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Mai visti sole e luna

Mai visti sole e luna

di Ferdinando Camon

4.0

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Leggere Mai visti sole e luna come l'opera dell'estrema nostalgia contadina, dell'ultima elegia di una cultura scomparsa, oppure come la rinarrazione, a tanta distanza di decenni, della guerra e della resistenza e anche degli anni che seguirono la guerra, significa ridurre alquanto il significato di un'opera che porta invece in sé un messaggio di universale portata, di eterno valore. Il fatto è che quel mondo delle campagne e quel tempo restano i soli in cui sia possibile mostrare la tragicità della condizione umana nella sua assoluta evidenza, ad ammaestramento e a esemplificazione per una società e un tempo in cui non si fa altro che inventare maschere per non vedere la realtà immodificabile dell'uomo. (Giorgio Bàrberi Squarotti)

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Elegia contadina, 01-10-2010, ritenuta utile da 7 utenti su 9
di - leggi tutte le sue recensioni
Elegia in prosa per carne d’uomo è “Mai visti sole e luna” di Ferdinando Camon: ritratto a voce inchiostrata, dialetta e grottesca, di quest’ essere mistero che è capace di scriver la Divina Commedia come di bere sangue schiumando rabbia. È storia di storie, che apprendi badando al silenzio perché se ti fermi nel mezzo della campagna padana, d’estate, ad ascoltarla, capitato lì per caso o per sbaglio, sentirai il rumore del silenzio. Tanti fatti quanti uomini, tanti uomini quanti fili d’erba. Su di essi acqua e vento come guerra e pace, odio e amore, vendetta e pietà. Carezzarne uno di quei fili sì da comprendere: chi ascolta un uomo ascolta un mondo. Chi ascolta un uomo può sentir come su pelle il bianco profumo d’una mano Beatrice ed il tanfo maiale d’un gerarca funereo; scorgere a vista la pojana che ondeggia a dispetto e stormi di aerei che sottomettono terre; toccare il degno d’un cruccio torvo ed anziano e la vergogna assassina d’una bestia più bestia del toro. Può conoscere Dante e Casimira, Ulisse e lo Sciona, Hitler e Berto. Sapere che prova un’anima alla morte d’un fratello, di che freme una vittima che ritrova un carnefice, che sente chi vive di musica ed in musica ha compreso il massacro. Da leggere il libro di Camon. Di pagina in pagina uno scorcio di nuvole e neve e la terra spaccata ad inferno, la chiesa serrata a viltà ed il coraggio pietoso del saggio, la buia scomparsa dell’uomo e la fioca sopravvivenza dell’ultimo. Vero capolavoro dimenticato, è storia che ha il ruvido delle zolle di terra, dei sassi dei campi, delle cortecce degli alberi, Che ha il ruvido del vero. Da leggere, assolutamente
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