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Manifestazioni demoniache. L'opera di Federico Borromeo

Manifestazioni demoniache. L'opera di Federico Borromeo

di Francesco Di Ciaccia


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4.0Fantasie sataniche dall'Oriente al Nuovo Mondo, 15-02-2012
di F. Di ciaccia - leggi tutte le sue recensioni

«In questo testo di Federico Borromeo, tradotto da Francesco Di Ciaccia, risulta importante che la chiave di lettura dei fenomeni fisici e naturali sia il dettame scientifico. Il frequente richiamo a Plinio è rivelatore del peso assegnato da Federico Borromeo alle ipotesi scientifiche. Ad esempio: Ma è fin troppo chiara la causa naturale che determina quelle fiamme vulcaniche, per pensare che dimorino in quelle sedi proprio i demoni. E: Ma le anomali piogge per cui piovono sostanze ferrose, lapilli e lana si è potuto attribuirle a cause naturali piuttosto che ai demoni, e altrettanto le pestilenze e le contaminazioni dell'aria infetta, che tuttavia possono provenire anche dal demonio. In questo campo l'antichità fu notevolmente superstiziosa. Persino la medicina è compulsata per la congettura dell'origine di certune manifestazioni paragonabili alla possessione diabolica: Gran parte dei casi che potrebbero ricondursi all'intervento demoniaco sono infatti rapportabili anche a malattie fisiche. La prova è in queste parole di Ippocrate: esistono morbi di tal genere, "per cui i malati ritengono di vedere i demoni che li assalgono, a volte di notte, a volte di giorno".
Con ciò non si vuol sostenere che Federico Borromeo fosse estraneo alla diffusa convinzione della insistente incombenza del demonio sulla terra e tra gli umani. Per alcuni fenomeni all'epoca ritenuti strani -, egli è categorico circa la loro natura demoniaca. La ragione di tale convinzione è ben spiegata, con molta chiarezza, da Gabriella Cattaneo, che ha redatto la Postfazione (in ogni caso meritevole di essere letta, perché apre un panorama storico-antropologico interessante) al presente volume. D'altronde è vero ciò di cui ci fa avvertiti Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, redattore della Introduzione In un secolo dominato da una specie di febbre satanica o di effervescenza diabolica, che arrivava a vedere abbondantemente nei fatti più diversi e reciprocamente estranei la presenza malefica del diavolo, l'approccio al fenomeno da parte del cardinal Federico Borromeo è indubbiamente espressione di una mente aperta e curiosa. Federico, come sempre, mira a sfatare la mentalità popolare, facilmente succube di credenze superstiziose che a quel tempo erano largamente diffuse, propalate anche dai tentativi di un incipiente sapere naturalistico.
Francesco Di Ciaccia
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