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Lepos e Pathos. Studi su Catullo Normalmente disponibile in 4/5 giorni lavorativi |
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In sintesiIl volume affronta il problema della “poetica” di Catullo collegandolo organicamente con la questione della composizione dei diversi tipi di poesia catulliana e della loro circolazione differenziata, affidata com’č ad una varietŕ di supporti materiali (tabellae, codicilli/pugillaria, libelli) in correlazione con finalitŕ comunicative ed estetiche e piani di destinazione diversi. La “poetica” appare incentrata su un progetto esplicito di poesia del lepos (legata ad un ethos di humour, di self-control e di raffinatezza, facilmente ricollegabile ad una matrice callimachea: ars, brevitas, lusus…), ma volutamente non dŕ conto della presenza – pur fondamentale - di una poesia del pathos (per cui risulta importante, invece, soprattutto il modello ‘esistenziale’ della poesia saffica: Catullo altera Sappho…), su questo tipo di poesia ‘patetica’ (legata ad esperienze presentate come sentimentalmente eccezionali e, dunque, scardinatrici dell’ethos di fondo) Catullo evita di pronunciarsi in sede di poetica per evidenti ragioni di strategia psicagogica, di cui si indagano portata e modalitŕ. Dopo una circostanziata presa di posizione contro l’ipotesi della pubblicazione del Liber (quale noi oggi abbiamo) ad opera di Catullo stesso, si analizzano in modo dettagliato i problematici cc. 1, 16, 36, 95 e si dedicano due ampi capitoli al tema dell’ “amour-passion” (con saggi sui cc. 51 e 11 e un attento riesame del fr. 31 V. di Saffo) e a quello del lutto (sui cc. 101 e 96). In appendice uno studio su quanto da Catullo si puň ricavare a proposito di alcune figure e tendenze dell’oratoria contemporanea.
IndiceIl volume affronta il problema della “poetica” di Catullo collegandolo organicamente con la questione della composizione dei diversi tipi di poesia catulliana e della loro circolazione differenziata, affidata com'č ad una varietŕ di supporti materiali (tabellae, codicilli/pugillaria, libelli) in correlazione con finalitŕ comunicative ed estetiche e piani di destinazione diversi. La “poetica” appare incentrata su un progetto esplicito di poesia del lepos (legata ad un ethos di humour, di self-control e di raffinatezza, facilmente ricollegabile ad una matrice callimachea: ars, brevitas, lusus…), ma volutamente non dŕ conto della presenza – pur fondamentale - di una poesia del pathos (per cui risulta importante, invece, soprattutto il modello ‘esistenziale' della poesia saffica: Catullo altera Sappho…), su questo tipo di poesia ‘patetica' (legata ad esperienze presentate come sentimentalmente eccezionali e, dunque, scardinatrici dell'ethos di fondo) Catullo evita di pronunciarsi in sede di poetica per evidenti ragioni di strategia psicagogica, di cui si indagano portata e modalitŕ. Dopo una circostanziata presa di posizione contro l'ipotesi della pubblicazione del Liber (quale noi oggi abbiamo) ad opera di Catullo stesso, si analizzano in modo dettagliato i problematici cc. 1, 16, 36, 95 e si dedicano due ampi capitoli al tema dell' “amour-passion” (con saggi sui cc. 51 e 11 e un attento riesame del fr. 31 V. di Saffo) e a quello del lutto (sui cc. 101 e 9 6. . In appendice uno studio su quanto da Catullo si puň ricavare a proposito di alcune figure e tendenze dell'oratoria contemporanea.
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