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Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi

Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi

di Maurizio De Giovanni

4.5

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Natale 1931. Mentre la città si prepara alla prima di "Natale in casa Cupiello", dietro l'immagine di ordine e felicità imposta dal regime fascista infieriscono povertà e disperazione. In un ricco appartamento vicino la spiaggia di Mergellina sono rinvenuti i cadaveri di un funzionario della Milizia, Emanuele Garofalo, e di sua moglie Costanza. La donna è stata sgozzata con un solo colpo di lama, quasi sull'ingresso, mentre l'uomo è stato trafitto nel letto con oltre 60 coltellate. Colpi inferti con forza diversa: gli assassini potrebbero essere più d'uno. La figlia piccola si è salvata perché era a scuola. La statuina di san Giuseppe, patrono dei lavoratori, giace infranta a terra. Sulla scena del delitto, Ricciardi, che ha l'amaro dono di vedere e sentire i morti ammazzati, ascolta le oscure ultime frasi della coppia, che non gli dicono granché. Il commissario dovrà girare a lungo, e sempre più in corsa contro il tempo, per le strade di Napoli per arrivare alla verità. In compagnia del fidato, ma non privo di ombre, brigadiere Raffaele Maione, che in questo romanzo conquista un deciso ruolo di comprimario. E insidiato nella sua solitudine da una altrettanto inaspettata rivalità tra due giovani donne che più diverse non si potrebbe. Tra le casupole dei pescatori immiseriti e gli ambienti all'avanguardia della Milizia fascista, una città sempre più doppia e in conflitto avvolge Ricciardi e Maione in spire sempre più strette.

Note su De Giovanni Maurizio

Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958 ed è autore di una serie di romanzi gialli di grandissimo successo. La sua carriera di scrittore è cominciata nel 2006 con il romanzo “Le lacrime del pagliaccio”, pubblicato dall’editore Graus e ripubblicato l’anno successivo da Fandango con il nuovo titolo “Il senso del dolore”. Questo romanzo, ambientato nella Napoli degli anni Trenta, ha per protagonista il commissario Ricciardi, eroe di tanti successivi lavori di De Giovanni come “La condanna del sangue”, “Il posto di ognuno”, “Il giorno dei morti”, “Per mano mia”, “Vipera”, “In fondo al tuo cuore”, “Anime di vetro”. Questi romanzi devono il loro grandissimo successo alla peculiarità della loro ambientazione, nella Napoli del periodo fascista, e al fascino del loro protagonista, un poliziotto intuitivo, tormentato e animato da un’insaziabile sete di giustizia. Accanto alla serie del commissario Ricciardi De Giovanni ha pubblicato anche un’altra serie di romanzi, ambientata nel commissariato di Pizzofalcone (“Il metodo del coccodrillo”, “I bastardi di Pizzofalcone”, “Buio per i bastardi di Pizzofalcone”, “Gelo per i bastardi di Pizzofalcone”), da cui è stata tratta una fiction televisiva, e svariati racconti, molti dei quali dedicati all’altra grande passione dell’autore: quella per lo sport, al centro del recente romanzo “Il resto della settimana”.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 5 recensioni)

5.0Emozioni...., 25-09-2014
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Molto bello. Angosciante, dolente, forse anche un po' triste, se vogliamo, ma comunque intenso, coinvolgente, ricco di suoni, di una "napoletanità" struggente. Resta nella memoria come una mattonata: questo libro è un mattone impastato con un'argilla fatta di colori, di dolori, di sensazioni e di sapori creati con sapienza e dosati forse con mano eccessiva da un ispirato De Giovanni. Sullo sfondo c'è una Napoli strana, sconosciuta ai più e oramai scomparsa, altrettanto tormentata e calata nell'epoca fascista. Molto bello.
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4.0Natale a Napoli , 03-01-2014
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Napoli, Natale, il Natale a Napoli, la famiglia, i pescatori, e poi la milizia fascista (siamo negli anni Trenta), il presepe, e ancora i fatti privati del Commissario e quelli del Brigadiere: in questo romanzo ci sono talmente tante cose, e tutte così ben gestite – magari con qualche concessione (peraltro quasi inevitabile, dati ambiente e situazioni) al melodramma – che il delitto e la ricerca del (degli?) assassino/i passano quasi in secondo piano rispetto a un'umanità quasi traboccante. Ma il giallo c'è, e la sua soluzione arriva con l'improvvisa intuizione del Commissario dagli occhi verdi, e arriva appena in tempo, prima che il Natale faccia irruzione sulla scena a redimere i cattivi e soprattutto a premiare i buoni e consolare i poveretti.
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5.0Emozionante!, 26-04-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Ho cominciato da poco a leggere i libri di de Giovanni, non molto attratta dal periodo storico in cui sono ambientati, e si è rivelato una piacevolissima scoperta. Ho letto il primo libro con protagonista il commissario Ricciardi, dovevo leggere il secondo, poi è uscito questo e mi sono buttata a leggerlo su consiglio di amici. Bastano poche parole per descrivere la bellezza della sua scrittura, caratterizzata da un forte coinvolgimento emotivo. L'autore delinea abilmente la Napoli degli anni '30: durante la lettura sembra di camminarne lungo le strade e di sentirne gli odori e i rumori, comprendendo come si viveva in una grande città nel periodo fascista. Ho avuto la fortuna di conoscere de Giovanni e capisco perché i suoi libri sono così intensi. Chi non l'ha ancora letto lo faccia al più presto, scoprirà uno scrittore bravissimo che merita di essere conosciuto.
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4.0Per mano mia, 28-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Davvero un gran bel libro dove le emozioni sono, come dice lo stesso autore il tubicino che unisce i lettori a Lui. Cosa si vuole di più da un libro se non percepire tutto quello che provano i protagonisti, in quest'opera è davvero cosi, l'autore ci riesce alla perfezione, proverò sicuramente a leggere altro di De Giovanni!
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5.0Emozioni, come la prima volta....., 08-01-2012, ritenuta utile da 14 utenti su 15
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Bellissimo. Eppure vorrei andare controcorrente per una volta, trovargli un difetto. Forse uno esiste: effettivamente pesa come un macigno la melodrammaticita' napoletana. L'angoscia e' viva, la sofferenza palpabile, il dolore sembra passare dalle pagine alle dita che le stringono, e forse a Natale il tutto risulta assai deprimente. Detto questo, tale e' la bravura dell'autore che il tutto si puo' tranquillamente relegare in secondo piano. Resta innegabile la soddisfazione di aver letto un buon libro: la ricchezza di suoni, voci, sensazioni, colpiscono e si incidono nella memoria, come il sapore di un buon caffe' resta nel palato. E con questo libro De Giovanni non mi finisce di stupire. Tutti gli amici, e non, a cui ho suggerito di leggerlo sono rimasti entusiasti dalla sua delicata e malinconica prosa. Un consiglio a chi dovesse leggerlo per la prima volta: fondamentale cominciare dal primo libro pubblicato, anche se non e' una saga, ha una sua continuita' temporale. Considero De Giovanni il piu' bell'acquisto per la letteratura italiana da molti, tantissimi anni. Stupisce che non sia considerato di piu' nel panorama letterario e risulti un po' di nicchia. Quest'ultimo libro e' un altro splendido dipinto di una Napoli sconosciuta, scomparsa nel corso degli anni, tormentata e generosa. Scritto benissimo, e' da incorniciare come i precedenti quattro. Un libro che trasmette emozioni: cosa volere di piu' !
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