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Malamore. Esercizi di resistenza al dolore

Malamore. Esercizi di resistenza al dolore

di Concita De Gregorio

2.0

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La violenza sulle donne, in questi ultimi anni, è diventata una delle grandi emergenze sociali del nostro paese e non solo. Leggiamo sempre più spesso di donne maltrattate, sentiamo storie di violenza e di abusi e ci domandiamo cosa sia necessario fare per fermare quello che appare come un preoccupante segnale di degenerazione della vita nelle nostre città. Eppure, a ben vedere i dati sull'argomento, si tratta di un fenomeno che riguarda più la vita domestica che non le nostre strade, le nostre piazze o altri luoghi pubblici. Si tratta di una violenza che spesso si consuma tra persone che si conoscono, magari da lungo tempo, tra coppie consolidate, tra marito e moglie. Relazioni violente, che durano nel tempo, a cui, volendo, si potrebbe spesso anche sfuggire. Una volontà che però non trova mai la forza di diventare davvero decisione. Concita De Gregorio torna a indagare le ombre dell'amore. Questa volta però non dell'amore tra madri e figli, ma di quello tra uomini e donne. Prova a indagare tutte le ragioni e i risvolti di un amore che diventa violenza e a cui non ci si riesce a sottrarre. E lo fa raccontando storie appassionanti e commoventi di donne, famose e non, che nell'illusione di cambiare una storia sbagliata hanno per anni continuato a farsi del male.

Note su Concita De Gregorio

Concita De Gregorio è nata a Pisa il 19 novembre del 1963. Sua madre è proveniente da Barcellona, mentre suo padre è toscano. Trascorre i primi anni della sua vita a Livorno. Studia presso il Liceo Niccolini Guerrazzi, dove consegue la maturità classica. Si iscrive poi alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, dove ottiene la laurea. Dopo aver iniziato a lavorare per alcune raio e televisioni locali, nel 1985 entra a far parte de Il Tirreno e per otto anni lavora presso le redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Inizia a collaborare con la Repubblica nel 1990, seguendo i fatti di cronaca e di politica interna. Il suo esordio come scrittrice avviene nel 2002, quando pubblica il volume dal titolo “Non lavate questo sangue”, in cui racconta i fatti relativi ai disordini avvenuti durante il G8 di Genova. A questa prima opera ne sono seguite molte altre, tra cui “Una madre lo sa” (2006), finalista del Premio Bancarella dell’edizione 2007. Nel 2008 Concita De Gregorio è stata al centro di una polemica relativa al suo passaggio, dal quotidiano la Repubblica, a l’Unità. La polemica è scaturita in seguito ad un articolo pubblicato sulla rivista Prima Comunicazione, in cui la stessa De Gregorio anticipa la notizia, che non era ancora stata ufficializzata presso la redazione de l’Unità, di aver accettato la proposta di diventare direttrice del quotidiano, spiegando inoltre quelle che saranno le sue linee editoriali. Rimane presso l’Unità fino al 2011, anno in cui torna presso la redazione de la Repubblica. Concita De Gregorio è sposata con il giornalista Alessandro Cecioni ed è madre di quattro figli maschi.
 

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Voto medio del prodotto:  2.0 (2 di 5 su 2 recensioni)

2.0Malamore. Esercizi di resistenza al dolore, 05-07-2011
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Spiacente, ma visto il livello intellettuale dell'autrice era evidente come ci is poteva aspettare qualcosa di più. Un libro organico, con una tesi di fondo, una dimostrazione, degli esempi. Invece qui ci sono solo gli esempi. Ben narrati, ben scritti e spesso crudeli e toccanti, ma manca un'organica trattazione del problema. E' come leggere un blog monotematico. Comunque uno stile narrativo che sta meglio sulla rete che sulla carta stampata.
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2.0Malamore, 16-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro l'ho preso in prestito in biblioteca. Dalla direttrice de L'Unità mi aspettavo molto di più. Un libro organico, con una tesi di fondo, una dimostrazione, degli esempi. Invece qui ci sono solo gli esempi. Ben narrati, ben scritti e spesso crudeli e toccanti, ma manca un'organica trattazione del problema. E' come leggere un blog monotematico. Comunque uno stile narrativo che sta meglio sulla rete che sulla carta stampata.
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