La maledizione dei Dain

La maledizione dei Dain

5.0

di Dashiell Hammett


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Descrizione

Una famiglia come tante alla periferia di San Francisco, un banale furto di diamanti, un detective privato, il Continental Op, deciso a vederci chiaro. Perché qualcosa non quadra. I ladri sono andati a colpo sicuro, anche troppo. Gabrielle, la giovanissima e inquieta figlia dei padroni di casa, si è eclissata, diventando la sospettata numero uno. Una scomparsa che segna l'inizio di un impressionante sterminio. Padre, matrigna, fidanzato e il medico di Gabrielle vengono fatti fuori uno dopo l'altro. Che cosa sta accadendo? C'è davvero una maledizione che incombe sulla famiglia Dain? Chi sta cercando di fare un vuoto di morte attorno a Gabrielle? E perché? Una detective story nella quale lo stile potente e impeccabile di Dashiell Hammett di volta in volta avvicina e allontana dal lettore la soluzione, imprigionandolo fino all'ultima pagina in un infernale gioco di specchi incrinati e scatole cinesi. Una narrazione in cui si intrecciano compassione ed erotismo, voluttà e droga, potere e ferocia.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0I troppi volti della realtà, 19-07-2010
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L’innovazione che Dashiell Hammett (1894 – 1961) ha portato nel genere noir non deriva solo dalla esperienza di agente della Pinkerton, dallo stile raffinato e dalla militanza politica. Hammett era un uomo colto e riflessivo, capace di grandi interrogativi. Ne La maledizione dei Dain (The Dain curse, 1929) ritroviamo l’anonimo agente della Continental Op. Chiamato a investigare, per conto di un’agenzia di assicurazioni, su un furto di diamanti, si trova poi a dover venire a capo di una complicatissima vicenda criminale, in cui accade di tutto. Spicca lo smascheramento di una setta che condiziona gli adepti con droghe e travestimenti. È un episodio bizzarro, che crea nel lettore una sensazione di spaesamento. Accentuata da un altro aspetto del libro: man mano che la vicenda prosegue, l’agente e altri personaggi, nel tentativo di capire cosa sta accadendo, costruiscono varie ipotesi. Ciò che alla fine risulterà essere la verità, non è in nulla più plausibile. Ma è un dato che ricorre in tutta la narrativa di Hammett. I suoi personaggi non si fidano di nessuno, non esiste verità che non nasconda un’altra verità, in un gioco di scatole cinesi che potrebbe durate all’infinito, non fosse che qualcuno (l’anonimo agente, Sam Spade, il caso) non fermasse la roulette delle possibilità su una qualunque casella. Per lo scrittore – seguendo in ciò il filosofo americano Charles Peirce – l’umanità si illude nel credere che l’esistenza sia qualcosa di ordinato e razionale. Eppure, persino coloro che colgono l’insensatezza della loro vita, non possono fare altro che tentare di comportarsi sensatamente e logicamente. In ciò sta l’irrisolvibile enigma, anche etico dell’esistenza. Ed è questa una delle chiavi di lettura di questo grande libro.
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