Lettere luterane

Lettere luterane

4.5

di P. Paolo Pasolini


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Descrizione

Nell'ultimo anno della sua vita Pasolini condusse, dalle colonne del "Corriere della Sera" e del "Mondo", una rovente requisitoria contro l'Italia che vedeva intorno, "distrutta esattamente come l'Italia del 1945". Partendo dall'analisi delle mutazioni culturali, Pasolini rintracciava i segni di un inarrestabile degrado: la crisi dei valori umanistici e popolari; le lusinghe del consumismo, più forte e corruttore di qualsiasi altro potere; le distruzioni operate dalla classe politica; una invincibile e generalizzata "ansia di conformismo"; le mistificazioni di certi intellettuali autoproclamatisi progressisti. Non è vero che la Storia va sempre avanti: l'individuo e la società possono regredire.

Note sull'autore

Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo 1922. Considerato uno dei più importanti intellettuali italiani del dopoguerra, la sua eccezionale versatilità gli ha concesso di fornire il proprio contributo personale nello sviluppo della cultura in differenti ambiti. E’ stato giornalista, scrittore, poeta, regista, sceneggiatore, attore e paroliere. Trascorse l’infanzia seguendo il padre, militare di carriera, nei suoi numerosi trasferimenti. Studiò a Bologna dove frequentò il Liceo Classico “Galvani” per poi iscriversi alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, dove si laureò nel 1945, lo stesso anno in cui venne ucciso suo fratello Guido durante uno scontro a fuoco tra partigiani di diverso orientamento politico. Le prime poesie, che scrisse tra il 1941 e il 1942, vennero pubblicate a sue spese nel volume intitolato “Poesie a Casarsa”. Nel 1947 si iscrisse al Partito Comunista e iniziò ad insegnare a Casarsa, ma un discusso episodio di omosessualità, che sfociò in un processo per corruzione di minori, causò il suo allontanamento dall’insegnamento e dal partito. Nel 1949, in seguito allo scandalo, si trasferì a Roma dove apprese il dialetto romano e scoprì quel mondo proletario che gli ispirò i suoi primi romanzi “Ragazzi di vita” (1955) e “Una vita violenta” (1959). Pasolini vedeva il mondo dei sottoproletari come la risposta al capitalismo, da lui considerato la fonte dei problemi dell’individuo. In questo periodo conobbe Penna, Gadda, Moravia e Fellini. Si dedicò al giornalismo e scrisse numerose poesie e romanzi. Con la raccolta di poesie “Le ceneri di Gramsci”, del 1957, vinse il Premio Viareggio. Seguendo il modello dell’amico Fellini, per raggiungere un pubblico più vasto decise di occuparsi di cinematografia. Collaborò ad alcune sceneggiature, tra cui quella de “Le notti di Cabiria”, dello stesso Fellini. Con il film “Accattone”, del 1961, iniziò la proficua attività di regista. Diresse numerosi film, tra cui “Uccellacci e Uccellini” (1966), “Edipo Re” (1967), “Teorema” (1968), “Medea” (1969), “Il Decameron” (1971), “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975). Per i giudizi lapidari ed estremi che espresse nelle sue opere, Pasolini fu aspramente criticato sia dalla destra sia dalla sinistra. Subì anche processi e condanne che gli valsero la fama di intellettuale ribelle. Fu un attento osservatore della storia e di come stava cambiando la società italiana in quegli anni. Morì assassinato ad Ostia il 2 novembre del 1975, in circostanze oscure. 

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Lettere luterane, 30-03-2012
di N. Ongaro - leggi tutte le sue recensioni
In quest'opera ritroviamo Pasolini alle prese con la sua missione di perenne polemica contro l'ipocrisia della società che lo circonda. Il suo tono duro e freddo e la sua incredibile perfezione formale lo aiutano ad esporre problematiche sia del governo che del popolo stesso che sono ancora spunto per una riflessione molto attuale.
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4.0Lettere luterane, 26-07-2011
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni
Quest'uomo lo si può disprezzare o studiare alla follia, ci saranno sempre pareri contrastanti. Un amore-odio, come quello di molti di noi. La differenza è che lui non accettò di arrendersi, e non si tirò indietro nemmeno quando fu una voce sola.
Questo libro che raccoglie articoli da lui scritti fino a poco tempo prima della tragica scomparsa andrebbe fatto leggere nelle scuole. Per insegnare ai giovani l'importanza di formare autonomamente le proprie convinzioni e non mettere in vendita la propria anima.

Consumismo, televisione, scuola, giovani, sesso, aborto. Tutto ciò che brucia ancora oggi, sotto la luce di una spietata e lucidissima analisi.
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5.0Saggio incredibile, 16-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Pelliccio - leggi tutte le sue recensioni
Raccolta dei suoi ultimi articoli di giornale, Lettere luterane è un libro affascinante, un'analisi di una lucidità straordinaria sul suo tempo e per tantissimi versi ancora moderno. Eccezionale anche come opera per avvicinarsi a Pasolini, che sa porsi in maniera critica e dialettica al di là di destra e sinistra; e anche qualora non si condividessero le sue idee, non si può ammirare l'impegno e la coscienza civile e soprattutto il vibrante stile saggistico.
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4.0Pasolini ci manchi, 02-10-2010
di A. Ferretti - leggi tutte le sue recensioni
l'opera è carattarizzata da un attualità sconvolgente. Anche se scritto 30 anni fa il libro tratta temi dei giorni nostri come se Pasolini avesse previsto il ripetersi degli errori commessi da chi non conosce la storia
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5.0Da leggere e rileggere, 25-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di F. VITALI - leggi tutte le sue recensioni
Credo fermamente che sia un libro da leggere e rileggere. La sua continua attualità dopo 40 anni ha qualcosa di profetico. Lo consiglio a tutti coloro che hanno solo sentito parlare di Pasolini, per capire quanto importante sia stato il suo pensiero.
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