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La macchia umana

La macchia umana

di Philip Roth

4.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Mantovani V.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2001
  • EAN: 9788806158187
  • ISBN: 880615818X
  • Pagine: 386
Coleman Silk è un professore di lettere antiche stimato e rispettato. E' stato persino preside. La sua carriera di colpo s'interrompe il giorno in cui, per indicare due studenti che non si presentano mai a lezione, usa la parola "spooks" (spettri), desueto termine spregiativo riferito alle persone di colore. Quel che Coleman non sa è che i due studenti sono appunto dei neri. Costretto a dimettersi per evitare un "processo" pubblico, il professore vede la sua vita andare lentamente ma inesorabilmente a rotoli. Si lega a una giovane inserviente del college all'apparenza analfabeta, e per questo riceve lettere anonime che lo accusano di "abusare sessualmente" di una donna in difficoltà. Ma Coleman ha anche un terribile segreto.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 12 recensioni)

4.0La macchia umana, 24-05-2012
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Un'analisi attenta e approfondita su una delle caratteristiche umane più diffuse: l'arte del nascondere, del tenere segreto. Roth ci parla di un uomo, per l'appunto, che vive nascondendo un segreto a tutti, compresi i suoi familiari, finchè un giorno per colpa di un passo falso questo segreto viene a galla e farà crollare la sua immagine costruita con tanta cura nel tempo. Un racconto che denuncia il moralismo e il perbenismo che spesso contraddistinguono le società in cui viviamo.
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4.0Da non perdere, 27-03-2012
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Di certo il migliore di Roth che io abbia letto finora (e soppiantare Pastorale americana non era semplice) . Geniale l'intreccio, straordinaria la costruzione dei personaggi, il tutto condotto con una tecnica scrittoria che mi ha incantata. Pochi come Roth sanno mettere sotti i riflettori le assurdità di questo mondo. Mi ha peraltro colpita l'assonanza con Solar: là lo scienziato viene accusato di neonazismo per aver detto una verità banalissima, cioè che uomini e donne hanno attitudini differenti.
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5.0La macchia umana, 03-09-2011
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Se mi si chiedesse qual è il miglio romanzo di Roth, non avrei un attimo di dubbio: è proprio questo. Avverti durante la lettura una partecipazione che non rintracci in nessun altro lavoro di Roth. La storia, interessante, si sviluppa come fosse un giallo e il personaggio principale è maestosamente inquietante.
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4.0La macchia umana, 10-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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C'è un unic filo rosso che collega tutti i romazni di Roth, ed è quello
della condizione dell'ebreo americano, nell'ebraismo (o piuttosto, nell'ebraicità mi si passi il termine) di Coleman Silk c'è un segreto occultato da decenni, un segreto che ribalterà totalmente la sua stessa natura per come noi lettori e il mondo intorno a lui la percepiamo.
Apprendiamo all'inizio del romanzo che Silk è stato costretto alle dimissioni dalla sua cattedra universitaria, coinvolto in un'assurda accusa di razzismo, accusa che si rivelerà risibile quando il segreto del professor Silk verrà scoperto. Non solo l'integrità morale di Silk lo costringerà a non scendere mai a compromessi con i suoi accusatori e con chi anche solo semplicemente aveva preso le distanze da lui, ma lo convincerà che la morte per ictus della moglie sia stata la diretta conseguenza di tutto lo sconvolgimento fisico ed emotivo causato dalle dimissioni.
Imparando a conoscerlo, Nathan Zuckerman inizierà a scoprire il Silk nascosto, quello che gli confessa una relazione segreta con Faunia Farley, una donna molto più giovane di lui e di tutt'altra levatura socio-culturale, una creatura su cui la sfortuna sembra essersi accanita ferocemente; una Elena di Nessuno e di Nessun Posto, come lei stessa si definisce, non la Elena di Troia apostrofata da Silk.
Coleman Silk è uno dei personaggi più interessanti mai creati dalla penna di Roth: un uomo indomabile, carismatico, arguto, intelligente, affascinante, che ha pochissimo del pedante cattedratico di cultura classica. Anche Nathan Zuckerman è invecchiato rispetto a Pastorale Americana; è malinconico, solitario, sempre più afflitto dai problemi causatigli dall'operazione alla prostata, eppure sempre perspicace e attento, mai soddisfatto e mai acquietato.
La macchia, la traccia, il segno che gli esseri umani lasciano è un'impronta indelebile; non è salvezza, non è grazia, non è redenzione. Siamo creature irrimediabilmente macchiate, dice Faunia, rassegnata all'orribile, elementare imperfezione.
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4.0La macchia umana, 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Si legge con molta fatica, lo stile peculiare di Roth, fatto di frasi breve e sconnesse indulge a perderci un po' di tempo in più: si tratta della storia della vita del prof. Coleman Silk, un nero, di colore "piuttosto chiaro", che decide di fingersi bianco per non avere intralci nella sua realizzazione. Un individualista estremo, determinato, ambizioso. Costruisce una sua realtà basata, quindi, su una grande menzogna. Il prezzo da pagare è tremendo: il ripudio della madre e di tutta la famiglia, la tensione di essere scoperto, la scommessa del colore di ogni figlio.
