Mal di pietre

Mal di pietre

3.5

di Milena Agus


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Descrizione

L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 11 recensioni)

4.0Un prezioso gioiello, 01-05-2012
di M. Littero - leggi tutte le sue recensioni

Un lungo racconto gradevole e a tratti intenso. Una storia raccontata in maniera informale, molto scorrevolmente, che regala delle immagini pulite ed efficaci. L'uso bizzarro della punteggiatura, certe espressioni dialettali, la meccanicità di alcune figure sono tutti elementi che servono a rendere il racconto incisivo, scorrevole e non impossibile.




4.0Le pietre dentro, 12-03-2012
di A. Tomeazzi - leggi tutte le sue recensioni

L'autrice racconta le vicende di tre generazioni, una storia dolce e nostalgica. Libro particolare dove Milena Angus ricorre spessissimo a citazioni in sardo, suo dialetto originale, tradotto in didascalie separate dal testo. Il racconto in sè è splendido, un quadro familiare amarcord, ma si nota la mancanza di fluidità, una lettura discontinua che non fa apprezzare del tutto questo mini libro.




4.0Mal di pietre, 04-08-2011
di P. Ardino - leggi tutte le sue recensioni

Sì, mi sento di consigliarlo, anche se è un po' un giallo sui generis non adatto a tutti i palati. Delicato, dolente, triste ma non cupo. Al fondo, anche allegro. Storia di gente sarda, ma soprattutto della nonna, fuori dai canoni del suo mondo, avanti tanto che l'unica giustificazione alle sue stravaganze è la pazzia, anche se una pazzia buona. Ma che la porterà a far contento il nonno, a far nascere il padre anche se ha i calcoli ai reni (il mal di pietre), ad allevare una nipote stravagante come lei. In fondo la bellezza è che nessuno è poi come ce lo aspettiamo. In bene? In peggio? In fondo non è questo il problema. Il problema è l'accettazione, il rispetto verso l'altro. Cosa che nessuna ha mai fatto "bene" per tutte le 100 pagine del romanzetto. Ma che la Nonna aveva radicato nel profondo dei suoi capelli neri, delle sue tette morbide, dei quadernetti dove scriveva della sua vita e delle cose della sua testa. Tanto da chiedersi (chiederci) poi: verità? Finzione? Ma importa davvero se si vivono dei sentimenti forti e belli? Mi piacciono questi bozzetti cagliaritani e la lievità con cui la Agus ci passa sopra. A volte vien voglia di urlare "stai attenta! Non è così che si fa". Ma anche ci viene di star zitti a guardare le cose che accadono, cercando di capire cosa ci accade a noi.




4.0Mal di pietre, 26-07-2011
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni

Mi è piaciuto, fatico a capire il voto dei due lettori precedenti. Questo libro brevissimo, infatti, è soprattutto una riflessione sui legami tra il corpo e l'anima. E svela con un linguaggio pieno di leggera densità una realtà che ci attraversa tutti: la vita vera si nutre di sogno e si nutre d'amore.
I fili interrotti dei giorni si riannodano e l'esistenza comincia per la prima volta a scorrere.
E non importa che l'amore sia vissuto o solo immaginato, perchè quel che è avvenuto solamente nell'anima, all'improvviso, permette al corpo di generare. E si traduce nella carne di un figlio.
Un poema su come dovrebbe essere l'amore, questo libro della Agus. Ed è bellissimo sapere che il figlio partorito al termine del dolore sarà pianista come l'uomo amato in sogno. E che l'unica vera pazzia, nella vita, è nel non rispondere ai desideri del nostro cuore di carne.





2.0Meritava di più, 25-02-2011
di M. Cantini - leggi tutte le sue recensioni

La lettura di questo libro mi ha lasciata un po' perplessa; sicuramente la storia meritava di essere raccontata ma ho l'impressione che non sia stata trattata come meritava. La figura di questa nonna alla fine esce un po' confusa, e in alcune parti la violazione della sua intimità è offensiva e degradante. Lo stile così asciutto non è stato d'aiuto a comprederla meglio.




2.0Mal di pietre, 23-02-2011
di T. Girolamo - leggi tutte le sue recensioni

Me lo ha prestato una mia collega appassionata del genere. Una storia coinvolgente, anche se in parte già sentita... Uno stile diretto e moderno, ma a tratti confusionario... Non mi ha stregato, ma è una lettura veloce e nel complesso piacevole.
Molto bello lo scenario... Luoghi, atmosfere e stati d'animo della Sardegna di 60 anni fa.





4.0Mal di pietre, 15-11-2010
di G. Minotti - leggi tutte le sue recensioni

Regalo di una persona amica che mi conosce bene. Letto in due serate, per tenermelo... Ma lo avrei divorato in due ore molto volentieri. Ho pianto tanto. Bellissimo, mi ha preso dentro l'anima con tutto il calore e la forza che certe scritture di donna possono comunicare.
Per il resto trovo ci si possa trovare molto di altri autori, fusi sapientemente ma neanche troppo.
Per esempio la storia della nonna senza amore che va alle terme per curarsi e lo trova mi fa pensare alla spesso stucchevole Tamaro in Va dove ti porta il cuore"; alcune descrizioni della nonna sarda mi hanno riportato ad Italia, personaggio della Mazzantini, altra che costruisce, un po' come la Tamaro, scritture pensate per colpire a fondo perchè ognuno, in qualche personaggio, può ritrovarsi. I geni letterari stanno altrove, insomma, ma il libro mi è comunque piaciuto molto, mi ci sono specchiata per alcune emozioni, me lo sono gustato.





4.0Mal di pietre, 13-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Burlesqoni - leggi tutte le sue recensioni

E' un romanzo breve - o racconto lungo - bello e gradevole da leggere, MA non è quello sfracello di libro epocale di cui si sente parlare in giro.
Preso in sè è un buon romanzo breve, si legge con piacere, fa fare due o tre pensieri, e per chi è sardo scatta subito il gioco 'riconosci gli scorci'.
Non male il 'colpo di scena finale', ma non quella rivelazione epocale che millanta la quarta di copertina e i recensori.
Insomma: preso in quanto tale è una buona e piacevole lettura.
Se invece lo si affronta dopo tutto l'hype che ci si è fatto intorno è una mezza delusione.
Comunque nel complesso promosso, via.





2.0Mal di pietre, 09-11-2010
di C. De luca - leggi tutte le sue recensioni

Carino, piacevole, scorrevole. Forse un po' inconsistente e striminzito, poteva essere rimpolpato e approfondito. Ammetto che la protagonista (la nonna) e la narratrice non mi hanno scatenato particolari emozioni o simpatie, non mi sono identificata con la nonna, mai, né ho provato alcuna pena per le sue ansie. Il finale per me ha aggiunto qualcosina, un momento di sorpresa, un piacevole cambiamento di prospettiva. Senza sarebbe stato un banale libercolo scritto oltretutto mediocramente. Certe metafore discutibili, a volte il linguaggio volutamente sboccato mi hanno lasciata un po' perplessa... Mah!




5.0bellissimissimo!!, 16-10-2010
di R. Maoddi - leggi tutte le sue recensioni

una storia tutta al femminile scritta in modo molto particolare!
un viaggio in Sardegna molto particolare però avvincente e ricco di sentimento!!
Da leggere assolutissimamente!!!





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