Il Maestro e Margherita

Il Maestro e Margherita

3.5

di Michail Bulgakov


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Descrizione

Accusato di essere un antiproletario al soldo dei "nuovi borghesi", e sottoposto a un fuoco concentrato di critiche e umiliazioni (erano gli anni cupi dello stalinismo), Bulgakov dedicò gli ultimi anni della sua vita alla stesura di questo grottesco, ferocemente satirico, metafisico, esilarante capolavoro. La riscoperta de "Il Maestro e Margherita" avvenne solo intorno al 1960, ma il successo, sia in Unione Sovietica sia in Occidente, fu immediato e sbalorditivo. Era nato uno dei miti letterari del nostro tempo.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 12 recensioni)

4.0Il Maestro e Margherita, 31-03-2011
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Lo acquistò una mia cara cugina al salone del libro. Può capitare che l'uomo dall'aspetto mefistofelico seduto sulla panchina, vicino a te, sia proprio il Diavolo. E può capitare che la bella Margherita diventi una strega e voli via dalla finestra. E può capitare che il Maestro venga rinchiuso in manicomio per aver scritto la vita di Ponzio Pilato, in cui afferma che Gesù Cristo sia realmente esistito.
Sorvolando sui tratti satirici contro il regime stalinista, può capitare che anche solo per lo stile letterario e personale di un grande autore, mi sia resa conto di essermi imbattuta nel libro che considero uno dei più belli che abbia mai letto.
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2.0Un libro davvero poco digeribile!, 06-12-2010
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Surreale, onirico, metaforico! Un libro davvero poco digeribile! Adatto agli amanti della letteratura russa! Io non sono tra questi.
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1.0Il Maestro e Margherita, 25-11-2010
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Voce fuori dal coro. Non mi è piaciuto per niente e sono arrivata alla fine con difficoltà (per non parlare della noia) e solo per puntiglio. Capisco l'ironia e gli aspetti allegorici delle rutilanti vicende di WolandSatana e la sua cricca ma questi sfilacciati quadretti surreali mi hanno regalato solo sbadigli e nient'altro. Tra me e questo libro non c'è proprio feeling e quindi non posso fare altro che bocciarlo.
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2.0Il maestro e Margherita, 10-11-2010
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Mi rendo conto che questo libro è tra quelli considerati capolavori della narrativa, tuttavia ho fatto fatica sia a leggerlo che a finirlo e non mi ha per nulla incantato.
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2.0Il Maestro e Margherita, 04-11-2010
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Leggendo i primi capitoli, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una sorta di romanzo matrioška, il cui involucro predominante ne contenesse altri, corrispondenti ciascuno ad una storia diversa e destinati ad essere collegati al corpo principale della narrazione in modo originale e fantasioso.
Normalmente però un intreccio ben congeniato ad un certo punto “decolla”, e da quel momento il lettore viene indissolubilmente agganciato al meccanismo narrativo fino allo scioglimento finale delle vicende. Qui tutto ciò, almeno per quanto mi riguarda, non è avvenuto. Al contrario, a mano a mano che proseguivo nella lettura, ho dovuto fare i conti con una sconcertante delusione che ben presto è sfociata nella noia.
Più che di storie logicamente concatenate e concluse, si tratta infatti di una serie infinita di scene accostate le une alle altre in modo disorganico, quasi casuale, di modo che anche le poche realmente godibili non valgono a riscattare la caotica insulsaggine dell’insieme.
Anche i personaggi sono sbiaditi e poco incisivi, in quanto tipizzati e privi di ogni connotazione psicologica; il loro incessante avvicendarsi, intercalato da minuziose descrizioni delle situazioni più surreali, sfalda irreparabilmente il già fragile tessuto narrativo e fa perdere di vista le finalità del romanzo. L’amore tra il Maestro e Margherita, che dovrebbe costituire il motivo centrale dell’opera, è talmente imbevuto di enfasi di maniera da risultare vacuo e artificioso.
Quanto all’umorismo, per il quale l’opera è stata definita esilarante, a me è parso piuttosto meccanico e inerte. L’unico sorriso che mi ha strappato questo libro è stato quello per il sollievo di poterlo finalmente riporre una volta che sono riuscita faticosamente a terminarne la lettura.
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5.0Il Maestro e Margherita, 01-11-2010
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Un capolavoro. E sono arrivato solo al primo capitolo. Un libro avanti con gli anni anche solo per la sua prospettiva cinematografica (dovremmo dire, per forza di cose, teatrale) e un'irnoia caustica, sedata ma costantemente a fior di pelle (dovremo dire, per forza di cose, stampa) in grado di dipingere sul volto del lettore un sorriso aspro e attuale.
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4.0Il maestro e Margherita, 22-10-2010
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Direi che una produttiva chiave di lettura dell’opera consiste nel porre l’equivalenza fra arte, follia, magia e libertà.
Nel bel mezzo dell’ordine sociale sovietico emerge gradualmente, per mano di satana, un disordine sovrannaturale – con un’inversione finale, per cui il folle disordine “satanico” diventa ordine e normalità, mentre burocrazia ed automatismi meschini appaiono in tutta la loro insensatezza. Quanto meno Bulgakov delinea una contrapposizione in termini molto netti, fra ciò che è dotato e ciò che è sprovvisto di senso: è ovvio che anche la sua in tanto è una visione ideologica in quanto riduce a parodia bidimensionale, assurda, l’ordine sovietico senza “discuterlo”. Da leggere
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4.0Satira diabolica e tomenti ponziopilateschi., 22-10-2010
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Romanzo costruito su due piani temporali: la Russia di Stalin e la Gerusalemme di Gesù Cristo. Ai due piani corrispondono anche due stili romanzeschi diversi: per il primo, dove il protagonista delle vicende descritte è Satana e il suo esiguo seguito dedito a burle dai risvolti tragici, il tono è essenzialmente ironico e la presenza del maligno che devasta Mosca e soprattutto la mente dei cittadini su cui si imbatte è un espediente per mettere alla berlina l'aridità mentale dei cittadini russi del tempo, schiacciati da una società burocratizzata e dogmatica, nonchè per farsi beffe indirettamente del razionalismo ateo e materialista e dei paletti che si auto-impone a priori. Nell'altro piano temporale invece la narrazione assume connotati esistenziali-psicologici, essendo incentrata sull'emblematico personaggio di Ponzio Pilato. Insomma un romanzo decisamente atipico e ardito che riesce a toccare temi e stili molto diversi senza dare la sensazione di forzature; l'unico appunto forse si può fare riguardo la ripetitività che a volte si avverte nella descrizione degli incontri tra uno degli "assoldati" di Satana e il cittadino malcapitato di turno. La lettura è comunque resa ancora più stimolante dal fatto che a volte l'ironia sfocia nella comicità, come nell'esilarante partita a scacchi tra Woland-Satana e il suo gatto parlante Behemot.
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5.0Bellissimo, 13-10-2010
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Uno dei libri più visionari
ed profondi ed emozionanti che abbia mai letto!
Consigliatissimo !

