La luna rossa

La luna rossa

4.0

di Luis Leante


  • Prezzo: € 17.00
  • Nostro prezzo: € 14.45
  • Risparmi: € 2.55 (15%)
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli

Spedizione a 1€ Spedizione con Corriere a 1€ sopra i 24 euro!   Scopri come

Descrizione

Il corpo esangue di Emin Kemal, celebre scrittore turco, giace a terra cadavere nel suo appartamento. Sul petto un libro: una raccolta di racconti di René Kunheim, dedicati dall'autore alla moglie dello stesso Kemal. René è uno scrittore frustrato ma di grande talento e soprattutto il traduttore di tutti i libri in spagnolo dell'autore turco. Il ritrovamento, che svela inequivocabilmente la tresca che lo legava alla moglie, sembra incastrarlo. A ritroso, Luis Leante ricostruisce l'intrigo e racconta la storia di Emin Kemal e René Kunheim, tra Alicante, Monaco e Istanbul, in un continuo gioco di specchi, incastri, collegamenti e coincidenze. La vita dell'autore turco e quella del suo traduttore sono il bianco e il nero di una stessa fotografia, due esistenze legate da una sola donna, sposa e amante: Derya.

Altri utenti hanno acquistato anche:


Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

Scrivi una nuova recensione su La luna rossa e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0La luna rossa, 28-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ennesima bella prova dello scrittore spagnolo già celebre per Guarda come ti amo. Anche qui il tema dell'amore perso ritrovato incompreso - impaurito e via aggettivando è forse il tema di fondo, ma bello e complicato dalla storia della scrittura e degli scrittori. E la luna non è la mitica barca, ma un onesto bar di Istanbul. Certo la storia in sé sembra semplice e complicata al tempo stesso. Con uno svolgimento che coinvolge Spagna, Germania e Turchia. E seguiamo prima con ansia, poi con un po' di schiaffi sul collo perché dovrebbe essere meno scimunito, la vicenda del traduttore in spagnolo del grande scrittore turco Emin Kemal. E su un doppio binario seguiamo anche la vita di Emin, delle sue fortune, del suo essere turco ed innamorasi di una ragazza ebrea, del suo scrivere, della sua fragilità, del suo rapporto con la bella Derya. E poi riprendiamo la vita di René, figlio di madre spagnola e di padre tedesco, che l'ambasciata destina ad Istanbul. E René con i suoi amici turchi, con il padre adottivo che lo seguirà sempre senza giudicare (e forse intervenendo poco?), con la madre sempre più stralunata tra gatti e quadri, con il suo amore per la bella Tuna che gli regala un libro di Emin. E via in un valzer tra letteratura e realtà, con la misteriosa Aurelia che entra ed esce dalla storia riportandoci ad uno dei miti di Emin, il grande francese Gérard de Nerval. Come se seguissi due molle che si sviluppano spiraleggiando l'una cercando di elevarsi verso l'alto senza averne la forza, l'altra sprofondando verso il basso senza averne la volontà. Questa volta, mi sembra che Leante maneggi meglio la materia rispetto al primo libro che ne lessi (anch'esso regalato, sarà un caso? ) . Più sicuro, anche se ogni tanto si prenderebbe René per il collo e si vorrebbe tanto sbatterlo contro un muro. In fondo, sia Emin che René lasciano che le cose accadano, facendo ribollire di rabbia chi intravede possibili uscite positive anche se dolorose ma che nessuno imbocca. Sembra proprio che agiscano come ad un certo punto dice Ismet Asa, l'amico tipografo di Emin, che descrive il grande scrittore come uno che si accorge delle cose che accadono solo quando ne scrive. Bella e mi rimarrà nella testa, l'immagine del caffè "La Luna Rossa", che nel mio immaginario ricongiungo con quel caffè, pieno di tè e narghilè, subito dietro al cimitero mussulmano, un po' prima del Gran Bazar di Istanbul, dove si andava con Emilio e Rosa a bere, fumare e riprendersi un po' , anche dal grande freddo del Capodanno turco. Ma finiamo con la nota positiva del buon Salih, che ci consiglia di smettere di passare tutto il tempo a pentirci degli errori che facciamo. Li facciamo, bene, ci dispiace, bene, ma bisogna superarli in avanti, altrimenti diventano come le menzogne che ingigantiscono e non se ne riesce più ad uscire. Una bella fumata al tabacco di mele in un divano in fondo alla sala, con le immagini spagnolo turche che ci frullano in capo. Buona lettura.
Ritieni utile questa recensione? SI NO