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Mastro don Gesualdo

Mastro don Gesualdo

di Giovanni Verga

4.0

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Seconda opera del progettato ciclo dei "Vinti", dopo i "Malavoglia", "Mastro-don Gesualdo" è un romanzo di costume. La parabola di Gesualdo Motta che da "mastro" (muratore) diventa "don" (ricco borghese) descrive il fallimento di una vita tutta dedita al culto della "roba", ma completamente aliena da affetti genuini e sinceri. Nel sovrapporsi chiassoso di voci che incrinano ogni valore sociale Verga sembra aver individuato il ritmo espressivo di un'umanità condizionata dal denaro e condannata alla solitudine. È una condizione di cui i personaggi non hanno coscienza, e questo fa di "Mastro-don Gesualdo" il primo romanzo italiano dell'alienazione borghese.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 13 recensioni)

3.0Sulla povertà e l'impossibilità di sollevarsene, 07-04-2015
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Tema centrale del romanzo, accanto alla famiglia, è quello della "roba" cioè del possesso che salva dalla miseria e dal dolore. Accanto a questo, però, viene sviluppata anche l'idea che esiste una legge di natura che pone tutti gli uomini in una determinata condizione sociale a cui devono restare legati. Il povero che, desideroso di sottrarsi alla sua condizione, tenta di arricchirsi, proprio come accade al protagonista, alla fine verrà travolto dall'ostilità della natura, e non può che soccombere. Mastro don Gesualdo infatti diventa ricco, ma finisce anche lui per soccombere, abbandonato da tutti, odiato e invidiato mentre le sue ricchezze, conquistate con sofferenza, tornano a chi ne ha diritto per natura: lo spiantato marito della figlia, che è nobile di nascita.
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2.0Pesante, 24-05-2012
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Solito stile di Verga che non scorre minimamente, accompagnato dal suo tipico senso di pessimismo e di ineluttabile sconfitta: nonostante questo è considerato un libro capolavoro della letteratura italiana! Narra la storia di un muratore e della sua vita, caratterizzata sostanzialmente dal desiderio di ricchezza continua e di elevazione sociale, un bisogno portato avanti sino alla fine, in maniera testarda e sterile, perché nonostante il tanto voluto matrimonio nobiliare, rimarrà solo durante tutta la sua arida vita sino al momento della sua morte.
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5.0Mastro don Gesualdo, 11-05-2012
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Sicuramente insieme a "I Malavoglia", questo "Mastro don Gesualdo" rappresenta il romanzo più conosciuto, apprezzato e letto di Giovanni Verga.Restando fedele al suo stile Verga ci racconta una storia dura che non lascia spazio alla fantasia o alla speranza, ma quanto può inaridire l'avidità l'essere umano.
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5.0Schiavo della roba, 27-03-2012
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Mastro don Gesualdo è uno dei due romanzi del "Ciclo dei vinti" e rappresenta la classe borghese, di cui vengono tratteggiati i comportamenti e ripreso il linguaggio. Mastro don Gesualdo è dominato dal desiderio di accumulare beni (ricordando molto da vicino un altro personaggio di Verga, Mazzarò) e questo suo atteggiamento lo costringe a vivere e morire solo, schiavo della roba.
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5.0Un grande classico, 16-03-2011
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Un capolavoro della letteratura italiana che indaga le vicende di un uomo che tenta la scalata alla borghesia bene del suo paese, ma è, comunque, malvisto e ostacolato dagli aristocratici benpensanti del luogo. Un affresco della società siciliana dell'epoca, che ripropone spunti più che mai attuali. Si legge con gusto e passione.
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4.0Troppo amore per i beni materiali, 14-02-2011
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In questo romanzo Giovanni Verga ci narra la storia di un grande equivoco.
Mastro Don Gesualdo crede che la vita sia possesso, guadagno ed è completamente votato ad un'esistenza utilitaristica.
Ma agendo cosi soffoca gli slanci affettivi e le persone a lui vicino lo isolano.
La sua cieca ossessione per il denaro e per il patrimonio determinano la sua avarizia anche nei sentimenti che lo condannano alla solitudine.
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3.0Duro ma intenso, 13-12-2010
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Un bellissimo romanzo, duro e reale (deve piacere lo stile realista di Verga) : racconta il bisogno disperato di elevazione sociale, la necessità spasmodica di accumulare ricchezza che conducono il protagonista a una vita arida e a una morte solitaria.
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4.0Il successo che si trasforma in declino, 19-11-2010
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Un uomo che si è fatto da sé, gran lavoratore, Mastro don Gesualdo. Ma le ricchezze messe da parte come frutto della sua abnegazione non bastano: egli vuole che il ceto nobile riconosca questa sua "scalata", e si adopera in questo senso arrivando infine a un matrimonio di convenienza. Si renderà però conto dell'impossibilità di questa sua ambizione, rammaricandosi infine di aver trascurato per una vita valori e affetti più sinceri in luogo dell'inseguimento di una realtà effimera e indegna. Poca azione, ma ricco di introspezione.
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4.0Avidità e sconfitta, 30-09-2010
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Il romanzo descrive l’ascesa sociale del muratore Gesualdo Motta, che diventa imprenditore, proprietario terriero e marito di una nobildonna. Ma i privilegi economici e sociali acquisiti con abnegazione, rinunce e duro lavoro finiscono per essere la sua maledizione e la sua condanna. Estraneo per il mondo da cui proviene ed estraneo per quello di cui entra far parte. La sete di denaro di Gesualdo gli crea intorno il deserto nei rapporti affettivi, ma quasi tutti i personaggi in fondo provano questa brama, la condividono. Mastro-don Gesualdo assiste al crollo completo delle sue aspirazioni e della sua vita e risulta un vinto, sconfitto da una legge più forte che non consente a nessuno di essere diverso da quello che è.
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3.0significativo, 27-09-2010
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La calda terra di Sicilia, la vita di paese, la voglia incondizionata di essere sempre più ricco, di possedere ancora più roba, la figura di Mastro Don Gesualdo. La storia di un uomo che, acceccato dalle sete di avere avere avere, ha dimenticato la cosa più importante…essere!
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4.0incantevole, 15-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un classico che non piace leggere a scuola, ma da adulti merita. La storia di un uomo che si è fatto da sè, che grazie al duro lavoro è riuscito ad essere accolto anche dalla nobiltà, ma che in realtà resta un uomo di " fatica" che vive con la paura di perdere il suo meritato guadagno. Mi è piaciuto veramante tanto.
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5.0LEGGETELO, 19-07-2010
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Ultimamente ho deciso di rileggere questo libro. L'avevo letto ai tempi del Liceo, come libro di narrativa aggiunto dalla nostra docente. Credo che pochissimi di noi avevamo, all'epoca, la maturità per apprezzare questa lettura (io, sicuramente, no). La fame di riconoscimento sociale di Mastro Don Gesualdo lo porta a scelte sbagliate ed a non potersi mai godere ciò che aveva ottenuto lavorando duramente. E' un libro di altra epoca ma lo si può calare tranquillamente nella nostra realtà. Troppo spesso tendiamo a leggere solamente libri che vanno di "moda" ma i Classici non deludono mai. Istruttivo.
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