€ 6.80€ 8.00
    Risparmi: € 1.20 (15%)
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativiMetti nel carrello
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 24 euro!Scopri come
Sulla lingua del tempo presente

Sulla lingua del tempo presente

di Gustavo Zagrebelsky

4.0

Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Vele
  • Data di Pubblicazione: novembre 2010
  • EAN: 9788806207748
  • ISBN: 8806207741
  • Pagine: 58
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
La politica dei giorni nostri e le sue locuzioni: una nuova lingua stereotipata e kitsch che spostale parole da un contesto all’altro e le ripete in continuazione.
L’egemonia di una linguaggio– largamente diffuso e acriticamente accettato – che sta esercitando una specie di dittatura simbolica sulla nostra democrazia. «Noi non solo pensiamo in una lingua, ma la lingua “pensa con noi” o, ancor più chiaramente, “per noi”». Nell’Italia di oggi, per fortuna, non vi è nessun ministero della propaganda a forgiare una lingua che influenzi le coscienze, addormenti le resistenze e spinga al pensiero unico; eppure sarebbe difficile negare che il linguaggio usato dalla politica (e dai mass media che ne parlano e informano, o dovrebbero informare, i cittadini) ruota attorno a espressioni, parole, frasi che ricorrono sempre di più, si fanno senso comune, sono spesso udite ma non certo indagate e capite a fondo. Zagrebelsky passa in rassegna tutta una serie di questi “luoghi comuni linguistici”, da «scendere in campo» a «le tasche degli italiani», da «amore» a «Prima Repubblica», da «contratto» a «mantenuti». E denuncia il rischio che, appunto, sia questa lingua a pensare per noi, e che i cittadini vivano immersi, senza rendersene conto, in una rete di significati che, se pure gli sfuggono, nondimeno strutturano la loro esperienza, danno forma alla loro vita politica, in ultima analisi regolano e limitano le loro possibilità di comunicare.

Note su Gustavo Zagrebelsky

Gustavo Zagrebelsky è nato a San Germano Chisone, in provincia di Torino, il 1 giugno del 1943. Ha origini russe, suo fratello maggiore, Vladimiro, è un magistrato. E’ Socio Costituzionalista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti (A.I.C.) e professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università degli studi di Torino. Il 9 settembre 1995, l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l’ha nominato giudice costituzionale e il 24 gennaio del 2004 è stato eletto presidente della Corte costituzionale della Repubblica Italiana, rimanendo in carica fino al 13 settembre 2004. Terminato il mandato, ha ripreso la cattedra di Giustizia costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino ed è diventato docente a contratto presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Collabora con alcuni importanti quotidiani nazionali, tra cui La Repubblica e La Stampa. E’ inoltre socio dell’Accademia nazionale dei Lincei. Nel pensiero giuridico di Gustavo Zagrebelsky si percepisce una visione dualistica del Diritto, diviso in lex e ius, le idee che esprime mettono in risalto il pericolo derivante dall'acriticità di un diritto solo formale o solo sostanziale. Ultimamente ha espresso la sua opinione in diversi ambiti del dibattito pubblico italiano. È presidente onorario dell'associazione Libertà e Giustizia e presidente della Biennale Democrazia. Tra le sue opere ricordiamo "Amnistia, indulto e grazia: profili costituzionali" (1974), "La giustizia costituzionale" (1977), "Manuale di diritto costituzionale, vol. I" (1987), "Il diritto mite. Legge, diritti, giustizia" (1992), "Il «crucifige!» e la democrazia" (1995), "La leggenda del grande inquisitore" (2003), "Essere delle istituzioni" (2005), "Imparare la democrazia" (2007), "Giuda. Il tradimento fedele" (2007), "Contro l'etica della verità" (2008), "La legge e la sua giustizia" (2009). 

Altri utenti hanno acquistato anche:


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Interessantissima analisi linguistica, 18-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Disamina precisa del cambiamento linguaggio politico negli ultimi venti anni (la parentesi del governo Berlusconi) , dallo scandalo di Tangentopoli fino al presente. Puntuale, lucidae leggermente ironica mette a nudo la seduzione e la retorica di alcune locuzioni entrate in maniera pervasiva nel vocabolario dei partiti. Bel lavoro, da leggere e meditare.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Un'occasione per riflettere, 08-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Poche pagine ma una buona occasione per riflettere sulla lingua, sull'uso della parola, che è poi l'unica arma genuina ed efficace che resta quando il potere, vestito da politica, sottrae progressivamente ogni libertà. E proprio attraverso il distorcimento dei significati, lo si evince chiaramente dal testo, il potere depaupera la gente: creando neologismi, involgarendo gli appellativi, insultando anni di cultura e di cura della lingua italiana. È vero, le parole sono la nostra unica e vera forma di libertà e c'è chi lo ha capito e ce le sta sottraendo. Forse la pecca del testo è di cadere più volte in una filippica anti-berlusconiana un po' stucchevole.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Vademecum, 18-02-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Un ottimo Vademecum scritto da un grande giurista, che ci aiuta a capire le frasi non dette della politica, specialmente in un'epoca in cui i prezzolati e i lecchini travestiti da giornalisti e presentatori sono dappertutto. Una lettura che ci mette in guardia da potenziali abbagli.
Ritieni utile questa recensione? SI NO