Un giorno il castello di bugie crolla, il quadro narrativo, inizialmente spezzettato, si ricompone in maniera mirabile. Interessanti le "escursioni" introspettive dei diversi personaggi del libro.
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5.0La macchia umana, 26-07-2011
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Pessimista, cupo, i personaggi sembrano muoversi in un abisso senza speranza.
Ma la vita è più grande, e fa dei giri larghi e tortuosi. Durante questi giri può accadere che raccolga cose lungo il proprio corso. Cose lasciate imprudentemente cadere; cose perdute e poi dimenticate. Ma la vita non dimentica, e la macchia che ciascuno porta su di sè è IL marchio. E' allora che questo fiume in piena, che pensavamo di aver ingannato, all'improvviso ci rovescerà addosso tutto quel che siamo sempre stati.
La macchia umana è la nostra indelebile traccia sugli altri, sul mondo, una traccia sporca che ci separa e rende la vita impossibile da vivere nella sua purezza ed interezza. Qui l'America è quella dello scandalo Clinton-Lewinski ma il palcoscenico è il mondo nella sua vasta ipocrisia. Roth ci spinge ad accettare di essere sporchi semplicemente perchè apparteniamo all'umanità. E nessun essere umano sarà mai "bianco come un giglio" nè fuori, nè dentro. Non dimenticare chi siamo è, dunque, il suo primo umanissimo comandamento; l'unico in grado di salvarci dalla marea che riporta a galla tutti i rottami e lo sfasciume dell'esistenza. Perchè il colpevole cerca l'oblio, ma la vita, con la sua innocenza, ci restituisce la nostra menzogna.
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4.0La macchia umana, 07-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Il prof. Coleman, il protagonista di questo bel libro, sembra uno spirito libero, sciolto dalle convenzioni; in realtà è uno schiavo, prigioniero delle convenzioni che hanno salvato la sua esistenza: è il suo essere un nero con la faccia da bianco il suo destino di catene, la sua "macchia". In questa storia Zuckerman si limita ad essere colui che racconta la storia, colui che tira le somme e trova un senso alla storia.
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4.0La macchia umana, 22-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il segreto che è celato per metà libro è destabilizzante. Il protagonista svela così tutte le sue contraddizioni, la sua saggezza animale ma crudele, i suoi fallimenti. Altri splendidi personaggi lo circondano con la loro poesia, il loro cinismo e addirittura il loro sadismo. L'incomunicabilità emerge come un male inevitabile ma si intravedono vie inaspettate per la comprensione e l'amore. Persino le cornacchie ci parlano attraverso questo libro arrivando a toccarci nel profondo. Mentre la voce narrante fa entrare il lettore dentro al libro rendendolo ancora più partecipe. Meraviglioso.
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4.0La macchia umana, 16-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Libro dalla scrittura densa, da affrontare con energia, da stendere con fatica e pazienza, ma che lascia i segni. Partendo dal sex gate di Clinton Roth articola la storia di Coleman Silk, stimato professore universitario che rimane coinvolto in una spirale di accuse sempre più pressanti che lo porteranno ad un vero e proprio isolamento. Accanto al professore Faunia adetta alle pulizie dell'università, semianalfabeta e sua amante. Parecchi piani di interpretazione che rendono il romanzo un corpo carico di significato, di riflessioni, di storie.
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5.0La macchia umana, 05-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Romanzo di straordinaria intensità, anche se il linguaggio puòapparire freddo e distaccato.
Centrato sulla figura di un professore universitario americano che nasconde un segreto e che vedrà la sua vita disgregarsi (carriera, famiglia,amici) in nome degli stessi valori cui aveva cercato di uniformarsi per intraprendere la sua ascesa sociale.
Splendidi alconi spaccati di vita e cultura americani: i reduci dal Vietnam, il razzismo verso i neri, l'ambiente universitario e i suoi arrampicatori...
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5.0Bello!, 28-09-2010
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Fine e acuto nell'umorismo e nelle descrizioni, gran bel libro. Uno stile non banale per un libro non semplice e lineare, ma che fa capire come le macchie che abbiamo ci rendono decisamente più interessanti rispetto a chi è senza macchia. Tutto è perfettamente incastrato e assemblato, per un romanzo davvero mirabile.
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4.0Ma quanto è bravo Roth?, 28-08-2010
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Fine e acuto nell'umorismo e nelle descrizioni, gran bel libro. Uno stile non banale per un libro non semplice e lineare, ma che fa capire come le macchie che abbiamo ci rendono decisamente più interessanti rispetto a chi è senza macchia. Tutto è perfettamente incastrato e assemblato, per un romanzo davvero mirabile.
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