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Lettere dalla Kirghisia due anni dopo

Lettere dalla Kirghisia due anni dopo

di Silvano Agosti

4.0

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  • Editore: Rizzoli
  • Data di Pubblicazione: maggio 2007
  • EAN: 9788817017022
  • ISBN: 8817017027
  • Pagine: 203
  • Formato: rilegato
Rispondendo alle lettere di Fabio Agosti, Fabio Volo scrive: "Caro Silvano, ho pochissimo tempo per scriverti, devo andare di corsa a fare un lavoro importante. Da quando però ho condiviso un po' di Kirghisia con te, mi chiedo molte cose. Primo: perché sono sempre di fretta? Secondo, i miei appuntamenti sono veramente importanti? È sucesso qualcosa di strano con le tue lettere. Ho capito che, senza accorgermene, mi sono abituato a non vivere. I miei impegni sono così lontani dalla vita e dalle cose che realmente vorrei fare, e spesso faccio fatica a trovare stimoli per andare avanti. Vivo nella speranza che arrivi presto il fine settimana per avere un po' di tempo libero per me ma poi quando ce l'ho, spesso mi capita di non sapere come spenderlo. Non sono più abituato a stare con me stesso e ad ascoltarmi. Come sono potuto arrivare a questo? Come ho potuto permetterlo? I pensieri che ho fatto in questo periodo grazie a te mi stanno dando la forza per concepire una nuova vita. Sto progettando una serie di cambiamenti e questi pensieri diverranno azioni. Sto già meglio..."

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Lettere dalla Kirghisia, 04-08-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 8
di - leggi tutte le sue recensioni
Seguito di "Lettere dalla Kirghisia", devo dire che la situazione cambia di poco rispetto al precedente. Di Agosti avevo apprezzato l'opera cinematografica, discontinua ma coerente. Ma soprattutto, lo sforzo di mantenere in piedi una piccola sala di cinema, indipendente sino all'ultimo rigo. Qui invece si cimenta con questa finzione, usando lettere per parlare di un sogno, di un posto che forse non c'è ma sarebbe bello ci fosse. La costruzione è coerente, un posto dove si lavora tutti mettendo al centro l'altro da sé e non il profitto in sé. Dove viene bandita la violenza. Dove si elimina l'ipocrisia. Dove si impara giocando, e condividendo. Tutto bello, in fondo quasi realizzabile. Ma ma il resto? Sembra, portato alle estreme conseguenze, il nocciolo del pensiero di Trotskij. Non può esistere il comunismo in un solo paese, perché, facendo scontro con il diverso dovrebbe scendere a compromessi e non potrebbe essere più comunismo. Non può esistere l'utopia di Agosti in un solo paese, a meno di scontare un isolamento che alla lunga porterebbe a dover fare compromessi e via discorrendo. Comunque lasciateci l'illusione che si possa vivere in modo "dis-alienato". Lasciateci l'idea che siano possibili isole di Kirghisia all'interno del mondo che, per dirla con Lezama Lima, "è sporco e alieno".
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