Maigret a Vichy

Maigret a Vichy

4.5

di Georges Simenon


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Descrizione

Questa volta Pardon è stato tassativo: il suo vecchio amico Maigret deve prendersi tre settimane di vacanza; e senza lasciare recapiti al Quai des Orfèvres. Così, alla fine di giugno, il buon dottore lo ha spedito a passare le acque a Vichy, dove, in compagnia della moglie, il commissario si annoia docilmente: ogni mattina beve i suoi bicchieri d'acqua, poi passeggia lungo i viali bordati di platani, seguendo sempre lo stesso itinerario, e la sera ascolta con orecchio distratto il concerto nel chiosco. Sullo sfondo, l'edificio bianco e sfavillante di luci del casinò - dove, ovviamente, lui e la moglie non mettono piede. Nel frattempo però, da quell'inguaribile scrutatore d'anime che è, non rinuncia a osservare i suoi compagni di cura. Tra loro ce ne sono un paio che hanno subito attirato la sua attenzione: in particolare, una donna non più giovanissima, con un lungo viso affilato, di un'eleganza un tantino rétro, e come votata alla solitudine ("la solitudine allo stato puro"). La signora in lilla: così l'ha soprannominata. E quando un giorno legge sul foglio locale che è stata assassinata, scatta in lui un riflesso condizionato: il desiderio di saperne di più, e di prendere parte alle indagini. Tant'è: quella mattina la signora Maigret dovrà trattenere un sorriso nell'accorgersi che l'itinerario della passeggiata ha subito un'impercettibile variazione, e li ha condotti, guarda caso, giusto davanti alla villa dove abitava la vittima.

In sintesi

Stavolta il dottor Pardon non ha ammesso repliche: Maigret deve assolutamente prendersi una breve vacanza per riprendersi dalla fatica delle sue continue indagini, e la meta che gli suggerisce il buon medico è Vichy. Così, a fine giugno, il celebre segugio si rassegna ad andare all'esilio forzato in compagnia della moglie, e trascorre lunghe e pigre giornate tra le passeggiate all'ombra dei viali alberati e un concerto nel chiostro. Non può però fare a meno di osservare con la consueta attenzione i compagni di villeggiatura, e tra essi un paio di personaggi catturano in particolar modo la sua attenzione: una di questi è una signora di mezz'età, con un viso affilato e una classe un po' demodé, che usa vestirsi in viola ed è sempre in perfetta solitudine. Pochi giorni dopo l'ispettore apprende dai giornali che proprio la sua misteriosa signora in lilla è stata assassinata e non può trattenersi dal voler prendere in mano il nuovo caso.

Note sull'autore

Georges Simenon nacque a Liegi il 13 febbraio 1903. La madre, superstiziosa, decise di registrarlo all'anagrafe come nato il 12 febbraio. Fu uno degli autori più prolifici del XX secolo, in grado di scrivere fino ad ottanta pagine al giorno. Pubblicò sotto diversi pseudonimi, scrisse centinaia di romanzi e racconti e venne tradotto in oltre cinquanta lingue, generando una tiratura complessiva stimabile intorno a settecento milioni di copie. Divenne famoso per aver creato la figura del commissario Maigret, il distinto omone dal carattere scontroso che fu il protagonista di ben settantacinque romanzi e di ventotto racconti. Simenon, nella sua produzione letteraria, si cimentò in diversi generi e sottogeneri letterari. Lo stile dello scrittore belga si caratterizza per la semplicità del vocabolario utilizzato e per le atmosfere molto particolari. Nonostante lo stile scarno, il carattere dei personaggi che abitano le sue storie emerge sempre in maniera decisa e profonda. La particolarità è che, pur utilizzando poche parole, dalle descrizioni degli ambienti e delle persone emerge sempre una scena estremamente nitida e reale. Morì a Losanna il 4 settembre 1989.
 

