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Lettere di Abelardo e Eloisa. Testo latino a fronte

Lettere di Abelardo e Eloisa. Testo latino a fronte

di Pietro Abelardo

4.5

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Le lettere di amore ad Eloisa sono uno degli epistolari più famosi della letteratura. Ritiratisi ambedue a vita di clausura in seguito alle difficoltà insormontabili di poter vivere insieme, trovano nello scambio epistolare la forza di mantenere vivo il loro amore e la loro passione. Piene di ardente amore sono quelle di Eloisa, più pacate quelle di Abelardo, entrambe posseggono il fascino della bellezza severa e nobile di sentimenti unita alla naturalezza di sentimenti espressi.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0UN AMORE STRUGGENTE E COMMOVENTE, 27-12-2010
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La storia dell'amore impossibile tra Abelardo ed Eloisa nel Medioevo, può trovare un suo corrispettivo solo nell'altrettanto struggente storia di Romeo e Giulietta, con la differenza che la prima è reale. Abelardo era un maestro, un precettore di una certa età, molto ammirato e rispettato ai suoi tempi, Eloisa una ragazza molto giovane, una sua allieva, e quando nasce l'amore e la passione tra i due, si innesca un meccanismo distruttivo che porterà ad entrambi una sofferenza senza fine. I due sono destinati ad amrsi per sempre, anche oltre la morte. Questo libro è una raccolta delle epistole che i due amanti si sono scambiati negli anni della loro separazione forzata e dolorosissima. Leggerle fa davvero commuovere...
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5.0Un amore infinito, 25-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Parigi, XII secolo, un amore infinito e senza tempo, quello di Abelardo e Eloisa, maestro di retorica lui, alunna sedicenne lei, dotatissima negli studi in un’epoca in cui le donne rasentavano l’analfabetismo. Un incontro fatale che li condusse ad amarsi senza scrupoli né ritegno e che si concluse con la tragica separazione dei due amanti. Il prezioso carteggio che si scambiarono per tutta la vita rivela una passione scaturita da profonda comunione filosofica e spirituale che li spinse a cercarsi sino agli ultimi giorni del vivere di Abelardo, in un desiderio che non riuscì a trovare appagamento, perpetuandosi nel pulsare incolmabile della donna, divenuta badessa, nel ricordo di ciò che non fu perfezionato, giustificandone la morale nel diritto di espressione individuale, e per il maestro di logica, divenuto maestro di teologia nell’abbazia di S. Denis, nella ricerca di sublimazione dell’etica attraverso il pensiero di Agostino, dove il silenzio ascetico conduce a Dio ma è ancora possibile ed accettabile il contatto nominalistico con il mondo delle cose. Un testo sorprendente in cui il ruolo della donna della società medioevale appare in una nuova ed attuale luce e dove il comptentus mundi trova ridimensionamento in un’ottica delle intenzioni, riabilitando la dignità del genere umano.
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