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Mare al mattino
Mare al mattino(2015 - brossura)
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Mare al mattino

Mare al mattino

di Margaret Mazzantini


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: L'Arcipelago Einaudi
  • Data di Pubblicazione: novembre 2011
  • EAN: 9788806211134
  • ISBN: 8806211137
  • Pagine: 127
  • Formato: brossura
"Pensava soltanto a quello. Riportare la sua vita a quel punto. Nel punto dove si era interrotta. Si trattava di unire due lembi di terra, due lembi di tempo. In mezzo c'era il mare. Si metteva i fichi aperti sugli occhi per ricordarsi quel sapore di dolce e di grumi. Vedeva rosso attraverso quei semi. Cercava il cuore del suo mondo lasciato". Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre più veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni. Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che si richiude sopra le cose. Ma sulla terra resta l'impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce. Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola.
Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre piú veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni. Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che si richiude sopra le cose. Ma sulla terra resta l’impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno – che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce. Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola.

Note su Mazzantini Margaret

Margaret Mazzantini è nata a Dublino il 27 ottobre 1961. Entrambi i suoi genitori si dedicano all'arte, suo padre Carlo è scrittore, mentre sua madre, Anne Donnelly, fa la pittrice. Da bambina, assieme ai genitori, Margaret viaggia molto, le principali mete dei suoi spostamenti sono la Spagna, il Marocco e l'Irlanda. Poi la famiglia di Margaret si stabilisce a Tivoli, nei pressi della villa dell'imperatore Adriano. All'inizio degli anni '80 Margaret si diploma presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. Nel suo esordio a teatro interpreta Ifigenia, nell'omonima opera di Goethe. Nell'87 sposa il regista Sergio Castellitto, che ha conosciuto sul palcoscenico durante la recita de "Le tre sorelle" di Cechov. I due hanno quattro figli: Anna, Pietro, Maria e Cesare. E' proprio il marito a spingerla verso la scrittura, regalandole un quaderno, su cui Margaret inizia a sperimentare le gioie e le fatiche dello scrivere, ad esplorare il mondo della letteratura , seguendo le orme del padre scrittore. Il suo primo romanzo viene pubblicato nel 1994 e si intitola "Il catino di zinco". Il libro è subito un successo, si impone su pubblico e critica e si aggiudica il Premio Campiello di Venezia. Nel 1999 scrive "Manola" e nel 2001 pubblica "Non ti muovere", con cui vince numerosi premi, tra cui il premio Strega e il premio internazionale Zepter. Dal romanzo, il marito Sergio ne trae un film omonimo, nel 2004. A questo successo seguono "Zorro. Un eremita sul marciapiede" (2002), "Venuto al mondo" (2008), "Nessuno si salva da solo" (2011) e "Mare al mattino" (2011). Vive e lavora a Roma assieme a Sergio Castellitto e ai quattro figli.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 14 recensioni)

