La malattia dell'infinito. La letteratura del Novecento

La malattia dell'infinito. La letteratura del Novecento

4.5

di Pietro Citati


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Descrizione

Una raccolta di saggi di uno dei più autorevoli e raffinati intellettuali italiani, Pietro Citati. Oltre sessanta ritratti dei personaggi più significativi della letteratura e, più in generale, della cultura europea del Novecento: scrittori e scrittrici, poeti e poetesse, saggisti e critici, ma anche registi. Il volume è suddiviso in cinque parti: la prima è dedicata agli inizi del secolo; la seconda all'arco di tempo che va dagli anni Venti al secondo dopoguerra; la terza alla poesia; la quarta alla letteratura dal secondo dopoguerra fino ai recentissimi Yehoshua e Pamuk; la quinta, infine, a scrittori e intellettuali con cui Citati ha avuto legami d'amicizia e che oggi sono quasi tutti scomparsi (Gadda, Calvino, Manganelli e Fellini).

Note sull'autore

Pietro Citati è nato a Firenze il 20 febbraio del 1930. Da giovane si trasferisce a Torino, dove studia. Frequenta l’Istituto Sociale e successivamente si iscrive presso il liceo classico Massimo D’Azeglio. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, quando la città di Torino viene bombardata, la sua famiglia decide di trasferirsi nuovamente. I Citati si recano in Liguria e, poco dopo, Pietro si iscrive alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove nel 1951 consegue la laurea in Lettere moderne. Subito dopo la laurea inizia a lavorare come critico letterario. Tra le riviste con cui collabora figura anche il settimanale di critica letteraria Il Punto, dove ha modo di conoscere Pier Paolo Pasolini, che a quel tempo era un suo collega di redazione. Nel periodo che va dal 1954 al 1959 si dedica all’insegnamento. E’ professore presso alcuni istituti di Frascati e della periferia di Roma. Durante gli anni Sessanta inizia a collaborare con alcuni quotidiani. Prima è alla redazione de Il Giorno, poi, dal 1973 al 1988, scrive articoli di critica letteraria per il Corriere della Sera. Dal 1988 al 2011 passa al quotidiano la Repubblica. Attualmente è una firma delle pagine culturali del Corriere della Sera. Pietro Citati nellla sua attività di scrittore si è cimentato in diversi generi, spaziando dal saggio al romanzo, dalla narrativa alle biografie di grandi personaggi che hanno fatto la storia. La sua prima opera è del 1970 e si intitola “Goethe”. Pietro Citati attualmente vive e lavora a Roma.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

5.0L'infinita bellezza della letteratura, 05-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
di - leggi tutte le sue recensioni
C'è l'infinito di Gadda, che s'arrovella l'anima attorno a un groviglio, e quello di Fernando Pessoa, nome d'altri eteronomi. C'è l'infinito di Borges, ad un millimetro dagli orli di vita, e quello claustrofobico e parassitario di Bernhard. C'è l'infinito di Salamov, rintanato rinchiuso alla Kolyma, e quello monologico di Sebald, perduto di stazione in stazione. E c'è il diario di Nijinsky, un ritratto di Cecchi, Mario Praz e la vita. E ci sono Luzi, Caproni, Manganelli; Nabokov, Bufalino, Robert Walser, Cesare Pavese. Ed altri, altri, altri. "La malattia dell'infinito" va acquistata, posata sul comodino, ogni sera letta a brandelli: qualche pagina di prosa densissima, un ricordo d'altre scritture, l'assaggio dolcissimo del Novecento di Lettere. Vivamente consigliato, all'infinito.
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4.0Da godere a piccole dosi. , 23-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Bellissimo excursus nella letteratura del Novecento, non solo italiana,alla scoperta di quegli autori che,con la loro vita e le loro opere, hanno dimostrato di essere affetti da "malattia dell'infinito". Vite spesso tragiche,segnate anche dalla follia, ma dalle quali sono nate pagine indimenticabili.
Molto bello, intenso,con una prosa ricca e immaginifica, non sempre di facile lettura.
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