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Il maestro di Delft. Storia di Johannes Vermeer, genio della pittura

Il maestro di Delft. Storia di Johannes Vermeer, genio della pittura

di Anthony Bailey

3.0

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  • Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Collana: Saggi
  • Traduttore: Cossiga A. M.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2006
  • EAN: 9788817014281
  • ISBN: 8817014281
  • Pagine: 380
  • Formato: brossura
Johannes Vermeer (1632-1675) il più misterioso tra i grandi geni della pittura europea. Poche sono le tracce certe della sua esistenza; poche le opere di sicura attribuzione che ci ha lasciato. Sono dipinti silenziosi, pervasi di luminosità, mai solenni o celebrativi: mostrano uomini e donne nella loro quotidianità, occupati in semplici azioni come versare il latte, leggere una lettera, suonare la spinetta. Le sue figure femminili sono colte nella loro semplicità, eppure la profondità delle loro espressioni e la luce che emana dai loro volti delicati le rende piene di fascino. La forza evocatrice che sprigiona da tanta naturalezza ha saputo conquistare personaggi come Marcel Proust che alla Veduta di Delft ha dedicato pagine memorabili. Anthony Bailey, con rigore scientifico e con una prosa brillante e raffinata, ripercorre le tappe dell'oscura esistenza del pittore e ci aiuta a penetrare il segreto del suo inesauribile fascino.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Il maestro di Delft, 29-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Ormai Johannes Vermeer (1632-1675), pittore olandese nato, vissuto e morto nella città di Delft, è assurto al ruolo di superstar della pittura di tutti i tempi. Intorno alle sue opere si scrivono romanzi, si girano film. Moltitudini conoscono il suo nome. Riproduzione dei suoi dipinti di donne che scrivono lettere o suonano la spinetta finiscono sui biglietti d’auguri, sui sottobicchieri, sui foulards, sulle carte da ramino. Insomma, Vermeer è una potenza.
Buffa, benché non nuova, questa cosa, dal momento che fino a tempi relativamente recenti, diciamo fino alla seconda metà del secolo XIX, di questo appartato artista tutti parevano essersi dimenticati. Ciò a far sì che uno si chieda: ma come, se era un genio perché ci hanno messo due secoli ad accorgersi di lui? Ebbene, questa cosa ha varie concause. Innanzitutto Vermeer per motivi al contempo misteriosi e affascinanti (in pratica ci si fa fascinare dal mistero), produsse assai poco, ciò soprattutto in relazione ai ritmi di un pittore della sua epoca. Certo, si ha notizia anche di lavori andati perduti, ma ci sono fondati motivi di ritenere che l’opera nella sua globalità non travalichi di molto il numero di quadri che ci sono pervenuti. Inoltre Vermeer aveva diversi omonimi. Pare infatti che chiamarsi Johannes (Jan) Vermeer (o Van Der Meer, altra grafia molto frequente) nei Paesi Bassi a quei tempi equivalesse a chiamarsi Gennaro Esposito a Napoli, numericamente parlando. Ma non solo, tra questi altri J. Vermeer c’erano dei pittori, cosa che inizialmente ha causato una certa confusione nelle attribuzioni. Infine, fino a non molto tempo fa del maestro di Delft si sapeva poco o nulla. Solo in anni recenti, attraverso ricerche approfondite nei registri cittadini e in altri documenti dell’epoca, è stato possibile ricostruire una consequenziale seppur scarna biografia d’artista. Ma non mi dilungo oltre su questa cosa.
Il libro in oggetto a vederlo di prima passata, grafica di copertina, collana in cui eccetera, sembrerebbe una specie di Vermeer for dummies. Fortunatamente non è così, si tratta invece di un testo chiaro e ben argomentato intorno a tutto quanto occorre sapere (e si sa) su questo pittore.
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