delle vicende personali di Hardy, omosessuale in perenne negazione dei propri sentimenti ed emozioni, e degli altri membri dell'ambiente del Trinity; alcuni di questi sono personaggi di fantasia, molti altri invece eminenti esponenti dell'aristocrazia intellettuale britannica dell'epoca (Russell, Keynes etc.).
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