Leopardi

Leopardi

3.5

di Pietro Citati


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Descrizione

Al principio della sua vita, Giacomo Leopardi era felice. Nell'infanzia, gioia, furia, "allegrezza pazza" riempivano le sue giornate. Poi l'infelicità piombò su di lui. Un "sistema di malattie" si impadronisce del suo organismo. Giacomo non sente più né la natura né la bellezza; il sentimento, l'entusiasmo si dileguano. Non gli resta che sopportare: arte in cui diventa, in pochi anni, un maestro. Ma la sua mente è innamorata delle contraddizioni, dei rovesciamenti e degli sdoppiamenti. Così, continua a ricercare la felicità, pur sapendo che è un'impresa disperata. La insegue nel piccolo, accogliente mondo aristocratico-borghese di Bologna; a Pisa, nella tenue aria primaverile; a Firenze, tra le luci autunnali del lungarno; tra i gelati, le pasticcerie e i panorami di Napoli. Vive quasi tutto il resto della sua vita celando i dolori, le angosce, la desolazione, le passioni, la solitudine, il dono di essere un genio immenso. Pietro Citati ci conduce attraverso la vita di Leopardi fino al cuore segreto della sua opera. Ci sono in questo libro alcune importanti novità biografiche e molte letture fresche e originali. Ma c'è soprattutto, come avrebbe voluto Leopardi, la capacità di immedesimarsi nello scrittore, di seguire ogni minimo impulso del testo, fino a creare una nuova opera, vibrante e appassionata.

Note sull'autore

Pietro Citati è nato a Firenze il 20 febbraio del 1930. Da giovane si trasferisce a Torino, dove studia. Frequenta l’Istituto Sociale e successivamente si iscrive presso il liceo classico Massimo D’Azeglio. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, quando la città di Torino viene bombardata, la sua famiglia decide di trasferirsi nuovamente. I Citati si recano in Liguria e, poco dopo, Pietro si iscrive alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove nel 1951 consegue la laurea in Lettere moderne. Subito dopo la laurea inizia a lavorare come critico letterario. Tra le riviste con cui collabora figura anche il settimanale di critica letteraria Il Punto, dove ha modo di conoscere Pier Paolo Pasolini, che a quel tempo era un suo collega di redazione. Nel periodo che va dal 1954 al 1959 si dedica all’insegnamento. E’ professore presso alcuni istituti di Frascati e della periferia di Roma. Durante gli anni Sessanta inizia a collaborare con alcuni quotidiani. Prima è alla redazione de Il Giorno, poi, dal 1973 al 1988, scrive articoli di critica letteraria per il Corriere della Sera. Dal 1988 al 2011 passa al quotidiano la Repubblica. Attualmente è una firma delle pagine culturali del Corriere della Sera. Pietro Citati nellla sua attività di scrittore si è cimentato in diversi generi, spaziando dal saggio al romanzo, dalla narrativa alle biografie di grandi personaggi che hanno fatto la storia. La sua prima opera è del 1970 e si intitola “Goethe”. Pietro Citati attualmente vive e lavora a Roma.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0Leopardi, 26-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Creevate di sapere tutto su Leopardi? Bene, questo libro vi farà ricredere. Citati ha fatto di sicuro un tale percorso, ma non obbliga il lettore a seguirlo in quest'opera preliminare che lo avrebbe schiantato o peggio ancora annoiato come una lezione ex cathedra.
Ed ecco quindi un corpo a corpo con il mare magno dell'universo leopardiano, in cui il lettore è accompagnato e al tempo stesso agevolato per orientarsi e soffermarsi sugli snodi, i tesori, i problemi, i passaggi fondamentali che ha interesse di conoscere e comprendere.
Conosciamo il metodo è lo stesso che conobbe il suo esordio con il folgorante "Goethe" (1970) . Da allora in poi, Citati ha dato vita a una serie di ritratti critici che hanno stimolato i suoi lettori a scoprire e leggere alcuni tra i fondamentali autori della letteratura moderna. A distanza di quarant'anni poi la sua produzione ci appare sviluppata secondo un'articolazione ben precisa, la cui chiave si potrebbe riassumere in questa formula: nel nostro orizzonte di lettori non esistono più letterature nazionali rigidamente divise per lingue e aree culturali. La "civiltà letteraria europea" se si può riprendere e adattare il titolo di un volume di Citati costituisce il nostro orizzonte di attesa e di ricezione per quel che concerne la comunicazione letteraria. In questo suo viaggio, dopo Goethe e Tolstoj, Proust e Kafka e tanti altri ancora, non poteva mancare Leopardi poeta di statura internazionale e di indiscutibile attualità.
Quel che rende unica e difficilmente imitabile la scrittura di Citati sta nel suo combinare una potenza narrativa che rende "romanzeschi" i personaggi che occupano la scena con la più squisita sensibilità critica che gli permette di spiegare e commentare i testi di un autore. In questo caso non si sa se godere di più per certi squarci su singoli episodi della vita di leopardi ovvero se compiacersi per l'interpretazione filologica, stilistica, lessicografica e intertestuale. Si pensi a come Citati segue il tema della luna nei testi leopardiani o alle analisi di certi canti o alla ricostruzione delle grandi idee del suo pensiero. Sembra quasi di avere a che fare con la musica e che la nostra lettura si risolva nell'ascolto commentato dei brani più famosi (o più misteriosi) di un grande compositore.
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2.0Un pò di delusione, 30-11-2010, ritenuta utile da 5 utenti su 8
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Dopo una prima parte dove viene descritta la vita dei genitori di Leopardi e dello stesso, la narrazione diventa didascalica e si appesantisce per la sua connotazione di scolasticità. Una maggior leggerezza anche nella seconda parte del libro avrebbe giovato molto.
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4.0per chi ama lo scrittore, 05-11-2010, ritenuta utile da 10 utenti su 12
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Un libro che presenta alcuni lati inediti del Leopardi, ne ammorbidisce la figura paterna, raffigura un Leopardi moderno e addirittura anticipatore dei tempi. Un libro non solo per chi si ricorda lo scrittore ripendando agli studi scolastici, ma anche per chi vuole leggere e sapere di più sulla vita e il pensiero di un grandissimo piccolo uomo.
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