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Il male oscuro

Il male oscuro

di Giuseppe Berto

4.0

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"Ogni volta che aprivo e leggevo venti o trenta pagine del "Male oscuro", avrei voluto che questo libro non avesse a che fare con me, con le mie sofferenze, le mie fobie, le gabbie del mio passato, il mio tempo, avrei voluto che fosse un libro datato, lontano, un reperto del Novecento, e invece ogni volta mi ritrovavo coinvolto dalla sua sincerità senza scampo." (Christian Raimo)

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 4 recensioni)

3.0Uno sguardo sulla mente umana, 30-04-2012
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Dal titolo del romanzo si intuisce chiaramente l'argomento trattato: la depressione. E' un romanzo diverso dal solito, molto particolare la cui lettura risulta essere alquanto complessa sia per l'argomento trattato sia per le numerose digressioni che interrompono la storia rallentandone la lettura. Sembrerebbe una "imitatio cum variatio" del famoso romanzo del nostro novecento: La coscienza di Zeno.
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3.0Diffiicile, 30-03-2012
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Leggere questo libro è stato come essere travolti da un innondazione che ti trascina e si trascina per diversi metri a volte. Come dire, non era male, tutt'altro. Solo che in alcuni punti le cose si facevano un pò troppo lunghe per i miei gusti. L'ironia lo salva dal diventare noioso, ma proprio per un soffio.
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5.0Il male oscuro, 21-11-2010
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Un torrente in piena, travolgente e inarrestabile, di parole, fatti privati e privatissimi, associazioni di idee, sogni, ricordi, nevrosi a palate, malattie vere e presunte, ironia e autoironia... Rarissime le virgole, punti fermi con il contagocce.
Istruzioni per l'uso: abbandonarsi alla corrente come nel rafting, ma senza pagaia e giubbotto salvagente... Sarà quel che sarà!
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4.0Il male oscuro, 18-11-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Un romanzo autoironico e spietato sul difficile rapporto dell'autore con il proprio padre che lo sprofonderà in una profonda nevrosi.
Attraverso la spietata analisi delle sue paranoie, l'autore individua tre fasi del rapporto con il padre: infanzia-amore; giovinezza-forte contrapposizione; maturità-trionfo del padre e dei sensi di colpa per non averlo assistito mentre stava morendo. L'autore lentamente soccombe alle nevrosi addirittura arrivando a una sempre più marcata identificazione fisica con il padre.
La nevrosi prima si manifesta con l'ipocondria (i suoi rapporti con i medici sono tra le pagine più divertenti del romanzo) , poi con la difficoltà sempre maggiore ad affrontare anche gli aspetti più quotidiani del vivere (la folla, il viaggio etc) .
Infine si arriva all'analisi e grazie a un psicanalista identificato come un padre "perfetto" si arriva alla guarigione. Ma sarà veramente tale?
Pur affrontando un tema così pesante, l'autore è bravissimo a coinvolgerti completamente nei suoi pensieri e nelle sue ossessioni al punto che ti sembrano assolutamente logiche (in particolare il dramma di non sapere se si tolgono o meno le scarpe quando ci si sdraia sul lettino dell'analista) attraverso frasi lunghissime, addirittura di pagine. Sembra di leggere un lunghissimo monologo che scorre tra ossessioni e lucidità.
Sono descritti benissimo e con molta ironia gli altri personaggi: non solo il padre che troneggia in tutto il romanzo descritto minuziosamente con tutte le sue meschinità e pedanterie (in particolare la fastidiosa abitudine di scrivere prima il cognome e poi il nome o le sue logorroiche e inutili richieste a "eccellenze" che mai gli risponderanno) , ma soprattutto la moglie (la ragazzetta che lo ha incastrato) e le odiose e meschine sorelle.
L'unica figura solare sarà la figlia, ma è un personaggio appena tratteggiato che non aiuterà il padre a superare i suoi terrori e le sue angosce.
Un romanzo molto bello che si fa leggere tutto d'un fiato nonostante uno stile sicuramente non facile.
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