London fields

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3.0

di Martin Amis


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Descrizione

1999: in una Londra post-thatcheriana, dura, violenta, vulnerata, tra Dickens e Biade Runner. Qui sbarca lo scrittore americano Samson Young in cerca d'ispirazione; e qui si trova di fronte, reale e in svolgimento, la storia del suo romanzo, che dunque trascrive "in presa diretta" sulle orme di un inquietante trio: Nicola Six, disperata femme fatale e per sua stessa ammissione, "figura della fantasia maschile", che si fa complice del suo omicidio; Keith Talent, truffatore e mediocre criminale con la passione del gioco delle freccette, assassino designato; Guy Clinch, "l'antagonista", liquida figura dell'alta borghesia, ricco, inibito e innamorato di Nicola. Intorno a loro la Crisi segna la fine del millennio: i missili nucleari pronti per il lancio, la terra apparentemente rovesciata sul suo asse, il sole, sempre bassissimo all'orizzonte, in un clima, anche meteorologico, che profuma di estinzione.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 4 recensioni)

4.0Amore e morte a Londra , 03-05-2012
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Un grande impianto di fondamento, personaggi così ben . Il difetto di Amis, che ho riscontrato anche in altri suoi romanzi, è che lavorando sempre su personaggi e avvenimenti al limite, a volte tende a far scadere un po' del delirio culturale che sta presentando, anche dentro la narrazione. I personaggi sono indimenticabili, la vicenda è ben scritta con uno stile molto ritmato.
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1.0Romanzo che non dà niente, 27-03-2012
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Questo romanzo non mi è proprio piaciuto. La vicenda che si dilunga su 650 pagine si può riassumere in due frasi. I personaggi irritanti e sono completamente privi di senso. I due colpi di scena a metà libro a cui si arriva soffrendo, sono scontati come manco nelle soap opera americane. Manca tutto: contesto, profondità, coerenza, movimento, ritmo. Una cosa incredibile. A dirla tutta la scrittura è piacevole e qui e lì ci scappano persino dei passaggi commoventi che però spesso e volentieri disturbano la lettura e interrompono quel pochino di suspance che pure faticosamente si era alzato per ottenere alla fine controproducenti. Come faccia una sciocchezza del genere ad essere citata tra i 100 libri da leggere prima di morire è una cosa che non riesco a spiegarmi.
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3.0London fields, 19-07-2011
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Si sente che l'autore ha profuso tutte le sue energie per scrivere questo libro, mettendo al centro della narrazione Londra e la solita (per lui) torma di personaggi dal nome "che indirizza". Alcune pagine sono eccellenti, da altre parte si eccede in lungaggini che un pò appesantiscono il tutto. Voto tre e mezzo.
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4.0London fields, 11-07-2011
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Lo stile di scrittura è il solito di questo scrittore, molto ironica e pungente. La storia ruota attorno a personaggi estremizzati, quasi stereotipi di personaggi del ventesimo secolo: ecco che abbiamo il macho, truffatore, donnaiolo, aspirante giocatore di freccette professionista; il benestante, ingenuo, buon padre di famiglia, ma sopraffatto dal figlio Marmaduke; la femme fatale, non bellissima ma dotata di estremo fascino, incantatrice e traditrice, che riesce a fare credere agli uomini quello che vuole. Attorno a questi tre protagonisti principali ruota la storia che si dipana per le otre 600 pagine del romanzo. Il piano della trama è già chiarito dopo le prime pagine: vi è la vittima e vi è il carnefice. La lettura del libro mi è risultata scorrevole anche se a volte un po' troppo caotica.
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