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 4 recensioni)

5.0Maigret a Vichy, 30-05-2012
di R. Roggi - leggi tutte le sue recensioni
Maigret non riesce mai a smettere di lavovare: la sua mente allenata a leggere i dettagli è sempre in movimento. Quindi anche quando viene inviato con la moglie a Vichy, per ordine del medico che gli prescrive una vacanza rilassante, individua già a priori quali sono i particolari che porteranno al suo prossimo caso da risolvere... Pur essendo in vacanza.
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3.0Abbastanza ben riuscito, 10-05-2012
di L. Marchetti - leggi tutte le sue recensioni
Simenon è gradevole, spesso. E questo, che è il suo più bel pregio, è anche il suo maggior difetto. Poco pathos, suspence al minimo, colpi di scena rasenti lo zero, vicenda godibile, lettura agevole. Anche troppo. Però i personaggi sono tutti ben cesellati, una commmediau mana del ventesimo secolo, senza tutto il contorno - quasi futile ai giorni nostri, senza un inforcata di note! - balzachiano.
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5.0Maigret a Vichy, 21-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di S. Santi - leggi tutte le sue recensioni
Conoscevo già la fama di questo autore, e non sono stata smentita.
Sarà l'ormai approfondita conoscenza con il commissario Maigret che aggiunge piacere ad ogni nuova lettura delle sue avventure, non saprei, è accaduto che questa inchiesta mi ha appassionato e coinvolto in modo più forte delle precedenti lette.
L'atmosfera vacanziera fa bene al nostro commissario, che trascorre giornate piacevoli alle terme di Vichy con la moglie, tra lunghe passeggiate lungo viali bordati di platani e bevute di bicchieri di acqua, stavolta, non della solita birra-, seguendo sempre lo stesso itinerario giornaliero, fino alla sera in cui assistono ai concerti nel chiosco seduti sempre alle stesse sedioline gialle del parco. Non c'è noia nel ripetere ogni giorno lo stesso itinerario, perché Maigret trae godimento da quelle giornate passate fuori dal Quai des Orfèvres e ne approfitta, da scrutatore d'anime quale è, per osservare le persone nei minimi particolari e suddividerle in categorie. "Si sforzava di immaginare la storia di ognuno, di farsi un quadro della sua vita normale, e talvolta rendeva la moglie partecipe di quel passatempo". Così facendo, i due coniugi incrociano, tra le migliaia di persone che frequentano le acque termali, "la signora in lilla", una donna non più giovanissima, con un lungo viso affilato, che pare destinata alla solitudine (di lei dirà poi "la solitudine allo stato puro"). Questa donna viene trovata strangolata nella sua casa, e come può il commissario "resistere" alla tentazione di partecipare alle indagini? Mai in prima persona, sempre seduto in un angolino, con la sua immancabile pipa, "tranquillo e sornione come un grosso gatto", attento ascoltatore delle relazioni delle indagini fatte dalla polizia competente, acuto osservatore degli interrogatori svolti, dei gesti e degli sguardi oltre che delle parole, da cui trae notizie sul carattere e sulla vita della vittima. E' la personalità della vittima infatti quella su cui concentra immediatamente tutta la sua attenzione, arrivando a ricostruirla assemblando tutti gli elementi che incontra nel suo cammino, come costruendo un puzzle: "Hélène Lange leggeva un libro dopo l'altro, guardava la televisione, faceva la spesa, le pulizie, passeggiava lungo i viali alberati del parco come una qualsiasi persona in cura, ma senza scambiare una parola con nessuno, e ascoltava la musica di fronte al chiosco guardando dritto davanti a sè Semplicemente non si curava degli altri. Non ne sentiva il bisogno...".
In un crescendo di mistero e di interrogativi, sempre con lo stesso metodo ricostruttivo, ci troviamo davanti agli occhi anche la personalità dell'assassino, fino a giungere ad un finale in cui i ruoli non sono più così precisi: chi è la vittima, chi il carnefice?
E' la domanda conclusiva che mi sono posta, insieme con il mio amico Maigret, grande conoscitore dell'animo umano.
Grazie, Franco, per questo bel regalo.
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5.0più che un giallo è un romanzo breve, 24-10-2010, ritenuta utile da 13 utenti su 14
di D. Marina - leggi tutte le sue recensioni
Premetto che sona una appassionata di Simenon e con ciò intendo dire che ho letto sia tuttii suoi romanzi che i gialli della serie di Maigret. Certamente,a mio parere, questo è uno dei migliori sia per l'intensità della storia sia nell'analisi dei personaggi. Simenon riesce a dipingere una società che è spesso molto vicina a noi ma che il nostro finto "perbenismo" non ci fa vedere.
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