4.0Emozionante, 17-05-2015
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Il libro parla di persone che cercano una via di fuga da una vita senza speranza. Tratta il tema attualissimo della migrazione, e lo fa con un linguaggio semplice e chiaro ma non privo di intensità. Siamo di fronte alle storie parallele di due donne e di due bambini: la storia di chi ce l'ha fatta e di chi, invece, soccombe. Protagonista principale del libro è il mare, che può essere un amico che aiuta a trovare una nuova vita e dà speranza ma può anche diventare un nemico che non lascia via di uscita. Da una parte c'è Vito, che ascolta guardando il mare dalla Sicilia il racconto di sua madre cacciata da Tripoli; dall'altra c'è Farid, che quando si imbarca per fuggire dalla Libia con sua madre vede il mare per la prima volta.
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4.0Migranti per sempre, 14-01-2013
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Due sponde dello stesso mare. Attraversarlo è stato ed è ancora un viaggio senza ritorno. E' la Storia che, nei panni dei grandi Tiranni, costringe i popoli a perdere le proprie radici, e se si riesce a metterne di nuove, ancora un Tiranno le nuove radici svelle, ma con le radici talvolta è la vita che se ne va. La condizione dei profughi "tripolini" è descritta con le parole giuste e anche con una documentazione storiografica interessante. Emozionante, dura, toccante, la storia di Farid e Jamila: due stupendi, semplici personaggi improvvisamente costretti a migrare da una situazione assai più grande di loro, Un piccolo libro che apre spazi di conoscenza e di riflessione.
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4.0Due coppie, 22-05-2012
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Un romanzo veloce, toccante e crudo che si sviluppa intorno al mare davanti alla Libia.
Due figli e due madri, due esistenze differenti e disperate. Farid e Jamila scappano da una guerra tragica e tentano di raggiungere l'italia su un vascello dove troveranno solo la morte. Angelina e Vito osservano il mare dall'itali ricordando il loro viaggio tanti anni prima a cercare gloria in Libia e poi il drammatico ritorno. Uun libro commovente e molto ben scritto.
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3.0Piacevole, 19-05-2012
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Un testo piacevole e profondo, ricco di una scrittura intensa e struggente, capace di appassionare il lettore fin da subito; con un ritmo lento, solenne e incalzante. I personaggi sono descritti con una minuzia notevole e appaiono carismatici e ben inseriti nel contesto principale. Sicuramente un valida scelta!
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3.0Piacevole, 18-05-2012
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Un testo fortemente malinconico che non lascia indifferenti. Un testo piacevole e profondo, capace di entusiasmare il lettore, con una lettura motivante e piena di tensione narrativa. I personaggi hanno una caratterizzazione forte, per cui sono dinamici e conferiscono al racconto un tocco di realismo e di immediatezza descrittiva. La trama è poco innovativa ma nel complesso godibile.
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4.0Emozionante, 18-05-2012
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La Mazzantini riesce sempre ad emozionare e coinvolgere! Questa grande e profonda, anche se breve, narrazione di due madri, due figli, mari e mondi diversi che si intrecciano e poi si ritrovano! Quanto ci fa riflettere, soprattutto se pensiamo che sulle nostre belle sponde queste tragedie sono successe e continua a succedere senza sosta apparente!
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4.0Piacevole, 14-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un libro toccante e originale. Nonostante la mole ridotta delle pagine che riassumono una bella storia, la trama riesce a catturare il lettore e sicuramente lascia il segno per via dell'immediatezza e della scorrevolezza dello stile, in pieno tono Mazzantiniano. Sicuramente un libro che consiglierei!
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3.0Piacevole, 09-05-2012
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Un bel libro, anche se le circa 160 pagine riassumono molta la storia di queste due madri. Sicuramente ti lascia un segno, ti fa pensare a tutto quello che in qualche modo davi per scontato, a tutto quel poco che ad un certo punto ti viene portato via e solo ad allora ti accorgi di quanto poco avevi ma meravigliosamente amavi
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3.0Malinconico, 08-03-2012
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Triste e malinconico, come tutti i libri della Mazzantini. Riconoscibilissimi tanto il suo stile, quanto le metafore che usa.
E' interessante il modo in cui porta il lettore a sensibilizzarsi sul tema dell'immigrazioni, degli emarginati, dei diversi. Ed è incredibilmente triste il modo in cui fa convergere i protagonisti del romanzo.
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4.0Quasi una fiaba, 27-02-2012
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Il dolore delle storie che si ripetono, tempi diversi ma stesse motivazioni, scappare dalla miseria, dai dittatori, cercare un futuro migliore per i propri figli e per questo lottare fino alla morte. Come sempre la Mazzantini descrive crudamente la realtà, ed è sempre al passo con tutte quello che succede nella nostra società. Il tema dell'emigrazione visto con gli occhi di chi ci crede, di chi spera, e la tristezza da parte del lettore di non riuscire a vedere una società più giusta per tutti, ma sul finale si legge la speranza, l'unica cosa che ci rimane
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3.0Emozionante, 18-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non è uno dei libri migliori della Mazzantini, molto poco introspettivo rispetto ai suoi titoli più famosi, però resta ugualmente un libro interessante in grado di raccontare conflitti e dilemmi interiori nel modo più classico che è anche quello più vero. E' breve e scorre senza intoppi narrativi, le emozioni si riescono a percepire in maniera netta, non c'è tempo per distrarsi perchè tutto è talmente concentrato che non si fa in tempo ad arrivare all'anima del romanzo che purtroppo è già concluso.
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3.0Mare al mattino, 22-01-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Apprezzo molto la scrittura della Mazzantini. Questo libro lo ritengo molto poetico. Lo stile poetico, tuttavia, rappresentato da pochi verbi e da frasi brevi stanca un po' il lettore. Nel rincorrere la storia poi mi sono chiesto molte volte di cosa si parlasse in quel momento. Inoltre i molti argomenti gettati qua e là senza approfondimento nella storia, appaiono come immagini scritte proprio per stupire. Peccato.
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