p.s. non conosco il russo ma credo sia anche importante
scegliere una buona traduzione per questo tipo di testi.
Di solito mi fido di queste edizioni,
senza essermene mai pentito, ma non è detto che
siano le uniche valide.
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4.0Il Maestro e Margherita, 08-10-2010
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Surreale, visionario. Ponzio Pilato con l'emicrania. Woland è il volto migliore che il diavolo abbia mai avuto.
Difficile da seguire, ma ogni personaggio è eterno.
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4.0Il maestro e Margherita, 03-10-2010
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siamo alle soglie della seconda guerra mondiale. Il divolo è appena uscito dalla germania, ora fa un giro in russia. Fra le varie cose deve indire un sabba e gli serve una principessa di nome Margherita, per la tradizione... Racconto straordinario, accusa verso la dittatura sovietica, la prima edizione integrale mondiale è proprio quella italiana!
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2.0Gradimento decrescente , 29-09-2010
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Leggendo i primi capitoli, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una sorta di romanzo matrioška, il cui involucro predominante ne contenesse altri, corrispondenti ciascuno ad una storia diversa e destinati ad essere collegati al corpo principale della narrazione in modo originale e fantasioso.
Normalmente però un intreccio ben congeniato ad un certo punto “decolla”, e da quel momento il lettore viene indissolubilmente agganciato al meccanismo narrativo fino allo scioglimento finale delle vicende. Qui tutto ciò, almeno per quanto mi riguarda, non è avvenuto. Al contrario, a mano a mano che proseguivo nella lettura, ho dovuto fare i conti con una sconcertante delusione che ben presto è sfociata nella noia.
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