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Lettera di una sconosciuta

Lettera di una sconosciuta

di Stefan Zweig


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Descrizione

A te, che non mi hai mai conosciuta: è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e avvolgente" a cui è impossibile resistere. "Ieri il mio bambino è morto": così esordisce la misteriosa scrivente, e continua: "adesso al mondo mi sei rimasto solo tu, tu che di me non sai nulla". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo, solo per questo, concede a se stessa di raccontargli la propria vita la vita di una creatura che per più di quindici anni (prima bambina, poi adolescente, e poi donna) gli ha votato, "con la dedizione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e appassionato", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, ottenendo in cambio solo poche notti d'amore e portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, la riconoscesse. Ma quasi sempre il volto di una donna rappresenta per l'uomo "solo lo specchio di una passione, di un gesto infantile, di un moto di stanchezza, e svanisce altrettanto facilmente di un'immagine allo specchio". E il destino di lei è stato di non essere mai riconosciuta. La descrizione di un labirinto di amore assoluto, un ritratto di donna ardente e viva e, al tempo stesso, immateriale come "una musica lontana".

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 6 recensioni)


4.0Lettera di una sconosciuta, 05-08-2011
di A. Lopez - leggi tutte le sue recensioni

«Zweig è uno dei grandi scrittori austriaci di fine impero, per intenderci apparteneva alla generazione dei Musil e degli Hofmannsthal. Questo si legge in poco tempo e lascia dentro, impalpabile ma densa, una sensazione di disfatta della Ragione quasi immorale; un senso di sacrificio che, con i dovuti distinguo, mi hanno fatto ripensare a 'Le onde del destino'; una ammirazione forte per la capacita' di Z. Di saper ricreare tutto cio' in un racconto lungo. »

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3.0Il fantasma di un amore , 06-12-2010
di A. Cipolletta - leggi tutte le sue recensioni

«Un bel giorno, un noto scrittore austriaco (lo stesso Zweig? Nella finzione è probabile) , con la posta riceve una lettera di una giovane donna che gli dice che sarà morta nel momento in cui lui si accingerà a leggere questa sua lunga missiva, nella quale lei gli confessa e racconta il suo fortissimo, assoluto sentimento d'amore e devozione che lei ha provato per lui sin dall'infanzia e per tutta la vita. E anche dopo, s'intuirà in un finale molto poetico.
Il fortunato destinatario di questo amore è, si è detto, un famoso scrittore, scapolo impenitente, pieno di amici e, soprattutto, di "amiche", fra cui, in tempi diversi, anche questa sconosciuta donna innamorata di cui, però, con grande dispiacere di lei, mai si è accorto e, quindi, ha riconosciuto essere la bambina che abitava nell'appartamento dirimpetto al suo, e, successivamente, la giovane ragazza con cui aveva passato la notte dieci anni prima e, en passant, aveva fatto anche un figlio ora purtroppo morto e del quale non gli aveva mai resa nota la nascita. Per lui, lei era una delle tante, come si suol dire, con cui avere un'avventura e di cui non era stato nemmeno necessario conoscere il nome. Non sarà neanche stato necessario ma molto improbabile direi! E se lei non voleva rivelarsi e farsi riconoscere (ma per tutto il lungo racconto non sembra desiderar altro che l'esatto contrario! ) , avrebbe potuto dare almeno un nome fasullo!
Ma è inutile discutere e argomentare: gli scrittori, non son tenuti a scrivere come vorremmo noi! Ciò non toglie che certi comportamenti dei due i protagonisti non sembrino del tutto giustificati e realistici, il che, significa incongruenti sul piano narrativo. A parte questo possibile appunto, il testo è ben scritto (avrebbe potuto essere altrimenti, trattandosi di Zweig? ) e la storia è commovente al punto giusto, ossia senza essere strappalacrime a comando.
»

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5.0L'amore ad ogni costo, 04-12-2010
di E. Riva - leggi tutte le sue recensioni

«Gli amori contrastati hanno riempito per secoli le pagine pi belle della letteratura, l'irrealizzazione dell'amore nutre il sentimento e lo fa crescere a dismisura, facendolo distaccare dalla realt... Come non apprezzare questo libricino in cui l'amore é mostrato nel suo lato pi straziante ed intenso, unilaterale e pertanto assoluto... »

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5.0Lettera di una sconosciuta, 15-11-2010
di A. El karimi - leggi tutte le sue recensioni

«Anche se all'apparenza semplice, dentro ci sono parecchi temi (almeno così a me sembra e anche se so che molti non amano queste riduzioni analitiche) : la solita finis Austriae, il parallelismo tra l'eroina romantica e il dandy, come dire due metà secolo
( l'Ottocento) l'un contro l'altra armata e soprattutto l'esistenzialistica incompatibilità tra chi fa una scelta assoluta e per sempre e chi sceglie di non scegliere.
L'amore assoluto rende per sempre puri: la dedizione che fa vivere per un altro tutta la vita, rende impossibili l'ipocrisia, l'immoralità e la colpa: qualunque cosa si faccia si fa restando immacolati. Dall'altra parte invece, non amando, si consuma la vita dimentichi degli altri e di se stessi ( l'amato non ricorda neanche il giorno del suo compleanno, l'amante sconosciuta lo festeggia tutti gli anni) , ugualmente incolpevoli per forza di natura.
Zweig conferma di essere degno di stare tra i grandissimi della letteratura mitteleuropea del primo quarto del XX secolo.
»

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4.0Lettera di una sconosciuta, 08-10-2010
di G. Alvino - leggi tutte le sue recensioni

«Zweig è un autore sublime.
E' uno speleologo dell' animo umano, soprattutto quello femminile. Il racconto è terribile, appassionato, verosimile e disumano nel suo essere estremo.
Ma se l' amore è questo...che la Fortuna me ne scampi!
E' ovvio che è soltanto finzione, che quel tipo di amore ne rappresenta una delle innumerevoli varianti, ma non lo accetto comunque.
Intendiamoci, sono per l' amore gratuito: l' amore per una persona non può e non deve essere interessato, ma c'è una parola che Zweig utilizza per fare chiarezza, sulla quale concordo pienamente.
Ri-conoscersi.
Possiamo accettare un rifiuto, l' odio, la titubanza, i tira e molla, ma qualcuno che non ci riconosce, non il nostro sentimento, ma che non riconosce la persona che siamo, è un muro insormontabile.
E i muri sono fatti per essere oltrepassati.
O li si abbatte!
Non disdegnerei nemmeno una serena ed onorevole ritirata.
»

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4.0Lettera di una sconosciuta , 24-09-2010
di M. Gianello - leggi tutte le sue recensioni

«Stupefacente come l'autore sia riuscito a calarsi così profondamente nella psicologia di una bambina/ragazza/donna innamorata.
(Per il resto, ammiro e biasimo contemporaneamente la protagonista. La ammiro per l'amore incondizionato e bruciante che gli anni non hanno saputo soffocare; la biasimo per l'ingenuità infantile che l'ha portata ad innamorarsi di quell'uomo.)
»

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